Virgawards n° 19: canzoni per viaggiare

E’ arrivato giugno, è da cinque mesi che non prendo un aereo e non mi sposto da questo isolotto sperduto nel mezzo del Pacifico, quindi è giunto il tempo di pensare ai viaggi.

Mentre limo e confeziono ad arte un post lunghissimo sul mio personalissimo punto di vista sul viaggio, che non interesserà nessuno, ho pensato di fare cosa buona e giusta condividendo un po’ di canzoni che mi vengono subito in mente se mi immagino in una macchina, l’Orso al volante, tutta la vita davanti, il sole in faccia e l’aria dal finestrino.

Ma soprattutto se penso ai grandi paesaggi sconfinati e all’ugola libera di cantare a squarciagola, che tanto… chi ti sente stonare?

Ecco la mia playlist da viaggio in macchina. (E come al solito mi sono fatta un po’ prendere la mano con le canzoni e ne ho messe tantine).

 

Pronti?

Via!

 

 

Canzoni molto grezze da cantare quando fuori il paesaggio non cambia e non si vede l’ora di arrivare, e non avete passeggeri che vi giudichino

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Foto di Filip Trezzi

 

Moony – Dove

Dai, sfido chiunque a non aprire il finestrino con questa e cantare “Aiiiibiloviniuuuu foreeeeeeevaneeeva!”

 

Titanium – David Guetta feat. Sia

Aim taitaniooooooooooooooooooooooooom

 

Eat, sleep, rave, repeat – Fatboy slim, Riva Starr and Beardyman 

Di questa mi vergogno da sola, per cui se avete gente con la puzza sotto il naso o che ha fatto Lettere, magari non mettetela. Soprattutto se siete all’inizio del viaggio. Ma se siete in macchina da soli… alla grande!

 

Shake it off – Taylor Swift

Ottima per fare coreografie nel sedile posteriore.

O anche se guidate.

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Di Foxnews, (tutta la notizia qui )

 

Dimmi come – Alexia

Per continuare il momento coreografie di Furore sul sedile posteriore. (Sempre da evitare se avete laureati in Letteratura Latina o gente diplomata al conservatorio).

 

Summer – Calvin Harris

E’ estate? Sì. Siete in vacanza? Sì. E allora questa ci vuole. Punto.

 

Renato Zero – Mi vendo

Eddai, che viaggio è senza?

 

 

 

Canzoni da cantare mentre si guida tra i campi di lavanda della Provenza. Con gli occhiali da sole leggermente abbassati sul naso.

 

 

Julien Doré – Chou Wasabi

E sfido tutti a resistere alla tentazione di non fare l’acuto dopo “What you’ve done to me” anche se lui va basso.

 

Le dîner – Bénaber

Un po’ di ritmo e ironia, per chi parla veramente francese.

 

Milord – Edith Piaf

Immancabile e scontata, come la baguette che vi mangerete a pranzo a Saint- Tropez.

 

Le Sud – Nino Ferrer

Se vi sentite nostalgici.

 

Parce qu’on sait jamais – Christophe Maé

Sole, mare, campi di grano o di lavanda, aria calda dal finestrino e buonumore.

 

On ira – Jean-Jacques Goldman

Malinconia e sguardi languidi.

 

Maledetta primavera – Loretta Goggi

Da mettere solo se avete passeggeri italofoni. (E’ la canzone di una mia amica, che credo le abbiano dato in dotazione con la macchina, perché ogni volta che salgo da lei c’è. E naturalmente, coretti a gogò subito dopo.) Se siete in mezzo alla lavanda è necessaria.

 

Voyage Voyage – Desireless

Dai, come si fa a non metterla? Francia e anni ’80: un binomio ineludibile.

(E adesso tutti assieme: Vuaia-vuaiaaaaazzzzggg!)

 

 

Canzoni per il tramonto

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Una delle rarissime foto che scatto e pubblico. E infatti si capisce perché non le pubbichi mai, è sfocata e sembra fatta in corsa. Vabbè dai, almeno c’è l’assoluta certezza dell’assenza di filtri (non sono capace di metterli). Ah, sì, è l’Harbour Bridge di Sydney, Australia, qualche mese fa.

 

A sky full of stars – Coldplay

Io ho un rapporto personale con questa canzone, quando iniziano le prime note per me è come se suonassero insieme le onde, il calar del sole e la giovinezza che se ne va.

 

E c’è ancora mare – Giorgia

Solo se avete qualcuno da baciare subito dopo.

 

Best thing I never had – Beyoncé

Non avete nessuno da baciare? Anzi, vi siete lasciate da poco e siete partite proprio per dimenticare? Al tramonto vi verrà un po’ di nostalgia e potreste correre il rischio di mandare un messaggio. Date il telefono in custodia a un’amica e sfogatevi.

Importante: da fare solo se a fianco avete qualcuno che non vi giudica per gli acuti.

 

Quella carezza della sera – New Trolls

Dai, davvero non ce l’avete in playlist?

Non ci credo. Non so piùùùù il sapore che haà quella speranza che sentivo nascere in meè.

 

This will be – Natalie Cole

Per chi ha voglia di un po’ di ritmo anche al tramonto.

 

Don’t know why – Norah Jones

Il sole sta sparendo all’orizzonte e attorno a voi ci sono solo campi deserti? Perfetto, perché dopo questa canzone vi verrà voglia di appartarvi.

(Da evitare se il vostro compagno di viaggio non vi fa neanche un po’ di sangue.)

 

Klingande – Jubel

Anche il viaggio più estenuante, con questa e un tramonto diventa subito magico.

 

Ahì estàs tù – Chambao

Questa canzone si insinua in una fessura all’altezza del petto e la apre fino a farla diventare una crepa e a farmi crollare come un fantoccio. E’ molto di più di sole, tramonti, spiagge, luce sbilenca e sorrisi di fine estate, è ricordi di anni in cui l’Andalusia mi sembrava il rimedio di tutti i mali, e di notti in cui camminavo tra marciapiedi bagnati della capitale della Spagna cercando di mettere in fila in passi veloci il ritorno verso casa i pensieri e le paure. E’ molto di più di una canzone, e per questo la dovrei ascoltare solo avendo tanto tempo davanti e una strada lunga da percorrere. In avanti e non indietro.

 

Hai delle isole negli occhi – Tiziano Ferro

State andando in vacanza? Avete lasciato lo stress alle spalle? Il cielo si offusca? A fianco a voi c’è qualcuno che amate alla follia? Fermatevi al primo baracchino sulla spiaggia e bevetevi un vino bianco. Visto che lui guida, bevetevi anche il suo.

E baciatevi, che la vita è corta, e il dolore più profondo riposa almeno un’ora solo se ti incontro.

 

 

 

Canzoni per viaggi verso casa

 

Home – Edward Sharp and Magnetic Zeros

Lalalalala, e fischiettare.

 

Bianca – Afterhours con Carmen Consoli

“Se c’è una cosa che è immorale è la banalità”, come non cantarsi questa mentre si cerca di farsi coraggio per affrontare le mille domande del ritorno?

 

Get it togheter – Seal

Tornate a casa e i sentimenti li avete sbatacchiati in fondo alla valigia? E’ ora di darsi una sistemata e di mettersi a posto. Get it togheter!

 

Take me home , country roads – John Denver

Take me home, to the place I belong…

Ogni volta che la sento, spunta una lacrimuccia. (Per me è famosissima. L’Orso dice di no. Vediamo chi ha ragione.)

 

Ci vediamo a casa – Dolcenera

Da mettere in playlist solo se state tornando a casa dal vostro amore a distanza. Sennò gli occhi lucidi mentre guidate potrebbero distrarvi. (“Con una scusa o una sorpresa: fai presto e ci vediamo a casa”).

 

Super far – Lany

Il titolo dice già tutto: state andando molto lontano. E’ la canzone giusta per chi ha voglia di schioccare le dita a ritmo, ma anche per me e l’Orso visto che ad un certo punto dice: ” Waking up to nothing when you’re super far from home, and I watch you fall asleep at night and lay there on my own”.

 

Ho hey – The lumineers

Una canzone che ben sintetizza la felicità che si prova nel ritorno mista a quel vago mal di pancia di ritrovare tutto com’era e quel timore di invece vedere dei cambiamenti a cui non si è mai preparati abbastanza.

 

Questa è la mia casa – Jovanotti

Per me questo è un tuffo alle medie, anni in cui usciva questo album. Non sapevo niente di niente, tanto meno immaginavo la possibilità remota di abitare lontano dalla mia famiglia. E invece eccomi qua, il mondo mi assomiglia nelle sue contraddizioni, [ma] voglio andare a casa… e la casa dov’è? 

 

Rather be – Clean Bandit

A casa c’è qualcuno che vi aspetta e davanti ancora troppi chilometri? Ecco un po’ di motivazione.

 

Big rich town – 50 Cent

Se state tornando a casa e casa vostra è New York, allora questa è adeguata. (Forse pure qualche ricca città di provincia, ma non le frequento, o almeno non abbastanza).

 

Un altro posto nel mondo – Mario Venuti e Arancia Sonora

Facendo la strada a ritroso verso casa vi sentite perplessi e vi assalgono mille dubbi. Ma non potevo rimanere qui? Ma perché sono partito? Questa va bene per ricordarvi che ve ne siete andati per cercare un altro posto nel mondo. E che non è e non sarà mai troppo lontano finché ci sarà una strada che riparte da qui.

 

Home – Michael Bublé

Ok, se siete gente dall’occhio diversamente secco questa non va bene. E neanche se abitate a sedicimila chilometri da casa vostra.

 

Gli impermeabili – Paolo Conte

Siete italiani, e vi scoccia tornare a casa perché ce l’avete con il destino barbaro ed infido che vi ha relegato a vivere all’estero. Questa vi aiuterà a fare pace con il Bel Paese e a smussare il malumore.

 

Mai come voi – Tre allegri ragazzi morti

Se invece ci tenete a ricordarvi che in provincia sono tutti odiosi e voi siete meglio, ecco un po’ di conforto.

 

Closer – Josef Safat

Una canzone che parla al mio cuoricino, e forse pure al vostro se anche voi non venite lasciati indifferenti da qualcuno che vi dice “But you’re choosing Stockholm, you’re choosing New York, you touch down in Sydney, everywhere that I’m not”.

 

 

 

 

Canzoni per godersi il paesaggio

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Argentina, zona andina da Salta a Cafayate. 2015. (Un’altra foto -rarissima- mia)

 

Don Backy – L’immensità

Se avete delle ugole d’oro, questo è il momento di tirarle fuori.

 

Asaf Avidan – One day 

Naturalmente, va bene come musica da viaggio fino al momento in cui si vede quella famosa scena di Gomorra a cui fa da colonna sonora. (Che non posterò perché se siete vergini, è meglio che ci rimaniate, così potete ancora ascoltare questa canzone in pace.)

 

Sei bellissima – Loredana Berté

Solo con una macchina tutta di italiani. Gargarismo, ugole scaldate e, al mio tre: sei bellissimaaaaaa!

 

Mad about the boy – Ava Leigh

Perfetta per una strada che costeggia il mare. L’Orso dice essere particolarmente indicata su quella per Trapani, passando per le saline. (Oppure se siete in Australia, sulla strada da Cairns a Port Douglas.)

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Questo brutto paesaggio qua, delle Saline vicino a Trapani. (Foto e link qui)

 

Don’t mind – Kent Jones

Chi si sveglia alla mattina cantando “Hola como estas? You say konichwawa”? Beh, io. Tutte le mattine. (Anzi, oserei dire che il post l’ho scritto solo per avere la scusa per infilarla).

 

Rondine – Mango

Abbassare il finestrino e urlare: “Sai di vento del Nord, sai di buono ma non di noiiii”.

 

Fanfare Ciocarlia – Asfalt Tango

Vi state facendo un viaggio on the road sui Balcani? Allora vi tocca.

 

Gioia infinita – Negrita

Quattro amici, una macchina e una strada qualsiasi dell’Andalusia. (E un po’ di malinconia. In assenza di temperamento malinconico, ripiegare su questa).

 

California – Phantom Planet

Adatta per guidare (indovina un po’?) in California. Ma pure Puglia o Sicilia con una decapottabile si prestano bene.

 

Man down – Rihanna

Siete alle Barbados e avete davanti ancora un mese di vacanza? Ecco la colonna sonora che vi serve.

 

Poetica – Cesare Cremonini

Visto che le radio ve l’hanno fatta ascoltare tagliata, sminuzzata e compressa, questo è un buon momento per ascoltarla tutta intera. Tanto tempo ne avete. (Se e solo se siete da soli in macchina, o con qualcuno con cui avete una relazione di amorosi sensi tale da girarsi verso di voi mormorando “Questa sera sei bellissimaaaa, se lo sai che non è finita abbracciamiiii”. E soprattutto quel qualcuno deve riuscirlo a farlo con lo stesso convincente desiderio con cui Cremonini tocca e guarda l’asta del microfono).

 

Misread – Kings of Convenience

Dieci centimetri di finestrino aperto, lasciare entrare l’aria, diminuire la velocità e sorridere. C’è un viaggio da fare!

 

The passenger – Iggy Pop

E questa non la volevi mettere?

 

Strade – Subsonica

Ideale se state viaggiando di notte e vi serve un momento tutto per voi.

 

Linger – Cranberries

Già dalle prime note fa venire voglia di avere una mano sul volante e lasciare rotolare i pensieri fuori.

 

Arrivederci – Chet Baker

State guidando sulle colline romane e vi sentite catapultati negli anni ’50? Continuate con la suggestione.

 

Make my way to Paris – M. I. L. K. 

Sono ore che cantate i Neri Per Caso e avete voglia di suoni più ricercati? O magari state per raggiungere Parigi? Ecco quella giusta.

 

Strada facendo – Claudio Baglioni

Questa non può mancare, mi spiace per quelli con la puzza sotto il naso, numero uno.

 

Sì, viaggiare – Lucio Battisti

Questa non può mancare, mi spiace per quelli con la puzza sotto il naso, numero due.

 

Alta marea – Antonello Venditti

Questa non può mancare, mi spiace per quelli con la puzza sotto il naso, numero tre.

(Al mio tre: “L’autostrada deseeeerta, ai confini del maaare”)

 

 

 

Canzoni per ricaricarsi a pochi chilometri dalla meta

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Statua di Cristoforo Colombo, La Stampa

 

Wake me up – Avicii

(Avicii, ci manchi) da cantare, che ve lo dico a fare, quando non vi vede nessuno e la strada è deserta.

(Perché lo so che vi viene da tirare il braccio fuori dal finestrino e fare quei movimenti da discoteca pomeridiana dei primi anni duemila).

 

Splendido Splendente – Donatella Rettore

Sfido chiunque a sentirla senza fare il movimento con le spalle.

 

I’m from Barcelona – We’re from Barcelona

(Gruppone, ahimé, svedese che mi piace da prima di andare in Svezia e che sono riuscita a continuare ad amare, anche durante e dopo averci abitato). L’ideale se state andando, guess where?, a Barcellona.

 

Baila morena – Zucchero

Questa perfetta anche se non si sanno le parole perché non le sa neanche Zucchero (che blatera cose a caso in varie lingue per tutta la durata della canzone).

 

Balliamo sul mondo – Ligabue

Old but gold. Anche i non-fan di Ligabue lasceranno le convenzioni sociali dentro lo zainetto e a pochi chilometri dall’arrivo si sgoleranno sul moooondo.

(Specialmente indicata per viaggi in Italia).

 

Daddy cool – Boney M

Se dopo un lungo viaggio questa non ti ricarica e ti restituisce il buonumore, amico, mi sa che stai andando ad un funerale.

 

L’ombelico del mondo – Jovanotti

Se state viaggiando con gente mediterranea, questa è una canzone italiana che vi potete permettere. E… senti che sale questa energia!

 

City of bliding lights – U2

Vi state recando verso una capitale famosa per lo skyline illuminato fatto di grattacieli e luci? Se è New York o Parigi, questa è la canzone giusta.

 

Gimme gimme gimme a man after midnight – ABBA

Viaggi verso destinazioni festaiole? (Ibiza? Mikonos? Las Vegas? You name it!) Non ci si può arrivare senza essere ben disposti…

 

Festival – Paola e Chiara

“Io sento questa mù – sì – cà che ci prende l’animaaaa”

 

Hey baby – Dj Otzi

Mentre la riascoltavo per fare il post, l’Orso, mentre si è messo a ballarla in cucina. Direi che la missione è compiuta. Everybody in the house! (Questa mi ricorda delle allegre serate alcoliche con amici rugbisti e mi metterà sempre di buonumore).

 

 

 

Bene, ritengo il mio compito esaurito.

(Se ne ho dimenticata qualcuna, chiedo venia, ci avevo già messo due giorni a completare quest post! Ma potete sempre esprimere il disappunto nei commenti).

Buon viaggio.

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2 pensieri su “Virgawards n° 19: canzoni per viaggiare

  1. Solare ha detto:

    Meddle , Pink Floyd. Questo album è per quando arrivi in un posto nuovo e del tutto sconosciuto di notte e stai seduta con lui dietro nel taxi che vaga al buio per interminabili lunghi minuti, a volte ore e non capisci bene dove sei, che paesaggio troverai fuori domani. L’ideale per momenti mistici, profondi e un po’ surreali.

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