Le stagioni invertite e le mezze stagioni.

Dall’ 1 giugno qui è ufficialmente inverno.

Una notte la temperatura è scesa a zero gradi e io ho guardato l’Orso con fare interrogativo.

Nessuno dei due lo dice ad alta voce (non è vero, io verbalizzo, eccome se verbalizzo) ma le mani ghiacciate (che, devo ammettere, mi fanno compagnia ad ogni stagione, a qualsiasi latitudine) con cui gli accarezzo la testa esprimono forte e chiaro il concetto: “La Svezia tutto sommato…”

Ci mordiamo entrambi la lingua. Io di più.

Nella vita non si può tornare indietro, dicono quelli bravi che hanno già capito tutto.

Fosse vero, io non avrei firmato delle pubblicazioni di matrimonio congiuntamente con uno con cui sei anni fa non parlavo più. Ci eravamo lasciati. Via Skype, e promettendoci ogni bene ma anche di non sentirci più.

Quindi non è vero che non si torna indietro. Indietro si può tornare.

Quello che spesso evitiamo accuratamente di pensare è che i posti rimangono abbastanza simili ai nostri ricordi, ma cambiamo noi. E di conseguenza le nostre reazioni.

Non mi succederanno mai più le stesse cose che mi sono successe. Quando io e l’Orso abbiamo ripreso a ri- frequentarci non eravamo gli stessi che si erano conosciuti un anno prima. Conoscevo già il suo sorriso e le sue mani, e -purtroppo- pure certi suoi sguardi disarmanti. Lui conosceva già i miei punti deboli e cosa ci voleva per rassicurarmi. Quando sono andata a prenderlo all’aeroporto, dopo settimane di mordi e fuggi e discorsi e cene, e ci siamo abbracciati, e mi ha portato fuori tenendomi per mano, ho avuto l’impressione che mi stesse portando in braccio e che mi trattasse con cura, che avesse paura ad appoggiarmi per terra.

La curiosità e la paura di compromettere tutto, tipici dei primi entusiasmanti e ansimanti mesi, avevano lasciato il posto alla sensazione di essere nel posto giusto.

Mi chiedono spesso se mi manchi l’Italia e io sorrido un po’ malinconica un po’ scocciata. E’ una domanda che mi sono sentita rivolgere negli ultimi undici anni quasi ogni settimana. Ciononostante non ho ancora la risposta pronta.

Dipendendo dall’interlocutore snocciolo banalità diverse: il cibo, il clima, la cultura, l’offerta d’intrattenimento, la vicinanza dei posti, la flessibilità, gli affetti.

Ma difficilmente mi mancano i luoghi.

Mi manca la serenità. Passato l’entusiasmo della curiosità, si crea sempre la familiarità. Data dalle routine, dai giri di amicizie e conoscenze che si consolidano, dagli incontri che diventano regolari.

Eppure non c’è ancora nessun posto dove io senta la stessa familiarità che sento in Italia. Certo, io sono cambiata e l’Italia, molto più lentamente, anche.

Ma per quanto mi sforzi, io sono e sarò sempre “altro” in un Paese nuovo.

Invidio quelli che stavano male, malissimo in Italia, perché hanno visto nel trasferimento all’estero la loro liberazione. E invidio anche quelli che stavano bene, benissimo in Italia e che hanno visto nel trasferimento all’estero un’imposizione odiata, e che non vedono l’ora di tornare.

Io sto nel mezzo: ho dimostrato negli anni di sapermi adattare (mica per qualità personali, eh, solo per uno spiccato spirito di sopravvivenza) a consuetudini anche molto distanti dalle mie.

Ma mi sembrerà sempre molto difficile entrare nell’ordine delle idee che qui adesso è inverno e i miei cari stanno affrontando l’ennesima ondata di calore e afa.

Purtroppo per chi vive in un’eterna mezza stagione, prendere decisioni definitive non è mai facile.

Buon inverno o buona estate. Ovunque siate, qualunque sia la temperatura del vostro cuore.

 

 

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4 pensieri su “Le stagioni invertite e le mezze stagioni.

  1. fughetta ha detto:

    Qui nella perfida Albione oggi ci sono 12°C e piove e tira vento come in pieno autunno (il giornale online belga che seguo ha proprio scritto “è arrivato l’autunno”).
    Ti mando tutta la solidarietà possibile, essendo un’altra che sta nel mezzo e che condivide lo scetticismo per l’ “indietro non si torna”.

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  2. 1234se ha detto:

    Ecco brava, sfatiamo questo mito per cui in Australia fa sempre caldo. Cerchiamo di inculcarlo anche agli abitanti di canguria che il loro paese bruciato dal sole in certi periodi dell’anno è anche attaccato dai gelidi venti del polo sud e che quindi iniziare a costruire case con impianti di riscaldamento, come quelli svedesi magari, sarebbe cosa buona e giusta! E comunque tornare indietro a volte richiede più coraggio che andare solo avanti. Tornare indietro si può e non c’è prorprio niente di male perché la vita è evoluzione continua, di luoghi, della mente, dei sentimenti e.quando c’è da muoversi c’è da muoversi, che sia per tornare indietro o per andare avanti non sono i posti che delimitano la direzione che si prende ma il nostro stato mentale e poi io sono convinta che a volte per saltare più lontano è necessario fare un passo indietro.

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  3. Giupy ha detto:

    Mi sento tanto anche io come “mezza stagione”. Non me ne sono andata perche’ odiavo l’Italia ma neanche sono stata obbligata a farlo, l’ho fatto perche’ volevo. D’altronde la vita e’ cosi: non e’ mai tutta bianca o tutta nera. Sono le sfumature che vanno bene per noi, che dobbiamo trovare.

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