Non sapevo di dovermi sposare. Puntata n°4 “Le cose che non mi avevano detto”

Eccoci ad un passo dalla scaletta dell’aereo.

Una volta salita non ci sarà più niente da organizzare, ci saranno solo imprevisti da sistemare.

Ed è con la voce delle migliori occasioni che sono lieta di annunciare…

[rullo di tamburi]

l’ultima puntata di “Non sapevo di dovermi sposare”, format di grande successo.

Anche perché ormai l’ho capito pure io che mi sposo.

Dopo aver blaterato con più o meno competenza di temi spinosi come la scelta del luogo del ricevimento,  e dei fornitori improvvisati eccoci al tema più spinoso di tutti: rendersi conto di essere una cretina.

 

Infatti ho affrontato l’organizzazione del matrimonio come tutti.

Ovvero pensando di saperne a pacchi. Erudita da racconti di amici e letture su forum e blog altrui.

Ma ho invece scoperto…

di non saperne assolutamente nulla.

 

Ecco  quindi le mie scoperte:

 

  1. I schei (i soldi)

Inutile girarci intorno, andiamo subito al punto più importante.

All’inizio dell’organizzazione matrimoniale uno fa i conti con i propri soldi.

E fino a qua, era una cosa che sapevo anche io.

La sorpresa dov’è?

Io credevo che bastasse avere delle priorità, saper stabilire cosa ci piaceva e cosa no, chiedere a tante persone i preventivi, in modo da avere la possibilità di scegliere, e così facendo riuscire a non svenarsi.

La realtà ve la rivela Marcello:

Marcello Mastroianni, “Matrimonio all'italiana” (Vittorio De Sica, 1964).

E infatti ho dovuto rendermi conto che se una cosa fatta a modino e per bene costa 10, farla fare a uno che te la fa fatta male non costa affatto uno. (Come pensavo io).

No, costa 8.

Quindi alla fine ti ritrovi sempre  nel dilemma, a dover decidere tra le cose a regola d’arte, di qualità che costano 10 e quelle mediocri, fatte alla meno peggio da gente improvvisata che fa finta di saperle fare che costano 8.

E’ naturale che se devi misurare e ricontare anche i centesimi, finirà che sceglierai quello da 8, ma per le cose più evidenti (che ne so, i fiori) o le cose a cui tieni di più (che ne so, l’abito) o quelle che ti piacciono di più (ehm, il vino) passerai un po’ di tempo a pensare: “Se farla fare ad un amatore mi costa otto e farla fare ad un professionista 10, allora spendo dieci”.

E questo è un pensiero che ti viene molto spontaneo, soprattutto quando sei stanco.

Ed un altro pensiero che ti viene è:”Ma  in fondo, a che servono i soldi, quando c’è l’amore?”

Giusto?

Ve lo lascio dire dallo zio:

Sarinski (@Sarinski_) | Twitter

 

 

  • Le persone/1 quanto ti vogliono bene:

Ci sono stati casi di conoscenti, non particolarmente vincolati da affetto o altri legami nei nostri confronti che per questo matrimonio sono andati ben oltre le aspettative.

Siamo rimasti a bocca aperta più di una volta, pensando “Ma davvero meritiamo tutto questo affetto?”.

E non parlo solo di regali stupendi, sproporzionati, fatti da semplici conoscenti o amici di famiglia, che uno magari se lo potrebbe quasi immaginare, parlo di persone che si sono messe a nostra completa disposizione solo perché mi conoscevano da bambina e gli faceva piacere farlo.

Un esempio che mi ha lasciato senza parole.

Al matrimonio di mia sorella l’Orso era rimasto estasiato dalla torta, tanto da prenderne quattro fette. Così, ho contattato senza troppa speranza il pasticciere chiedendo se ci fosse un modo per farcela avere, visto che ci sposiamo a trecento chilometri di distanza. E lui, solo perché conosce la mia famiglia da quando sono piccola, non solo si è offerto di prepararla, ma addirittura verrà di persona con gli ingredienti la mattina stessa. Considerando che è di sabato, il giorno in cui la pasticceria è piena, mi è sembrato un gesto stupendo.

- ❣ Relicário ❣ - makemyworldburn.tumblr.com

L’orso in una esclusiva immagine in anteprima al momento del taglio della torta

 

  • Le persone/2: le richieste inopportune.

Devo ammetterlo: me ne aspettavo molte di più.

Invece ne ho ricevuto solo una, di questo genere:

Ciao, verrò con i miei figli, di cui uno si è appena fidanzato, naturalmente può venire anche lei, vero?

In generale, se fosse un semplice pranzo non avrei avuto nessun problema a dire “Certo!”. Ma qui si tratta di organizzare anche la stanza, che non cresce sugli alberi. Se nell’albergo quella stanza in più non c’è, io non posso dire di sì.

A dire la verità, poi la stanza è uscita ed è stato il figlio stesso a rifiutare, dicendo che non se la sentiva di portare la fidanzata a un week end in cui non conosceva nessuno. (Effettivamente è un po’ imbarazzante).

Però a parte questo, che forse non è stato il massimo del tatto, nessuno ha avanzato pretese assurde o strampalate. Un’altra cosa che tutti mi avevano anticipato come stressante avrebbe dovuto essere l’organizzazione dei tavoli (“Vedrai come verrà la gente a dirti – io al tavolo con quello non ci voglio stare-“) e invece si è risolta senza sangue e abbastanza in fretta.

Forse aver invitato solo amici a cui teniamo davvero e solo la famiglia stretta ha aiutato.

bear with a flower

Ecco il momento di fortissimo stress a cui si è sottoposto l’Orso mentre organizzava i tavoli.

 

  • Le cose a cui non avevo mai pensato

Le mie amiche poco dopo aver comunicato le nozze prossime venture hanno reagito con giubilo e saltellini composti, come era giusto.  (A parte le categorie qui menzionate).

Ma dopo un paio di giorni una delle mie più care amiche è venuta da me con occhi incerti e preoccupati chiedendomi: “Cosa posso fare per te? Come posso aiutarti? Sei la persona più organizzata che conosca”.

Ed effettivamente, mi sono resa conto di aver affrontato la cosa nel mio modo abituale: cartella condivisa su Googledrive, foglio excel, pianificazione anticipata.

 

Eppure, nonostante io sia una tipa organizzata, ci sono delle cose che mi sono sfuggite.

Alcuni esempi: le bomboniere dei testimoni (oh yes baby, è una cosa che esiste e che sembra si debbano fare differenti dagli altri ospiti, e siccome io e il Piccolo Lord che mi ritrovo per coinquilino abbiamo diverse idee sul tema, la scelta è stata estenuante. Io ero arrivata al punto di proporre: “Amore, facciamogli una busta”), il dj che l’altro giorno ci chiede la canzone per il taglio della torta (ma io pensavo bastasse la torta, devo pure pensare alla canzone?), la canzone per l’entrata in sala (Eh!? E poi che devo fare? Arrivare con la carrozza al tavolo?), una delle invitate che mi chiede candidamente se abbiamo previsto un parrucchiere per le acconciature delle ospiti…

 

Happy Bear is Happy :)

Ohhhhm. L’Orso che fa yoga per resistere.

  • Le persone/ 3  Gli uomini fidanzati

Toh. Io ero convinta che le donne fidanzate all’annuncio del nostro matrimonio iniziassero a declinare in a, o,  e us tutti i dettagli a cui avevano pensato per il loro matrimonio.

E invece ho dovuto un’altra volta ricredermi. Non sono le donne.

No.

Sono gli uomini.

Insospettabili ingegneri quarantenni, fidanzati da plurimi anni (e quindi penseresti pure allergici ai matrimoni) che ti sciorinano conoscenze in campo wedding da fare invidia a Enzo Miccio.

Risultati immagini per wedding planner

Già me li vedevo così.

Ma dico io, ragazzuoli, non chiudetevi nelle vostre camerette a pensare al matrimonio!

Giratevi verso la vostra compagna e chiedetele una buona volta di sposarvi!

 

  • La dieta

Ho iniziato la dieta a fine maggio consapevole che sarebbe stata come tutte le altre volte: avrei abbandonato dopo poco.

Ops!

E invece no.

Sono riuscita ad essere costante, a mantenere il proposito e toh. Ho perso sei chili.

Che naturalmente conto di riprendere tutti il giorno del matrimonio.

Wouldn't it be terrible if there's no music there?

Dimmi pure: tanto ormai nell’abito ci sei entrata!

  • Il divertimento

La gente ti dice: “Vedrai come ti stresserai per il matrimonio, vedrai a quanta gente dovrai dare retta!”

E invece (per il momento! Devo ancora atterare in Italia) reggo. Anzi,  devo riconoscere che è stato pure divertente!

 

  • Le persone/5: gli amici

I veri amici si riconoscono al momento del matrimonio. Che si sa che è una giornata lunga, faticosa per il fegato e la digestione, ma come il grande Barney Stinson sosteneva:

RockandFiocc (@RockandFiocc) | Twitter

E ti rendi conto che le persone che hai scelto nella vita, quelle che sono rimaste, quelle che tu hai tenuto con la colla, quelle che non sono state annientate dai continui spostamenti e dall’assenza di contatto quotidiano, ecco loro ci tengono a dirtelo, a dirti che ti vogliono bene, a ricordarti che ci saranno e che ti possono aiutare, ci tengono a scriverti messaggi pieni di affetto e a lasciarti messaggi vocali commossi, si impegnano a prendere voli e condividere macchine con sconosciuti pur di esserci… insomma a volte danno pure l’impressione di tenerci più di me a questo matrimonio.

E questo riempie il cuore. Davvero.

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Grazie a tutti amici! Grazie a voi posso aspirare ad avere una vita di coppia così un giorno.

  • Le persone/6: le sfig*e

“Ah ti sposi? Pensa che quando mi sono sposata io non ho neanche fatto il viaggio di nozze! Eh si, sai com’è, mio marito si era spaccato una gamba il giorno prima ed è venuto all’altare col gesso. E dovevamo andare dall’Australia in Irlanda a sposarci”

“Ah ti sposi? Pensa che quando mi sono sposata  io era piena estate ed abbiamo fatto il matrimonio sulla spiaggia. Ma il giorno del mio matrimonio è diventato freddo all’improvviso, ci sono stati dodici gradi e io che avevo un vestitino estivo mi sono congelata ed ho tutte le foto pallida e tremante”

“Ah ti sposi? Pensa che quando mi sono sposata io lo sposo è arrivato in ritardo di mezz’ora!”

Risultati immagini per portare sfiga

Sono grata per le vostre confidenze, ma questi racconti potevate tenerveli per voi. Che ho passato almeno due mesi a insospettirmi per ogni caduta, raffreddore, puntura di zanzara…

 

 

 

Detto questo, la vostra amatissima rubrica “Non sapevo di dovermi sposare” vi saluta e va a fare la valigia.

E per l’occasione io e l’Orso ci teniamo a pubblicare una foto di coppia per salutarvi tutti e ringraziarvi dell’affetto.

Second summer bear cubs, Lake Clark National Park, Alaska.

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4 pensieri su “Non sapevo di dovermi sposare. Puntata n°4 “Le cose che non mi avevano detto”

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