Le mie imperdibili opinioni #2. La post- verità

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Questo post risponde alle domande: Che cos’è la post-verità di cui si parla tanto? Come la posso individuare? Mi serve? Si mangia? Che influenza/importanza ha nella mia vita? Non ho un’opinione al riguardo, ma voglio fare bella figura con gli amici: mi presti le tue idee? 

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Uh, quanto mi manca insegnare!

Ecco a voi una delle mie imperdibili opinioni©, maestrina edition.

 

Su, dita sul banco!

 

  • La post-verità esiteva già prima e la chiamavamo “bufala”.
  • Cosa è cambiato? I social, i blog, in generale internet ci dà la possibilità di “tracciare” la bufala. Prima si raccontava solo al bar, ora si può trovare scritta. E “scripta manent“. (Per i contratti è un valore essere scritti, per le cretinate no).
  • Come riconoscerla? Con quello che ci hanno insegnato in terza elementare. Una notizia deve sempre rispondere alle 5 W (Who/ Chi?, What/ Cosa?, Where/Dove?, When/ Quando?, Why/ Perché?).
  • Già dal Chi si riesce a smascherarne parecchie. Esempi: il nome della persona di cui si parla non c’è, si usa la nazionalità (un tunisino/un italiano ha fatto…), il mestiere (un politico ha detto che…) o una collettività (“gli immigrati fanno/dicono”, ” i democratici fanno/dicono”). A volte manca proprio il riferimento ad un chi qualsiasi (“Sembra che…”/ “Ultimamente si sente dire che…” / “E’ circolata la voce che…”).
  • Ma oltre al protagonista c’è anche un altro chi da verificare: l’autore. Se l’autore si chiama di nome Non e di cognome Leggerlo, oppure di nome e cognome Fanpage, che tipo di credibilità ha? (Non sto dicendo che uno non sia liberissimo di leggersi gli articoli di tale Non Leggerlo e di tale Fanpage, dico solo che se uno che scrive articoli non mette la sua firma forse non è un giornalista).
  • A chi piaceva stare ore e ore chino sui libri a studiare alle elementari? O a fare una “ricerca” per l’ora di scienze? Quanti preferivano dare un’occhiata veloce, sfogliare rapidamente il libro e poi andare a giocare? Chi dei due prendeva il voto più alto all’interrogazione in classe? Quello che aveva studiato. Adesso è uguale: a leggere solo i titoli e a guardare solo le figure si capisce poco e superficialmente. Ma è quello che preferiamo fare tutti perché ci piace di più andare a giocare. Se un articolo è lungo, con poche foto, di sicuro ci scoraggia. Una foto con una scritta in sovra impressione ci colpisce molto di più e si fa leggere subito. Questo è il motivo per cui non approfondiamo più: si fa fatica, ci vuole del tempo. Ma basta che uno ne sia consapevole. (Preferisco informarmi con le foto che mi mandano gli amici su Facebook e Whatsapp e su siti che non riportano i nomi degli autori, né controllano le fonti. La mia visione del mondo è parziale perché leggo solo quello che non mi fa fare fatica e preferisco passare il tempo libero a fare altro. Di conseguenza non me la prendo se al momento di votare non avrò un’opinione informata, non attaccherò chi ha cercato di informarsi più di me, e accetterò passivamente il risultato delle elezioni e i disegni di legge che saranno approvati su temi su cui io ho deciso consapevolmente di rinunciare a informarmi. E’ una posizione sulla vita e sul mondo pure questa, basta assumerla consapevolmente.)
  • Come fare quando anche i giornalisti riportano delle bufale? Come riconoscerle? Il giornalista – per lavoro- deve descrivere la realtà. In modo comprensibile al lettore. Se il giornalista non riporta il chi, cosa, quando, dove, perché non sta descrivendo la realtà. Sta probabilmente riportando una notizia data da altri. Se non menziona le proprie fonti (con nome e cognome, non vale “i passanti non sanno cosa pensare…“) non è affidabile. Se dal titolo traspare entusiasmo forse l’articolo è di parte (“Finalmente si dimette Pinco Pallo!” mi fa capire che il giornalista forse non sarà tanto imparziale nel racconto dei fatti), ma può ancora descrivere la realtà. Se c’è un’esortazione a rendere attivo il lettore (“Il video del bambino che schiaccia con una gru il nonno, clicca!”) forse non è affidabile. Forse vuole solo portare click al suo giornale on line.
  • E confrontate anche altri giornali, di diversa posizione politica; se parlate le lingue, anche giornali di altri Paesi.
  • Come si è creata questa situazione? Davvero non mi posso fidare neanche dei giornalisti? E’ difficile da spiegare, prometto che ci provo. Una causa prima è sicuramente quella che conosciamo: i soldi. Se vieni pagato con uno stipendio mensile da un quotidiano per occuparti di cronaca, allora tu ti sentirai tranquillo nella tua ricerca delle fonti e farai molte prove per verificare quello che scrivi. Se invece il quotidiano ti dice “Ti pagherò un tot ad articolo” tu sentirai la pressione di doverne produrre il maggior numero possibile, e tralascerai di controllare e comprovare le fonti. Se addirittura il quotidiano ti dice “Ti pago in base al numero di visite che riceverà il tuo articolo on line” tu metterai titoli ad effetto, e ti occuperai di materie frivole, che piacciano a tutti e che tutti si sentano invogliati a leggere.  Questo purtroppo coinvolge anche il settore degli inviati di guerra free-lance. Quale storia mi verrà pubblicata prima? L’analisi della politica di Aleppo prima del 2010 o la storia strappalacrime della bambina a cui è scoppiata una bomba sul piede?
  • Che influenza/importanza ha nella mia vita? Puoi scegliere di non informarti, di leggere solo quello che ti piace, di credere ad ogni baggianata che uno scemo ubriaco al bar si senta di urlare. Ma questa scelta di non-informarti, di evitare di metterci un po’ di fatica e discernimento, ti spinge a non votare, a non impegnarti socialmente, a essere escluso dalla vita politica del tuo Paese. E anche di essere escluso dalle conversazioni di chi ha approfondito più di te. Essere esclusi fa covare rabbia e frustrazione. E nella rabbia, nella frustrazione non riuscirai ad essere lucido. Quindi sì, influenza la tua vita ed influenza il modo in cui ti rapporti al mondo che ti circonda.
  • E’ la mia opinione, che bisogno ho che sia verificata, che ci sia un lavoro tracciabile ed accurato di ricerca fonti dietro? Immagina quando avevi cinque anni. Avresti mangiato gelato e patatine fritte ad ogni pasto. A sei non saresti mai andato a scuola. A ventidue anni quando ti sei laureato in corso e hai trovato immediatamente lavoro, e a venticinque quando è arrivata la prima ondata di crisi e i tuoi compagni fuori corso non ce l’hanno fatta a trovare lavoro ti sei sentito dispiaciuto per loro, ma grato a te stesso per aver finito l’università prima. A quaranta quando hai scoperto di avere dei valori di colesterolo molto bassi, grazie alla tua dieta salutare che evitava gelato e patatine fritte ad ogni pasto, sei stato molto contento. La tua opinione a cinque anni era che non mangiare verdura e non andare a scuola fosse un tuo diritto, e che fosse giusto così. La tua conoscenza del mondo era limitata, ma se te l’avessero lasciato fare, non avresti ottenuto i risultati successivi. E la tua conoscenza del mondo sarebbe rimasta limitata. In secondo luogo: le patatine fritte ad ogni pasto sono sconsigliate per una dieta corretta e per rimanere in salute. Questo è un dato scientifico che si può facilmente verificare con un medico e con un nutrizionista. La tua opinione può essere che “Ti piacciono le patatine fritte” e quindi le mangi e te ne freghi. Ma la tua opinione non può essere “Le patatine fritte fanno bene alla salute e mangiarle a tutti i pasti dall’età di cinque anni non modificherà né danneggerà il mio corpo” perché sai che questa è un’affermazione falsa. Rimane falso anche se lo scrivi. Anche se lo scrivi su Facebook. Anche se riceve venticinquemila likes. Anche se mandi la foto delle patatine fritte e di un bambino felice a fianco scrivendoci in sovra impressione “Le patatine fritte fanno bene alla salute, i bambini dovrebbero mangiarle ad ogni pasto a partire dai 5 anni”. Rimane falso anche se lo firmi come Patatine Fritte Fanpage.

 

  • Questo post è volutamente lungo, senza figure, con pochi neretti, pochi corsivi e poco piacevole.

 

Per approfondire:

I fatti non contano più, è l’epoca della post-verità, G. Riotta – La Stampa

La pre-verità, L. Sofri – Il Post

Viviamo nell’epoca della post-verità? – Accademia della Crusca

Woman’s work – The twisted reality of an Italian freelancer in Syria, F. Borri – Columbia Journalism Review

– L’accusa choc, la reporter: la mia vita vale 70 dollari, L. Fazzo – Il Giornale

E quando io senza capire ho detto”Sì” hai detto “E’ tutto quello che hai di me”, G. Soncini – Guiasoncini.com 

Il cinico business delle panzane, P. Attivissimo – Il disinformatico

Clooney-Canalis, come nasce una bufala, L. Dini – Style.it

Di come nasce e si propaga una bufala, L. M. Alvaro – Vita.it

Fonte attendibile, il senso della ricerca, M. Guglielmi – Webhouse.com

Le patatine fritte fanno bene! Se lo dice internet… Dr L. Laino – Medicitalia.it

Bufale

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9 pensieri su “Le mie imperdibili opinioni #2. La post- verità

  1. Solare ha detto:

    Sei troppo forte! Scusa se non commento specificatamente questo tuo post ma il fatto e’ che mi sono praticamente letta tutto il tuo ultimo anno di vita e poiche’ anche io abito in Australia, e’ con grande gioia che ho constatato che le tue impressioni su certe cose corrispondono alle mie e quindi non e’ vero che :”….ah, se solo fossi arrivata qui a 30 anni!” tutto sarebbe stato diverso , come sempre pensavo. Mi sono sbellicata dalle risate per certi tuoi post( visto e Australia sono le due parole piu’ usate negli ultimi 6 anni anche tra me e il mio compagno , dopo telefono- casa ) e so bene di cosa parli quando racconti delle stranezze australiane. Alla fine noi ci abbiamo comprato casa qui nel sud dell’Australia e anche se con il tempo i dubbi e le stranezze si smorzano e’vero anche che non cedero’ credo mai all’idea di restare qui per sempre, intanto pero’ siamo diventati cittadini ( nuova parole che ha sostituito visto: quando avremo la cittadinanza…faremo, andremo, viaggeremo, lettera e testamento!) quindi complimenti per il tuo blog e grazie delle risate che mi hai fatto fare. 🙏😂

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    • virginiamanda ha detto:

      Piacere di conoscerti! Io sono ancora una novellina, sono arrivata meno di sei mesi fa! Sì, ci sono delle cose che non mi convincono, e credo che rimarrà un’esperienza di qualche anno ma da concludere per andare verso altri lidi, magari più vicini all’Europa. Immagino però che dopo tanti anni e con una casa ci si senta più stabili e radicati, no? Un abbraccio!
      Ps: Stiamo organizzando un viaggetto in Sud Australia,per cui non è escluso che ti chieda qualche dritta 🙂

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      • Solare ha detto:

        Bravi, venite nel sud che è tanto bello quanto ancora un po’ escluso dalle mete più battute ed è un peccato perché qui ci sono posti fantastici tipo: la Fleurieu Peninsula con spiagge meravigliose e la più famosa Barossa Valley e poi la Mc laren Valey , Flinders Rangers con formazioni rocciose che hanno tipo 6o milioni di anni….o 600? Va be’ tu chiedi, chiedi pure che non vedo l’ora di scorticare le orecchie o in questo caso gli occhi, di qualcuno su tutte le mete turistiche più belle del sud, il dormiente sud dove però secondo me si vive bene ed è divertente da visitare. Ciao 😎

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