La valigia più difficile

Ho fatto tante valigie in vita mia, ma mai come questa volta sono stata in difficoltà.

Oggi parto per l’Australia.

E’ stata una scelta sofferta, lunga, piena di dubbi e ripensamenti.

Mi ha convinto che:

  • voglio stare il più possibile con l’Orso. Questa gravidanza lui non l’ha proprio potuta condividere con me, tra mille trasferte di lavoro. Ora in Australia saremo nello stesso posto, nella stessa casa, coppia di nuovo.
  • ho fatto di tutto nella vita per essere “fuori”, per stare all’estero, per vivere fuori dalla mia zona di sicurezza. Ora, per la prima volta incinta ho scoperto paure ataviche, un senso di protezione e di insicurezza nei confronti di tutto. Per qualche settimana, bombardata dalle mille precauzioni e divieti della gravidanza, tra tutte le visite che ogni volta aggiungevano una preoccupazione in più, ho pensato: no, voglio stare a casa mia, partorire in Italia, stare i primi mesi dai miei genitori. Quando sono stata un po’ più lucida mi sono resa conto che i dottori, pur aggiungendo termini medici sconosciuti fino a quel momento, mai mi avevano vietato di partire né mi avevano sconsigliato l’Australia.
  • sarà difficile: dovrò fare per la prima volta tante cose nuove come trovare il medico di base, individuare il ginecologo, fare le prossime visite in inglese. Ma non sarebbe stato più facile in Italia: mi sarei comunque dovuta trasferire da qui (siamo onesti, non posso sobbarcare i miei genitori anche dello stress pre-parto e parto e, oltretutto, per vivere con l’Orso, avrei dovuto cambiare città) e avrei dovuto iniziare la stessa identica trafila. Certo, mi avrebbero parlato nella mia lingua. Ma “Spinga!” penso di poterlo capire in inglese.

 

E’ stato impegnativo fare la valigia, organizzare i vestiti per una taglia che non so ancora quale sarà, per una temperatura diversa da qui, per problemi sconosciuti e futuri che ancora non posso prevedere.

E’ stata dura selezionare, mettere, togliere. Tanto più che ho il fiatone ad ogni passo.

Ma adesso è fatta. Il certificato medico della gravidanza e quello del diabete sono nello zainetto, il costume premaman è nel bagaglio a mano, le dispense sullo sviluppo del linguaggio dei neonati nella valigia 2 e la crema idratante si fa compagnia con tutte le medicine (strisce per la glicemia, integratori di vitamine, integratori di potassio e magnesio, acido folico) e le prime tutine nella valigia 1.

Stanotte atterreremo in Qatar, trascorreremo la giornata di domani in albergo e poi partiremo per l’Australia.

Abbiamo firmato il contratto di una casa di cui abbiamo visto solo foto e il video di un amico. Ci daranno le chiavi la settimana prossima. Nel frattempo Amica Ikea (gli svedesi sono sempre in mezzo, non ci si può fare niente) ci aiuterà a fornirla di almeno un tavolo e un letto.

E, per favore, pensatemi, e se siete credenti dite una preghierina per me. (Io per sicurezza sono andata ieri dalla nonna in cimitero a dirle che parto, eh, che mi tenga d’occhio, che il volo del ritorno dovrebbe esserci anche un esserino che fa ué ué, e ho messo la candela di Santa Rita in valigia 1).

 

E speriamo che vada tutto bene.

13 pensieri su “La valigia più difficile

  1. Elizabeth Sunday ha detto:

    In bocca al lupo per questa nuova partenza!
    Leggendo mi sembrava di vivere le sue stesse paure, ma sono sicura che andrà tutto bene: dobbiamo uscire dalla nostra zona di comfort (il calore della casa di famiglia, i dottori conosciuti e la nostra lingua), per scoprire che ce la possiamo fare, che siamo più forti – e in gamba – di quanto pensassimo.
    Un abbraccio torinese in partenza per l’Oman 🙂

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  2. C ha detto:

    Ciao, io ho sperimentato la gravidanza e il parto all’estero e voglio tranquillizarti. Lì fuori è pieno di persone gentilissime pronte ad aiutarti! Affidati al prossimo. Un abbraccio!

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  3. szandri ha detto:

    Ti leggo, tra un biberon e l’altro. Un giorno – spero prima che tu partorisca! – tenterò di scriverti più di questo. Ma per il momento: ti seguo sempre da lontano, anche se in perenne ritardo. Sono sicura che avete fatto la scelta migliore per voi, ora. Un forte abbraccio e a prestissimo!

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  4. isosteno ha detto:

    Buon viaggio e in bocca al lupo. Le paure, motivate/razionali o meno (soprattutto meno), fanno parte del pacchetto gravidanza e genitorialità… get used to it 😜
    Ti penserò, Isa

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