Da quando è diventato socialmente accettabile? (Perplessità varie su questa estetica)

La mia recente visita prolungata nel Regno Unto* mi ha fatto aprire gli occhi su alcune “tendenze” che avevo solo relativamente notato in Italia ed in Svezia. Ma ehi, è proprio vero: stanno succedendo cambiamenti alla nostra percezione della normalità, dl buon senso e del buon gusto. Eccone alcuni di cui non mi capacito.

  1. Spendere tanti soldi per comprare scatole di latta con su scritto cosa ci dovremmo mettere dentro

2. Spendere un sacco di soldi per bere il caffé condividendo il tavolo in un posto pieno di tubi e con sedie spaiate (che nel migliore dei casi sembra di essere in una versione pretenziosa di un circolo Arci, nei peggiori seduti in cucina dalla nonna, solo a me mettono tristezza ‘sti posti?)

(La lista dei must per i bar hipster su Eater è esilarante)

Deprived: The cafe, pictured above, is in Tower Hamlets, where one in two children live in poverty

(L’ultimo è il -tristemente- famoso bar dei cereali, preso a sassate dagli abitanti)

3. Spendere un sacco di soldi per mangiare una cosa unta e fritta per strada ( o in mezzo ai tubi – sempre loro-), in piedi, tra gli spintoni, in mezzo alla gente

Van Van Market 2

(Per me “Posh streetfood” è un ossimoro in piena regola)

4. Da quando è diventato “cool” mangiare dal paninaro? (O in mezzo alle lamiere)

Urban Food Fest

(Ce n’è uno italiano, indovinare quale)

5. Da quando uno dovrebbe pagare per mangiare nudo? (quando uno potrebbe semplicemente mangiare in mutande a casa propria, se proprio ci tiene e gli va)

(Metto la fotina in piccolo per gli impressionabili)

6. Mangiare torte che però sono fatte unicamente di pandispagna secco

(Ah, ma non sono fatte per essere mangiate. Giusto. E allora a cosa serve una torta?)

7. Uscire in pigiama e sentirsi dei gran fighi

8. Vantarsi di uscire con la faccia verniciata (e fare pure i tutorial su come inverniciasela di più)

Risultati immagini per contouringRisultati immagini per illuminante

(La mia modesta opinione è che ci sia l’industria degli struccanti dietro)

Io mi chiedo che passaggio mi sia persa dell’evoluzione e rimango sempre più perplessa…

Autore: virginiamanda

Arrivata per ultima in una famiglia dove il regalo più frequente è una valigia, si ritrova con tutti i difetti della figlia minore (ehi! Guardatemi! Sono qui! Sono divertente anche! Sto su un piede solo! Guardatemi!) più tutti i difetti della vagabonda (ma in quale casa avrò lasciato quella valigia/quei libri/quei vestiti/questi stivali). Pur essendo veneta non è leghista, pur avendo fatto il classico non sa il greco, pur avendo fatto l'università non sa ancora scrivere correttamente, pur avendo un papà che legge il Giornale non è berlusconiana, pur avendo lavorato al check-in di un aeroporto non ha ancora imparato a non farsi sgamare con i kg di troppo in valigia, pur avendo preso parecchi treni ed aerei non ha ancora imparato a non perderli, pur avendo traslocato almeno trenta volte non ha ancora imparato a farsi una valigia essenziale, pur amando viaggiare non ha ancora imparato a guidare, pur avendo avuto "varie" storie sentimentali continua a dire: è la prima volta che sono così cotta/perduta/innamorata. Spera di re-incarnarsi un giorno in Amanda Lear e/o in Shakira

5 thoughts on “Da quando è diventato socialmente accettabile? (Perplessità varie su questa estetica)”

  1. Ci aggiungerei:
    – frequentare negozi dove vendono i gelati a stecco per i cani, talvolta forniti anche di passerelle per provare cappottini trendy ai quadrupedi;
    – professarsi amanti del km zero, portatori di innovazione radicale e poi sfamarsi con costose insalatine in sacchetto opportunamente disinfettate in ambiente industriale, se possibile già condite;
    – spendere soldoni in palestra e trattamenti estetici, ma poi prendere l’auto anche per fare duecento metri;
    – professarsi patiti del design ed arredare secondo i trend del momento per poi avere una casa che è uguale alla versione hipster del catalogo ikea.
    Sono solo alcune delle cose che mi vengono in mente, ma ce ne sono a bizzeffe. Diciamo che in generale il buon senso non è che abbondi…

    Liked by 1 persona

    1. Ah beh, sugli amanti del km zero del bio a tutti i costi sfondi una porta non aperta, ma spalancata! Pagare di più per avere frutta e verdura più marcia, più brutta, e scartata dagli agricoltori stessi. Dei geni, insomma!😀
      – La casa ikea in versione hipster è verissima!
      Il buon senso è forse relegato negli scaffali dopo il bio e il km zero, ormai quando ci arrivi non ai più soldi per permettertelo!😀

      Liked by 1 persona

  2. 1. Ma le scatole di latta sono carineeeeee!
    2. manca la foto di “Otto”, attualmente il locale più menoso di Milano🙂
    3. Il mercato metropolitano a Milano era un posto delizioso, non si mangiava in piedi, era un po’ come i mercati di Valencia, Barcellona, Londra, con i tavolini. A me spiace un sacco che l’abbiano chiuso.
    7. E’ colpa di Kate Moss, che più esce conciata male e più le riviste la fotografano e scrivono che è “cool” (e non lo è nemmeno lei, conciata in quel modo). Così poi la gente la copia. :S

    Liked by 1 persona

    1. 1. Sì, sono carine, ma a te sembra normale pagare dai 10 ai 30 euro una scatola di latta? I disegni che ci sono sopra sono carini, certo, ma secondo te il rapporto qualità prezzo è corretto?
      2. Non lo conoscevo neanche! Appena capito a Milano vado a vederlo, così calcolo la menosità percepita!
      3. “Il Mercato Metropolitano era un posto delizioso”. Sì, ma perché? Perché avevano recuperato un’area in disuso rendendola vivibile dalla gente. E questo è encomiabile. Ma tu non hai mai avuto l’impressione che fosse una festa dell’Unità un po’ fighetta? Hanno preso un posto e l’hanno riqualificato con niente (immagino le aziende abbiano dovuto portarsi le proprie cucine e i propri forni etc), e ci hanno aggiunto degli arredi in plastica. I prezzi però erano quelli di un ristorante. Perché con la scusa della “qualità” (qui solo farine bio della marca Tale, qui solo pasta fatta in casa con il sudore della fronte della Nonna Quale, qui solo vini dell’Azienda Pasquale certificati Blabla) hanno messo dei prezzi che un posto del genere (sacchi, cassette della frutta e sedie di plastica) non avrebbe mai potuto permettersi.
      Questo è quello che mi lascia più perplessa. Fai un posto che nella “forma” sembra aperto a tutti e abbordabile, ma nella pratica, nel contenuto, è solo per chi se lo può permettere. Poi, certo, nessuno vieta di entrare e non comprare niente. Però a me sembra una contraddizione. Al mercato uno ci va per fare affari. Lì di affari ne ho visti solo per le aziende presenti (e neanche del tutto, visto che l’affitto costava pure carissimo).
      7. Ah sì, pienamente d’accordo. Per me il colmo dell’idiozia l’hanno raggiunto quelle che l’hanno imitata con gli stivali da campagna anche in città.😀
      (Ps: bello sentirti! Passa più spesso!)

      Mi piace

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...