Virgawards: libri

Ho notato che tra le chiavi di ricerca più popolari sul mio blog c’è “Da leggere prima dei 25 anni: libri”.

Wow, che invito a nozze! Io però venticinque anni non li ho più. Allora farò una lista per 25 stati d’animo. Uhm, forse meglio di no, venticinque sono tanti. Facciamo 10. Dieci pensieri che ti possono venire in libreria (o biblioteca, una delle istituzioni sociali di cui l’essere umano dovrebbe essere orgoglioso) e che ti possono spingere all’acquisto di un libro. Con conseguente suggerimento.

  1. “Devo riflettere su un rapporto di amicizia”

  • Storia del nuovo cognome, Elena Ferrante. (Il secondo di Elena Ferrante, non “L’amica geniale”, quello dopo. Non mi addentrerò a spiegare o a recensire, in giro si trova tantissimo, scritto molto meglio di quello che potrei mai produrre io. Dirò solo che: per capirlo bisogna aver letto il primo. E dopo averlo finito, leggersi anche il terzo e il quarto. Insomma, dovete avere molto tempo. E molta voglia di addentrarvi in una casa di specchi in cui vi sentirete nei panni della protagonista/narratrice, per poi avere voglia di prenderla a sberle. Buona fortuna).

2. “Chissà com’è quando si lotta per una causa”

  • Donna abitata – Gioconda Belli (Preparatevi a piangere. E a ridere. E a sentirvi travolti, come se vi togliessero il cuore dal petto per buttarlo in mezzo ad una strada. Ne avevo già parlato qui)

3. “Devo immedesimarmi in altri punti di vista, senza perdere il buonumore”

  • Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio, Amara Lakhous. (No, la E/O non mi paga. Magari. Io l’ho letto in aereo, e devo dire che è stata una lettura piacevole. Per chi non ha tanto tempo né voglia di immergersi a fondo in una storia, è un buon punto di partenza per riuscire a capire gli altri e il razzismo dilagante. O almeno provarci. Senza perdere il sorriso.)

4. “Mi sento arido. Ho bisogno di meraviglia”

  • Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano, Eric-Emmanuel Schmitt. (Magari avete visto il film, magari ne avete sentito parlare anni fa. Dimenticate tutto e cominciate da pagina uno. E’ impossibile finirlo senza sentirsi più buoni. Poi, ok, io ho un debole per l’autore, ma questo non mi impedisce di essere obiettiva. No, macché, ma non prendiamoci in giro, è un libro sensazionale, è pure veloce da leggere, io mi chiedo come facciate a non averne almeno tre versioni in libreria.)

5. “Mi sento femminista”

Casa di bambola

  • Casa di bambola, Henrik Ibsen. (Un giorno vi capiterà di avere in casa un cretino qualsiasi che se ne uscirà con un nome di un romanziere siberiano a voi sconosciuto -e forse inesistente- e con faccia stupita vi dirà:”Ma come fai a non avere capito il Novecento/ la politica migratoria/ l’associazionismo anni ’70/ Tangentopoli/ La guerra dei Punici [inserire a caso *tema di non attualità*] se non l’hai letto!?”. A cui voi risponderete, beffarde, dopo cinque secondi lunghissimi di silenzio, e tu, l’hai letto Ibsen?” Pausa. “E che ci fai ancora qui in casa mia?”. Si vive anche per sotterrare con l’ascia della classe gli ex fuoricorso del DAMS che ancora infestano i nostri salotti dopo i trent’anni).

6. “Ho bisogno di ridere ma comunque darmi un’aria da intellettuale”

Come la Madonna arrivò sulla Luna

  • Come la madonna arrivò sulla luna, Rolf Bauerdick. (Se verso la fine degli anni Novanta siete stati travolti dalla leggerezza agrodolce dei film di Kusturica, forse questa copertina potrebbe parlarvi. Ma io vi consiglio di leggerlo senza pregiudizi. Perché sarà come vedere cinque film di Kusturica sparati in contemporanea, in una sala in cui la gente attorno a voi si scatena in danze balcaniche, con il sole fuori, il rumore dei piatti e dei bicchieri, intervallati dalla pace che dà solo chi sa narrare una storia come si faceva una volta: facendoti innamorare dei protagonisti, soffrire per loro, gioire per loro, crescere con loro).

7. “Non ho un’opinione sulle generazioni che si scontrano e non si capiscono. Voglio naturalmente avere un  bel titolo che faccia bella mostra di sé nella libreria del soggiorno ma non ho voglia di letture faticose”

Palomar

  • Palomar, Italo Calvino. (Purtroppo questo l’avrà letto anche il fuoricorso DAMS che vi siete ritrovate a cena, amico di amici di amici e che vi hanno messo vicino perché “voi che avete fatto Lettere vi capite tra di voi”. Consolatevi leggendolo con la tranquillità e il tempo che vi è dato ora che non è più qualcosa “da sapere per l’esame” ma è diventato qualcosa “da assaporare d’estate, con tutto il tempo del mondo”).

8. “Non ho un’opinione sugli sbarchi dei clandestini. Ma non ho voglia che qualche espertone venga a farmi la morale. Magari mi leggerei più volentieri una storia”

  • Ulisse da Baghdad, Eric- Emmanuel Schmitt. (Dico solo che quando ho finito di leggerlo sono corsa in libreria e poi in posta. L’ho spedito a Londra da mia sorella con una scritta: “Leggilo”. E’ una storia che conoscete bene, ed è una storia che non lascia indifferenti. Sfido, è l’Odissea. Ma di oggi. In molti ci hanno provato, a renderla attuale. Ma questo è uno dei miei autori preferiti – nel caso non si fosse capito-, e secondo me, ci è riuscito senza inchini né inutili salamelecchi a Omero. E Itaca non è quella che pensate. O forse sì. Anche per voi vale lo stesso consiglio dato a mia sorella. Leggetelo.)

 

9. “Non ho mai vissuto una guerra. Com’è?”

Insciallah - Libro - Oriana Fallaci

  • Insciallah, Oriana Fallaci. (“La giornalista che ama la guerra perché le ricorda quand’era giovane e bella”. Una caduta di stile questa descrizione di Jovanotti, che ci ha altrimenti sempre abituato a voler bene a tutto e a tutti. Eppure Oriana Fallaci non è stata solo quella penna tagliente e arrabbiata degli ultimi anni, descritta da gente inacidita con un terzo del suo valore tra le pagine di Repubblica. E’ stata una che in mezzo alla guerra c’è stata davvero. E solo chi conosce l’atrocità da dentro può descriverla. Se vi serve capire qualcosa della guerra in Libano -e di tutte le guerre del mondo- con il piglio dei soldati italiani, o anche se vi serve dire al fuoricorso DAMS che vi ha seguite in cucina per chiedervi se avete degli aperitivi vegani da servire che voi avete letto un romanzo di 900 -novecento- pagine di Oriana Fallaci, leggetelo. In certi momenti fa male, ma come tutte le ferite, poi ci sente più forti. Fosse anche solo per sbatterglielo in testa appena [il fuoricorso del DAMS] dice qualcosa come “Ma no, la Fallaci, quella guerrafondaia di destra…!”. Vi assicuro che 900 pagine di libro – specie se prendete quello con la copertina rigida- gli faranno passare la voglia di commentare ulteriormente.)

10. “Voglio piangere, ridere, piangere dal ridere e ridere mentre piango” (per tutti). / “Ho bisogno di capire da dove vengo.” (Solo per i veneti meridionali e i veneto-pontini)

Canale Mussolini

  • Canale Mussolini, Antonio Pennacchi. (Un libro che mi ha fatto fare pace con i miei nonni, con i miei zii, con i miei genitori, con il passato. Dando letterarietà pure all’argine di un fiume e ad un periodo storico che troppo facilmente rifiutiamo di comprendere. E’ come se tutti i personaggi fossero della mia famiglia.)

Buone letture!

(Magari consigliatele pure al vostro amico fuoricorso del DAMS).

(Precedenti Virgawards qui.)

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11 Comments Add yours

  1. NonPuòEssereVero ha detto:

    Tra tutti, vorrei leggere “Ulisse da Baghdad” che, sinceramente, neppure avevo mai sentito nominare.
    Degli altri, qualcosa ho letto, qualcos’altro no 🙂

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    1. virginiamanda ha detto:

      Consigliatissimo! E’ molto scorrevole. Non leggerissimo per quello che racconta, purtroppo. Ma si lascia leggere in qualche giorno.
      Fammi sapere che ne pensi quando l’hai finito! 🙂

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  2. szandri ha detto:

    Grazie! Diversi aggiunti alla lista 🙂

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    1. virginiamanda ha detto:

      Oh che bello! Fammi sapere il tuo parere, dopo!

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  3. Solare ha detto:

    Dopo anni di tentennamenti e indecisione ho ceduto e ho letto un libro della Ferrante….ma no, non riesco proprio a rispettarla come scrittrice anche se la storia si fa seguire ma va be’ anche le telenovelas ( fiction) si fanno seguire ma da li ad avere un valore artistico …non saprei. L’Oriana ovviamente si rivolterebbe nella tomba se sapesse che non solo è nella stessa lista con la Ferrante ma che neanche viene al primo posto. Si lo so che è per argomenti e non per importanza degli autori ma sai…la Fallaci c’ha un caratteraccio! Potresti leggere anche Un Uomo che è una grande storia d’amore, la sua,con Panagulis…l’ho letto qualche decennio fa, di nascosto in classe durante le ore di lezione al liceo….alla fine volevo un uomo con i baffi pure io! Indagherò su altri libri della tua lista che non conosco, Ibsen che serve per deviare i pesantoni lo conosco..,cosi tanto per dire….😏

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    1. virginiamanda ha detto:

      Allora, io sull’Amica Geniale ho un’opinione che coincide grandemente con la tua.
      La prima volta che l’ho preso in mano l’ho abbandonato dopo dieci pagine. La storia non mi prendeva, mi sembrava fosse troppo affollata.
      Ammetto di averlo avvicinato anche con molti pregiudizi, quelli che ho ogni volta che mi avvicino ad un successo editoriale.
      La seconda volta avevo molto (ma molto!) tempo a disposizione e la storia ha iniziato ad appassionarmi. Ed è proprio quello che dici tu: è raccontata come si racconterebbe una serie tv dei nostri tempi. Personaggi dal carattere particolare, ben situati nel loro contesto, a cui il pubblico puntata dopo puntata si affeziona. Ti confesso che a tre quarti del primo libro (“L’amica geniale” appunto) mi sono detta: Bene, esperienza fatta, ma non credo proprio che leggerò anche gli altri”.
      E poi è finito il libro sul più bello e ho voluto sapere come andava avanti. Con un tipico espediente da serie americana (o da Dickens).
      Molto del suo successo credo che si debba alla semplicità del suo vocabolario. E’ una storia che si lascia leggere da tutti, e che racconta fatti così umani e quotidiani in cui tutti possono immedesimarsi. A questo aggiungi il finale rimandato che spinge le persone a comprare il volume successivo e il gioco è fatto.
      Come scrittrice credo meriti rispetto comunque, anche solo per aver saputo sfruttare i meccanismi editoriali dei nostri giorni. Inoltre nel libro che ho consigliato “per riflettere su un’amicizia” entra nei dettagli di un particolare rapporto di amicizia durante l’adolescenza e devo ammettere che ben poche volte ho trovato una descrizione così approfondita e precisa dei sentimenti tra due giovani donne che crescono, nei libri.
      Per cui, quando hai veramente tanto tempo davanti, ridalle una chance!
      Per quanto riguarda “Un uomo” devo ammettere che è proprio da lì che parte la mia ammirazione per la Fallaci. Al di là dell’ideologia politica (spesso tirata in ballo in modo inopportuno) credo sia stata un’icona. Ci fossero al mondo altre donne con la grinta che ha avuto lei, e secondo me non staremo più a parlare di femminismo sì e femminismo no!

      E poi brava Solare… vedo che sai come gestire i pesantoni! 😀

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      1. Solare ha detto:

        È vero che ha saputo sfruttare il meccanismo delle saghe in un certo senso, e le darò una chance ma prima mi devo leggere tutti i volumi della Saga dei Cazalet…appunto. Elisabeth Jane Howard, fantastica scrittrice inglese. Devo dire che non me lo sarei mai aspettato ma lei si, mi ha catturato e sono al secondo volume. Te la consiglio📕📗📘📙

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        1. virginiamanda ha detto:

          Grazie mille, me la segno! 🙂

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  4. lisecharmel ha detto:

    quante letture in comune! 🙂
    domani vado a vedere casa di bambola a teatro, vale lo stesso?
    ps: anch’io sono in parte veneto-pontina, ma mi sa che già lo sapevi e ho in wishlist da anni Canale Mussolini, in compenso ho letto “il Fasciocomunista” appena prima che uscisse il film con Scamarcio perciò un po’ mi sento a posto lo stesso

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    1. virginiamanda ha detto:

      A me con Canale Mussolini è successa una cosa strana: mentre lo leggevo ho avuto la sensazione netta di avere tra le mani un capolavoro.
      Intendo un vero capolavoro, un oggetto artistico dal valore inestimabile.
      E siccome Pennacchi stesso dice di aver messo lì dentro tutto se stesso e tutta la sua famiglia, non credo che riuscirò mai più ad avvicinarmi a niente di suo. Canale Mussolini è un libro incredibile, che mi ha presa per mano e mi ha aperto gli occhi su tante vicende che fanno parte anche della mia storia. Non posso proprio permettermi di rovinare questo incanto, anche se sofferto.
      Non so se capisci quello che voglio dire.
      Quindi, ti chiedo, com’è Fasciocomunista?

      Sì, avevo intuito che fossi veneto-pontina per parte paterna, vero?

      Per quanto riguarda le letture in comune… dai, davvero sei stupita? 😉

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      1. lisecharmel ha detto:

        Il fasciocomunista è un buon romanzo, che ho apprezzato soprattutto per affetto geografico (sì, per parte di padre). Certo, dopo quello che hai scritto su Canale Mussolini cerco di recuperarlo!
        Non è che sia proprio stupita, è che i bei libri sono così tanti che può capitare che anche le persone a noi affini abbiano amato libri che noi non conosciamo

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