Povertà

Ieri ho letto una lunga conversazione su Twitter che mi ha fatto riflettere (e anche commuovere, un po'). Era partita da questo tweet: Everyone I’ve ever talked to who has been poor and is not anymore has the same story of the moment they realized they weren’t poor anymore: grocery shopping. — Erynn Brook (@ErynnBrook) … Leggi tutto Povertà

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Malinconia, benvenuta

Sabato mattina l'Orso è partito per una trasferta di quindici giorni. Ma non sono riuscita a chiudere la porta. Dietro di lui è arrivata un'ospite inattesa ma conosciuta: la Malinconia. Si è accomodata senza indugio sul divano al mio fianco e ha iniziato a chiedermi del più e del meno. Tanto lo sapeva già, però … Leggi tutto Malinconia, benvenuta

Sognare in piccolo

Negli ultimi giorni mi sono ritrovata a pensarci spesso. Da sogni grandi ultimamente sono passata ad avere sogni piccoli. Mi sveglio, mi faccio il caffè, mi godo gli uccellini che cinguettano, inveisco contro i figli dei vicini che si cimentano con pessimi risultati al flauto (non te sì bon, moaghea!), mi rincuoro pensando che prima o … Leggi tutto Sognare in piccolo

Meraviglia: fragilità immaginata che fa trattenere il fiato e si trasforma in applauso

Qualche giorno fa sono andata al circo. E, come sempre, mi sono commossa, emozionata e ho applaudito con tantissimo (sì, venire al circo con me è più imbarazzante che andarci con una bambinetta di cinque anni, regredisco completamente) entusiasmo. Da bambina mi affascinavano i colori, mi colpiva l'odore, rimanevo imbambolata a fissare dettagli inutili come … Leggi tutto Meraviglia: fragilità immaginata che fa trattenere il fiato e si trasforma in applauso

Are you from Europe? (Alfabeto dei primi giorni a testa in giù )

A come "Are you from Europe?" Questa bizzarra e inusuale domanda mi è stata fatta la prima sera dal tassista che ci ha riaccompagnato all'albergo ("Massì, è la prima sera! Scialiamo!" è stata l'ultima dichiarazione pervenuta dell'Orso prima di verificare il conto e chiudersi in un imbronciato silenzio taccagno - "No, sono stanco, non usciamo … Leggi tutto Are you from Europe? (Alfabeto dei primi giorni a testa in giù )

Dai, próxima estación…

Scrivere questo post mi sta costando più fatica e pensieri del previsto e non dovrebbe. Ne avevo già parlato qui e recentemente la mia "latenza" (come dice una mia amica, convinta che sia la parola giusta per "latitanza") è stata dovuta a questa cosa grande grande grande che mi è scoppiata tra le mani all'improvviso e … Leggi tutto Dai, próxima estación…

Fuori c’è il sole

Una canzone estiva l'anno scorso ripeteva proprio questo: fuori c'è il sole. Ed è strano, ora che sono in quel posto che fa venire in mente a tutti ombrelli e acqua a catenelle, ma fuori c'è il sole. Anzi, il sole c'è quasi sempre stato, da quando sono arrivata. Un mese fa tondo tondo. Sono … Leggi tutto Fuori c’è il sole

By the river: inconcludenza

O anche: "Si vede che non sei ricca, perché hai sempre dei sogni realizzabili"*.   (Modo elegante per dire: "molto piccoli"). (Da leggere con questa che accompagna)**.   Sono a casa da una settimana. Il che non è propriamente vero, visto che è da Ottobre che vengo qui sempre più frequentemente per periodi sempre più … Leggi tutto By the river: inconcludenza

L’ indipendenza economica da expat in coppia: quel che sembra non è

E' da un po' che ho in mente di parlare di questo tema, perché in questi anni ho ascoltato varie versioni e devo ammettere che non ho ancora un'idea chiarissima sulla questione, ma ormai abbastanza definita, questo sì. Quando si parte e si va a vivere fuori dal proprio Paese ci sono varie motivazioni che … Leggi tutto L’ indipendenza economica da expat in coppia: quel che sembra non è

Do you need somebody? E c’è ancora cielo*

Stare a casa da soli aiuta. A pensare. Io per esempio ho fatto un sacco di progetti per i mesi venturi e, ops, la Svezia non è inclusa. Esempi: - cammino di Santiago a giugno - corso intensivo a luglio (da decidere il luogo, ma English-speaking) - corsetto veloce di una settimana ad agosto (da … Leggi tutto Do you need somebody? E c’è ancora cielo*