Godiamocela

Ieri sono uscita con l’Orso, abbiamo scelto un posto nuovo dove fare colazione, ci siamo fatti baciare dal sole del mattino, abbiamo passeggiato, siamo tornati, abbiamo mangiato uva in terrazza mentre il sole ci lasciava, ho cucinato la paella (che è il primo piatto elaborato che ho iniziato a cucinare in vita mia, con amiche che la associano a me), dopo aver sentito i miei, e abbiamo brindato al fatto che tutto fosse andato bene. Oggi mi sono svegliata presto, sono andata a messa, al ritorno ho fatto un giro lungo, sono andata a provare un nuovo bar per la colazione, ho guardato i passanti ciabattanti nei loro infradito, un bambino biondo con il cappellino blu si è girato e mi ha sorriso. Sono tornata a casa e ho indossato un vestito leggero a fiori, comprato dieci anni fa al Rastro di Madrid, (ce l’ho in una foto sfocata di mamma, dell’estate del 2008, quando lei e papà mi erano venuti a trovare ed eravamo andati a Toledo e a Segovia).

Prima di uscire di nuovo, ho messo il cappello di paglia che abbiamo comprato a Honolulu, e abbiamo raggiunto due amici al mare. Dopo aver chiacchierato pigramente, siamo finiti su un’altra spiaggia ad ammazzare la giornata con una clara.

Per questo post ci sono due finali:

– Finale malinconico, in cui mi congedo ricordando che la mia è una vita ordinaria, in cui i fine settimana sono tutti più o meno così, in cui ci si illude di avere vent’anni e di non avere nessun passato, perché il futuro è ancora troppo grande e pieno di sorprese. Mentre in realtà bisognerebbe ogni tanto ricordarsene (di non avere più vent’anni e) di non confondere la nostra permanenza prolungata in Australia con quella dei tanti ragazzini che vengono “per provare” e dopo qualche pomeriggio assolato e qualche serata tornano in Italia con una sensazione di maturità raggiunta. Un finale in cui mi compiaccio di non avere più quell’età e mi chiedo se prima o poi arriveranno quei profondi cambiamenti anche nel mio animo e non mi accontenterò più di questa vita senza pretese e senza scossoni. La vita va scossa. Godiamocela ma non smettiamo di rimanere all’erta.

– Finale di gratitudine, in cui mi congedo ricordando che la vita regala anche dei momenti di assoluta pace ed equilibrio, in cui tutte le cose si mettono a posto (il sole, il mare, la birra) anche se durante settimana c’è stata una preoccupazione grande come un elefante, che mi ha fatto compagnia in tutti i momenti, anche negli incubi, e che finalmente, ogni tanto, si può tirare un sospiro di sollievo. La vita è anche bella così, in armonia.
Godiamocela ma non smettiamo mai di rimanere all’erta.

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7 pensieri su “Godiamocela

  1. szandri ha detto:

    Condivido la tua riflessione, anche se a volte mi capita di pensare che a scuotersi (e a scuoterci) la vita ci pensa da sola, a volte… e che quando è semplicemente ordinaria sa essere anche meravigliosa, se solo sappiamo immergerci nella sua quiete.

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  2. giuliacalli ha detto:

    Leggendo questo resoconto, poco prima di arrivare alla fine, ho avuto una sensazione di gratitudine, verso quelle piccole cose ordinarie che alla fine sono quelle che fanno stare bene (e ancora di più quando sconfiggono la minaccia di una brutta notizia!).
    Poi certo, ci sta anche il retrogusto malinconico al pensiero di non avere più vent’anni…ma state vivendo una vita dall’altra parte del mondo che vi siete scelti con entusiasmo, la state scuotendo anche ora che di anni ne avete trenta e qualcosa 😉

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  3. Solare ha detto:

    Ieri mattina camminvo sulla spiaggia illuminata dal sole brillante e ancora bollente di questo autunno australiano e sebbene l’acqua fosse un po’ troppo fredda per i miei standard e quindi niente bagno, ho pensato che se ero li, in quel momento a godere di tutta quella calma e bellezza abbagliante..bene, allora forse qualcosa di buono lo avevo fatto. Certo, rispetto alla vita europea questa parte di mondo è più ordinaria e tranquilla ma poi quando mi confronto con questi immensi spazii, queste spiagge meravigliose, con la libertà di vivere come più ci piace che tanto qua non frega a nessuno e il giudizio praticamente non esiste allora riesco a pensarmi almeno un po’ felice. Se avessi 30 anni poi sarei moooolto felice, credimi! Quando siamo qui sembra poco ma quello che offre questo paese in questo momento storico, poco non è secondo me. A cominciare dal lusso degli spazi, del tempo rallentato etc.etc.😏

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  4. startoveringermany ha detto:

    “Godiamocela ma non smettiamo di rimanere all’erta”, mi sembra una frase perfetta. Gratitudine per il cambiamento che ha portato migliore qualità di vita; per il coraggio con il quale abbiamo spiccato il salto; per i risultati raggiunti. Lucidità per rendersi conto che si può sempre migliorare; per non dimenticare ciò a cui si è rinunciato andando via; per tenersi stretto quello che si è riusciti ad ottenere. L’età non conta. Avrei voluto avere il coraggio e l’ intraprendenza di oggi a vent’anni (che non ho più da ventisette :D)

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