Cara amica single

Giovedì scorso, tornavo a casa dal lavoro.

Avevo avuto una conversazione con la capa, che mi aveva inaspettatamente proposto una promozione.

Prima di tornare, mentre ero in treno mi ero ricordata del frigo vuoto e mi ero fermata a fare la spesa. Per fortuna che i supermercati qui sono aperti fino a mezzanotte. E infatti tra le corsie e i banchi frigo mi aggiravo solo io. Osservata dai dipendenti infastiditi che mettevano in ordine per il giorno dopo.

(Flash- back: io che entro in un supermercato vuoto la mattina presto, dopo aver finito il turno in aeroporto e vado meccanicamente verso lo scaffale delle uova, afferro, prendo altre due cose e vado alla cassa. Faccio tutto velocemente perché conosco bene il supermercato, è quello sotto casa. Arrivata alla cassa, alzo gli occhi e mi rendo conto che c’è qualcosa di strano. Non c’è nessuno. Mi giro e vedo uno dei dipendenti trafelato che mi era corso dietro, e che mi dice che il supermercato è ancora chiuso. “Ah! Scusa!” dico io imbarazzata senza sapere cosa fare . Lui mi legge nel pensiero e mi fa cenno di appoggiare la roba. Me ne vado mesta mesta con una nuova fiammante figuraccia da inserire nel mio folto elenco. E senza uova.)

Apro la porta di casa con una complicata mossa di contorsionismo equilibrista che prevede di bilanciare tre buste della spesa, tenere la borsa (piena di libri) con la spalla, girare la chiave nella toppa in alto con la mano destra, e ruotare la maniglia con la mano sinistra. Il tutto senza provocare lussazioni né imprecazioni.

Entro.

E’ tutto buio. Sono le undici di sera di giovedì.

La casa è esattamente come l’ho lasciata alla mattina.

Cioè in disordine.

Sul tavolo c’è ancora la tazza con cui ho bevuto il caffè.

Sospiro.

Si sente solo il mio respiro.

Anche i vicini dormono.

Le uniche presenze viventi siamo io e i fermenti lattici dentro le buste della spesa.

E’ da una settimana che sono sola.

L’Orso è stato mandato in un altro Paese per lavoro e il fuso orario non ci permette neanche di telefonarci alla sera. Ci siamo mandati qualche messaggio ma fuori sincrono.

 

Nel silenzio ovattato della casa sistemo la spesa dentro al frigo e ti penso, amica mia single.

In questo momento, forse riesco a comprenderti.

Forse capisco la fatica che hai fatto a decidere di comprare casa anche se non c’era nessuno con cui condividere le ansie, i giri in banca, l’incertezza di questa vita e queste firme, la rata del mutuo.

Inizio a capire che periodo tu stia trascorrendo, amica single che devi correre in ospedale per un familiare che non sta bene, senza condividere questo peso con nessuno di abbastanza vicino da darti l’abbraccio giusto quando ne hai bisogno.

Penso a me, a quella giornata che aspettavo da tanto tempo: quel momento in cui qualcuno ti dice “Brava!” senza che tu l’abbia chiesto. Il momento in cui qualcuno che conosci poco e solo professionalmente ti dice “Ho bisogno di una persona che faccia cose importanti, e quella persona sei tu, vuoi?”. E’ un momento bello, di orgoglio. Da condividere.

E allora ti ho pensata, amica single.

E ho iniziato a capire un po’ di più perché ad un certo punto ti sei invischiata in una storia che puzzava di marcio dall’inizio, perché hai voluto dare un’opportunità a uno che non meritava neanche il tuo sguardo.

Ho iniziato a capire meglio cosa devi aver pensato, cosa devi aver provato quelle sere che tornavi a casa da sola, con le buste della spesa. E ad ascoltare i tuoi malumori o i tuoi successi c’era solo il silenzio.

Ho iniziato a comprendere perché ad un certo punto tu ti sia presa un gatto.

Ho iniziato ad abbracciarti da lontano e a sentire un profondo, profondissimo affetto per quella te che si fa forza, che non si permette di crollare, che fa i conti a fine mese e a fine giornata solo ed unicamente con le proprie forze.

E ti ho voluto tantissimo bene.

 

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11 pensieri su “Cara amica single

  1. Donata ha detto:

    Mi hai fatto pensare a mia figlia single a Londra da quasi 2 anni e mi hai fatto riflettere sulla forza e determinazione che ha nel vivere sola e lontana dagli affetti più cari. Grazie

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  2. 1234se ha detto:

    ….cosi per sdrammatizzare però vuoi mettere la gioia della libertà? La tv solo per te, niente stress per il menage che tanto è risaputo che da single non si cucina, non si mangia, non si ingrassa! Poi si sporca poco la casa, si ha il letto tutto per noi, ci sono le amiche con cui si sta in contatto diretto di notte e di giorno, si riesce a fare le cose alla velocità della luce, si può partire per un viaggio senza programmare niente….si può immaginare il grande amore….insomma non è solo difficile, ci si diverte anche ma certo che single, sole in Australia a far quadrare i conti …be’ si in effetti sarebbe duretta 😉

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  3. Giupy ha detto:

    Premesso che io sono piu’ felice a vivere in coppia che da sola, in realta’ secondo me l’essere single ha molte diverse sfaccettature e non solo questa. Al di la del “Per una sera mi svacco sul divano e guardo telefilm che piacciono SOLO A ME” (che a me ora viene facile perche’ sono single solo alcune sere a settimana e quindi le uso per concentrarmi su me stessa), il fatto di essere single non vuol dire essere SOLA. Puoi avere amici/coinquilini/parenti/persone che ti riempiono la vita a volte anche ben piu’ di una relazione stantia.

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    • virginiamanda ha detto:

      Essere single ha tantissime sfaccettature, e ce ne sono di divertenti. Io non vedo l’ora che l’Orso vada in trasferta per mangiare quelle cose che piacciono solo a me, non dover avvertire sull’ora del rientro, farmi ore di maschere per il viso, e guardare Buenafuente in spagnolo.
      Io sono stata single e ci sono stata molto bene. Ho avuto delle coinquiline che erano (e sono) quasi sorelle, ho avuto una vita alcolica molto più vivace di quella attuale e non mi sono mai sentita veramente sola.
      Forse non l’ho raccontato bene, in questo caso se qualcuno si è sentito punto nel vivo o tacciato di zitellaggine me ne scuso, ma io parlavo di un preciso momento, quando torni a casa dopo una giornata fuori, con una bella notizia che ti fa sentire orgogliosa di te stessa e non hai nessuno per condividerla. E quel silenzio.
      Per un momento mi sono sentita vicina a quelle mie amiche che in questi anni hanno fatto un sacco di cose e hanno avuto tantissimi amici/ coinquilini/ parenti/ persone che riempivano la vita, ma che al momento del ritorno a casa, con una bella notizia in tasca non avevano nessuno con cui condividerla.
      Voleva essere un post di profondissimo affetto ed empatia nei loro confronti, non di compassione.
      Tutto qui.

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      • alice ha detto:

        Esatto, il ritorno a una casa vuota è il momento più difficile della vita da single, soprattutto quando ci si vorrebbe trovare qualcuno con cui condividere tutto, belle e brutte notizie. Grazie per il post. 🙂

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  4. chesognichefai ha detto:

    ciao Virginiamanda! Bello il tuo blog 🙂
    Secondo me si capisce bene cosa intendi dire, e che parlavi di un certo aspetto da single che è in effetti molto faticoso, non dell’essere single in generale.
    Poi certo… forse è naturale che leggere queste parole scritte da una persona che sa che tra qualche giorno o settimana tornerà a poter condividere quei momenti possa lasciare nelle lettrici single (tra cui io!) anche un po’ di amaro, come a dire “eh si grazie tante dell’abbraccio dato mentre tu sei bella al calduccio!”.
    Però tu hai fatto benissimo a scrivere questi pensieri, a me ha fatto piacere leggerli! 🙂

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  5. dollsbsartoria ha detto:

    Ogni tanto vorrei “scendere dal carrozzone” che è la mia famiglia, a volte chiassosa, a volte esigente, a volte più affollata di una stazione, ma, poi, penso che non saprei rinunciare ad avere quel qualcuno che, nel caos, passa e mi da un “baciotto”, di sfuggita, sulla guancia. Non sono nata per essere single, ma comprendo chi vive benissimo anche nella propria solitudine, nella propria autonomia, l’importante è che sia una scelta libera. Buona serata.

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  6. Nicola Paola ha detto:

    Salve Virginiamanda, lieto di conoscerla, mi accorgo che intutti questi episodi abbiano come riferimento l’affetto e la comprensione, ed è normale esprimerli e magari raccontandoli in questi momenti, vuoti o un pò malinconici da condividere con i ricordi delle sue amiche. Le dico questo perchè anch’io sono single e capisco quel valore e i momenti in cui ci si sente da soli,con un pò d’invidia, forse e solo impressione che glia altri abbiano sempre vivere dei momenti meravigliosi! Guarda, è solo impressione! Se vuole passare nel mio forum:

    https://passione2017.wordpress.com/2017/01/26/amici-del-tempo-2/ Grazie, arrisentirci.

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