Natale al Sud (nel senso di emisfero)

Allora, com’è andato questo Natale lontana?

Beh, è andato.

Non era il mio primo Natale lontana, ma il secondo. E proprio perché l’avevo già vissuto mi ero promessa: “Mai più”.

E invece, le distanze non sono poca cosa con l’Australia, ed eravamo appena stati venti giorni in Italia. (Siamo tornati il 4 dicembre) E’ un periodo critico per l’Orso al lavoro, e io, beh, mi sono adeguata.

L’altra volta mi trovavo in Turchia. Per una strana congiuntura astrale mi ero ritrovata da sola, completamente. In un Paese mussulmano, con la prima chiesa cattolica a 300 km di distanza, senza coinquilina che se ne era tornata a casa per le feste, e dovendo lavorare. Il peggio del peggio: nessuna lucina, niente di niente. E la televisione che trasmetteva canali italiani a farmi piangere di malinconia. I miei mi avevano mandato un messaggio veloce alla mattina prima di andare al super pranzo di Natale dalla zia e io ero rimasta in uno stato di scoramento infinito. Il tempo si era dilatato dentro quella cucina turca, le ore ci avevano messo il triplo del tempo a passare. L’Orso, che all’epoca non era ancora stato insignito dell’ambito titolo di “Fidanzato in Carica” si era prodigato per farsi sentire su Skype e aveva provato a tirarmi un po’ su. Ma non c’era stato verso. Mi sentivo esclusa, lontana, triste, e anche un po’ stupida per essermi ritrovata a vivere il giorno del Natale lontana da tutti in un posto che neanche mi piaceva.

La botta era stata così forte che mi ero ripromessa di fare di tutto e di più per tornare a casa a Natale. E infatti così ho fatto da quel momento. Il punto più alto è stato raggiunto dalla combo natalizia dell’anno scorso, per stare il più possibile con le famiglie di appartenenza, (Trenitalia ha eretto poi un monumento in oro zecchino al binario 16 della Stazione Alta Velocità di Bologna con il nome mio e dell’Orso scolpiti) abbiamo fatto Cenone della Vigilia in Campania a tavola con i suoi, pranzone di Natale in Veneto a tavola con i miei, Santo Stefano con i miei, il 27 e 28 in Campania con i suoi. Ad un certo punto ho pure avuto la gastrite, ma che sarà mai, per la famiglia si fa questo e altro, ho ripetuto alticcia a mia zia che mi abbracciava commossa.

Natale 2015, ti ricorderemo così

E si vede che la legge del contrappasso (sì, Dante ne parlava prima che tra voi fighetti esplodesse la mania di dire “karma” ogni tre frasi) ha fatto il suo, perché quest’anno niente Natale in famiglia. Io e l’Orso ci siamo guardati senza tristezza ed è spuntato un sorriso: “Il primo Natale solo noi due!”. Incredibile, chi l’avrebbe mai detto? (Soprattutto dopo le centinaia di km in treno dell’anno scorso?)

E così abbiamo fatto: a meno dei regali costosi comprati all’ultimo minuto per la zia, a meno della dieta depurativa pre- e post-, a meno dei sorrisi di circostanza, a meno delle litigate telefoniche alla stazione di Napoli (“Ma se ti ho detto che arrivo a mezzogiorno perché a mezzogiorno e venti non sei ancora qui? Perché tutti gli anni è la stessa storia? Ma parti prima, cribbio, che me ne frega che sei dovuto andare a Battipaglia a comprare la mozzarella???“), a meno del binario 16 della stazione dell’alta velocità di Bologna.

E abbiamo preso quello che veniva. Siamo andati a farci le foto in maniche corte davanti all’albero di Natale in piazza e abbiamo passeggiato sotto alle luci di Natale con la sensazione che questi australiani non abbiano mai fatto pace con il fatto che qui sia estate, quando in Madrepatria c’è il freddo e il buio (ed è il motivo per cui si mettono le lucine, capito? Infatti in Svezia le toglievano a marzo).

Ma è stata la Nuova Zelanda a farmi fare pace del tutto con questo Natale vissuto a testa in giù. I neozelandesi mi hanno dato l’impressione di un popolo “risolto”. Sanno che devono parlare inglese, ma la Nuova Zelanda è casa loro, ci abitano loro, e stanno bene così. Hanno il Natale d’estate, e l’inverno arriva in un mese che si chiama luglio, e allora? Invece delle decorazioni con la neve e il cotone hanno dei bellissimi gonfiabili di Babbo Natale e i festival estivi in piazza. Problemi? Meno che zero. E se ti venisse voglia di problemi, basta guardare la loro stazza media (tre metri per quindici di circonferenza) per farteli passare subito.

Sì ho proprio voglia di sentire la tua opinione sul Natale nell’Emisfero Sud

La sera della vigilia siamo stati invitati dai colleghi dell’Orso a cena in un ristorantino carino, ci siamo bevuti una caraffa di spritz e poi siamo andati alla cattedrale per la messa di mezzanotte.

Io alla messa di mezzanotte ho sempre assistito da uno dei banchi della chiesa parrocchiale del paesino da cui provengo. Al massimo in quella del paesino a fianco. Solo l’anno scorso nella chiesa del quartiere dell’Orso. Ma sempre una chiesina, fedeli che si conoscono e si stringono le mani durante la messa, con quel clima di rilassata e cordiale intimità.

Non ero mai stata a messa in una cattedrale, così imponente, per Natale. E’ stata un’esperienza nuova: molto solenne (due ore di canti gregoriani…) e – posso dirlo?- molto ben organizzata. Volontari con divisa e tesserino ogni pochi metri, maxischermi ad ogni colonna per permettere a tutti di seguire, anche se non riuscivano a vedere l’altare.

E’ stata la prima volta che ho dovuto sventolarmi dal caldo ad una messa di Natale.

Il giorno dopo ci siamo svegliati, e Babbo Natale era già passato! (D’altra parte, qua passa prima che dopo ha tutta l’Asia, l’Europa, etc etc e quelle sono piene di gente) A me ha portato una moka (regalo che chiedevo da anni, provaci te a stare con un terrone che deve riempire la moka fino a farla strabordare e poi chiuderla con una mossa di The Rock in modo che sia impossibile da aprire per ogni essere vivente che si sveglia dopo di lui!) ed un computerino nuovo (che è quello che sto usando ora). All’Orso, che è stato un bravo bambino, è arrivato uno skateboard.

E dopo ci siamo guardati e abbiamo detto: “Spiaggia!”.

Risultati immagini per christmas in bondi

Sì, è stato un Natale diverso, ma non è andata così male…

 

Tanti auguri a tutti!

 

 

Annunci

6 pensieri su “Natale al Sud (nel senso di emisfero)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...