Composizione di un vagone della metropolitana alle 7:45 di mattina, a testa in giù

In un totale di 100 passeggeri:

  • 60 sono seduti
  • 40 in piedi
  • 96 hanno lo sguardo fisso sul cellulare, tra quelli in piedi, anche in ardite composizioni plastiche che prevedono il braccio sopra la testa del vicino (se è basso) o sotto l’ascella del vicino (se è alto e si è lavato)
  • 3 dormono
  • 1 guarda fuori (o è cieco, o guarda fisso davanti a sé con l’espressione leopardiana tra l’ebete e l’infinito)
  • 50 sono rossi/arancioni/biondi, lentigginosi. Fanno intuire un’origine anglo-irlandese.
  • 40 hanno gli occhi tirati verso l’esterno e il naso schiacciato. Origine orientale, Mongolia, Corea, Thailandia, Cina.
  • 5 area Pakistan/India.
  • 2 con lo zaino Eastpack e le scarpe pulite. Italiani.
  • 1 con la felpa attillata, le scarpe nuove, la barba appena fatta e le cuffie costosissime in testa. Francese.
  • 1 che sbraita al telefono urlando con su padre, su hija, su abuela y (la grandissima buona donna a cui tutti stiamo pensando con parole poco edificanti di) su mamà. Sudamericana.
  • 80 % delle donne presenti ha la borsa aggiuntiva con la schiscetta per il pranzo.
  • 30 % è vestita da ufficio ma ha le scarpe da ginnastica
  • 10 % ci ha messo almeno 50 minuti per applicarsi abbastanza trucco da sembrare “al naturale”
  • 10 % si è vestita con la prima cosa che ha trovato (non è escluso fosse il pigiama, infatti), dorme appoggiata al vetro del finestrino.
  • 30 possiedono un borsone fitness, che ci fa intuire che nella pausa pranzo vadano a sgambettare in palestra.
  • 99 passeggeri su cento sono sani, sprizzano salute da tutti i pori.
  • 1 passeggero accartocciato su se stesso tossisce come non ci fosse un domani, lasciando intendere di aver contratto ogni virus presente in natura e oltre, e di essere ormai prossimo a contagiare il mondo, tossendo ripetutamente addosso al passeggero vicino.
  • Che sono io.
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9 pensieri su “Composizione di un vagone della metropolitana alle 7:45 di mattina, a testa in giù

  1. Phaedra ha detto:

    Leggendo i tuoi post mi rendo conto delle sfaccettature di questo continente. Per dirti, qui dove vivo, sono l’unica italiana vera (leggi:non discendente di immigrati arrivati qui nel dopoguerra),non ci sono palestre, nè gente vestita da ufficio, nè tantomeno servizi pubblici (nemmeno l’autobus..).. ed è sempre Australia.
    PS: ti auguro degli anticorpi grossi come la luna.

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    • virginiamanda ha detto:

      Già, credo in realtà che la “tua” Australia sia molto più Australia della “mia”.
      La maggior parte del tempo, soprattutto in centro città ho l’impressione di un posto che scimmiotta Londra o New York, senza esserne veramente all’altezza.
      Poi ti sposti verso la periferia e c’è solo vuoto. La grande città esiste più come immaginazione e allucinazione collettiva che come realtà, secondo me!

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