Ha a che fare con te*

Seduta, gambe incrociate. Anche pensieri incrociati.

Fuori piove da almeno tre settimane. Scroscia la pioggia e si sentono le onde che si infrangono con più forza, il vento che fa sbattere le porte, le finestre, i rami delle palme. Ogni tanto passa una macchina. Fino a qualche ora fa si sentivano anche le urla e le risate dei gruppetti di amici in libera uscita. E’ pur sempre venerdì sera.

Anzi no, non lo è più: è già sabato. Sono le 2:34 di sabato.

Ma lì in Italia è ancora venerdì, è pieno giorno e magari a Milano si vedono anche gli alberi con i primi fiori. Chissà che aria si respira adesso in Italia, con la primavera che sta per arrivare, la gente che inizia ad avere voglia di uscire e andare solo a passeggiare, a fermarsi a chiacchierare o semplicemente guardare i fiori per strada.

Chissà che temperatura c’è adesso in Italia.

Ieri sei partito per Milano, ed è strano, perché non è la prima volta che rimango da sola in terra straniera, ma è come se partendo mi avessero aggiunto il peso di un vuoto.

Nel passato ammetto di aver sentito sollievo quando te ne andavi, a volte avevo proprio bisogno di stare da sola. A volte ho fantasticato di quante cose avrei potuto fare, quali film avrei potuto vedere senza il tuo giudizio, quante maschere per il viso mettermi senza dover chiudermi in bagno per venti minuti.

Questa volta no.

E’ la prima volta che mi trovo così lontana e così da sola.

Non credo di aver mai vissuto male i nostri distacchi, anzi, a volte li ho pure forzati, andandomene. Ma ogni volta sono andata in un posto sicuro, un posto che per me era come “casa”. Sono stata mesi a casa dei miei genitori, mesi a Londra, un mese a Barcellona, senza di te, ma erano tutti, in misura diversa, dei posti in cui mi sentivo sicura, protetta.

Qui no.

Mentre piove fuori io penso che non dovrei scrivere e magari pubblicare, che fa tanto blog su Splinder del 2007, ma non ci posso fare niente: mi manchi.

E non mi manchi perché io non sia più capace di stare da sola, e non mi manchi perché in qualche modo io “abbia bisogno” di te.

Mi manchi perché sei diventato tu “casa” mia.

E adesso mi sento lontana, a casa, ma lontana da casa mia.

 

 

*Questa

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16 thoughts on “Ha a che fare con te*

    1. 🙂 Wow, che invito coi fiocchi! (Per quando pure pizza e fichi sarebbe andato bene!).
      Purtroppo oltre alla mancanza questa settimana devo pure lavorare come un mulo, però spero di poter usare l’invito un’altra volta, che al caffè buono non si rinuncia mai! 🙂

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  1. Pant, pant….sono in ritardissimo su questo post e probabilmente lui non solo è tornato ma vi siete già pure sposati ! Se però vale ancora ti dico che l’Australia frega perché è un po’ come essere sulla luna dove ci sono regole tutte nuove e noi umani ci stringiamo gli uni agli altri e facciamo casa in terra aliena. Sei brava a restare sola nella terra di sotto, lui lo saprà apprezzare e tornerà da te con regali magnifici, tipo una settimana alle Fiji e se ciò non avvenisse, arma l’astronave e parti per un bel weekend su marte …cioè vieni in sud Australia dove gli alieni 👽 camminano per strada e si mischiano agli umani😉
    Ps. Avevo anche tentato più volte un commento sulla casa nuova ma non so che fine fece..

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  2. home is wherever i am with you, è quel che mi (gli) ripeto anche io. È una forza, perché anche posti improbabili diventano casa, e al contempo ci pare una debolezza, perché quando manca quel tassello manca tutto. Ma passa!

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