Malinconia, benvenuta

Sabato mattina l’Orso è partito per una trasferta di quindici giorni.
Ma non sono riuscita a chiudere la porta.

Dietro di lui è arrivata un’ospite inattesa ma conosciuta: la Malinconia.
Si è accomodata senza indugio sul divano al mio fianco e ha iniziato a chiedermi del più e del meno.
Tanto lo sapeva già, però lo sai come sono quelle amiche di vecchia data, no? Ti fanno le domande per farti parlare, per farti sfogare. Ti conoscono a menadito ma ti vogliono così tanto bene che gli va bene anche sentirti blaterare.

“Quindi” mi dice “se va tutto bene come dici, come la spiegheresti la scatola semivuota di maxibon in freezer?”

“Beh, sai, faceva caldo, questa settimana abbiamo di nuovo superato i 30 gradi, ed è autunno inoltrato, capisci…”

“E l’atelier di pittura a cui avevi promesso di andare non appena l’Orso sarebbe stato via, che hai disertato bellamente, come lo inquadri?”

“Ma non c’è niente da inquadrare, ero stanca, mi sono buttata sul divano e pazienza! Ci andrò un’altra volta!”

“E le amiche a cui hai risposto con un mugugno quando ti hanno chiesto di uscire, come lo vuoi giustificare?”

“Non era un mugugno.”

“Certo, e l’abbonamento ai canali italiani come lo spieghi?”

“Beh, c’era un’offerta molto conveniente, era da un pezzo che l’avrei voluto. Ma mica per nostalgia, eh, solo per comodità, invece di cercare le notizie su internet o di spulciare l’Ansa, ogni tanto mi guardo un bel telegiornale!”

“Quindi l’altro giorno mentre ti guardavi La Rai 5 che parlava del monastero di Mafra in Portogallo stavi guardando il telegiornale, no?”

“Vabbè, ma facevo zapping, cosa c’entra? E poi c’era quella bella voce calda del doppiatore italiano, i posti dove ho fatto l’inter rail, mi faceva piacere, l’ho guardato un pochino, è vero, lo ammetto.”

“E la gara degli hotel di Barbieri invece? Che scuse hai?”

“Beh, erano le vie che conoscevo, quelle della città dell’università, mi faceva piacere vedere com’erano diventate…”

“E la gara degli alberghi in Val di Fiemme invece come la spieghi? Là non ci sei mai stata!”

“Eh, ma me ne sono segnata un paio, sai mai, il prossimo viaggio… o uno dei prossimi viaggi! Nella vita è bello anche poter sognare. ”

“E la pagina di Skyscanner che continui ad aggiornare?”

“Questa, dici? Ma no, non è niente di che. Ogni tanto guardo i voli, ma che male ci sarà mai… capirai! Sai, le vacanze, i viaggi futuri…”

“A me sembra che però la destinazione sia solo una, o sbaglio?”

“Sbagli, senza dubbio! Mica cerco voli solo per Milano! Li cerco anche per Bologna, Venezia…”

“Intendevo destinazioni come Stato, non come città!”

“Ehm…”

“E l’abbonamento a Gioia come lo spieghi?”

“E vabbè, era un’occasione, poi è il mio modo di sostenere l’editoria… e per evitare di dover rincorrere gli articoli della Soncini dal suo profilo Twitter”

“Naturalmente, certo. E i trentuno e-book nel carrello tutti in lingua italiana, come li giustifichiamo?”

“Ma non c’è niente da giustificare! Ci tengo a mantenere la mia lingua materna, va bene!? Mica vorrai che mi riduca a parlare come quegli immigrati che stanno qui da cinquant’anni e mischiano di continuo le parole e anglicizzano quelle italiane o italianizzano quelle inglesi, vero?”

“Sarà. E i messaggi strappalacrime che hai mandato alle tue amiche in Italia, cosa sarebbero?”

“Ma no, non erano strappalacrime, erano normali messaggi, quelli che mando sempre…”

“E i cuoricini che hai mandato alla mamma?”

“E quelli ci stanno sempre per mami, se li merita”

“E la partaccia che hai fatto via Skype all’Orso dicendogli “Me ne voglio andareeeeeee” come la classifichiamo? Se la meritava?”

“Ma no povero Orsetto, non se la meritava, però che due scatole, Malinconia!”

Va bene, lo ammetto.
Ho la Malinconia.
Una grossa, grande, ingombrante, di proporzioni mai viste prima.

E non so come farla passare.

4 pensieri su “Malinconia, benvenuta

  1. szandri ha detto:

    Una persona una volta mi ha detto che la malinconia è la parte bella della tristezza… io penso sia vero. Non che sia una gran compagna eh, ma quando si attacca non c’è niente da fare, bisogna tenersela e aspettare che scivoli via. Di buono c’è che di solito la malinconia porta con sé ricordi belli, che in una qualche misura fanno anche sorridere. No? Spero che ti passi presto! Un grande abbraccio!

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  2. startoveringermany ha detto:

    Purtroppo non ho consigli. Posso solo dirti come faccio io, ma non sono un esempio. Faccio finta di niente. La ignoro. Faccio l’amica scorbutica che si chiude nel mutismo e alla fine, ma molto alla fine, senza possibilità di contraddittorio, decide di andarsene quasi delusa dal fallito approccio. Non sa però che l’ho guardata ogni volta che era di spalle e mi ha fatto più male di una nemica. Quando se ne va mi sento di aver combattuto una lotta impari, perché io, le armi per combattere la nostalgia delle persone che ho lasciato, ce l’ho tutte spuntate e le punte me le sono ficcate da sola sul cuore, per non farlo fare a lei. Alla fine le rendo pure facile il lavoro, l’aiuto. Si fa così tra amiche, o no?

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  3. Solare ha detto:

    Oddio ma davvero la scatola del maxibon è ” reato ” da malinconia? No perché io avrei anche la viennetta e i magnum e il grana con il bollino europeo e il tg della sera è diventato “My Program” come fosse una fiction di quelle che aspetti la puntata seguente per sapere come va a finire e ti piazzi sul divano con la viennetta appunto come fosse un film d’autore che quando sono in Italia il tg è l’ultimo dei miei pensieri…la viennetta magari è una costante invece! Il mio compagno ormai è assuefatto ai miei deliri tanto che ormai non parlo neanche più di tornare in Europa ma di andare in qualsiasi altro paese, dieci ore di aereo dall’Italia già sarebbero un successo. L’Australia fa così…non è una destinazione facile a dispetto di quello che risulta essere sulla carta e secondo me si tratta comunque di darsi tempo e spulcia pure i voli, magari vai ad esplorare qualche bella isola del pacifico, gli unici posti che sono a due passi e che va bene visitare durante l’inverno australe. Comunque anch’io mi guardo un sacco di programmi del tipo educativo su monumenti, storie etc. che sarebbero anche un po’ noiosi a cose normali ma da qui diventano stranamente consolanti, ho pure trovato Montalbano, quasi piango!

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