Virgawards – 7

Rassegna di post che mi fanno pensare o divertire, come al solito recenti e non (anzi, soprattutto non):

Lei mi fa morire dalle risate: una veneta in India per caso. Ogni suo post è una a stento trattenuta lista di silenziose imprecazioni per le disavventure che suo malgrado le capitano in territorio indiano. L’ironia con cui le affronta è un’arma che salverebbe dalla depressione chiunque.

Gira l’Italia lasciando perle di saggezza così:

Loro farebbero parte di quelli che “non hanno certo bisogno di me”, sono bravi e conosciuti. Di solito taglienti e dissacranti, sulla morte di Pannella sono stati sorprendentemente miti e teneri.

Una tra le battute migliori:

Pannella era un sostenitore della non violenza. Per questo Capezzone è ancora in giro.

(Spinoza, Thank you for smoking)

Un ritratto della cafoneria più grezza: quella degli arroganti arricchiti.

Lei è italiana ma ha fatto del Giappone la sua patria d’elezione. Scrive con una chiarezza adamantina i nostri sentimenti e i nostri pensieri. Leggere quello che lascia decantare a volte per mesi (i suoi post non sono molto frequenti, ma tutti splendidamente memorabili) è come trovare parole nuove per definire noi stessi.

Il suo è stato per anni uno dei blog che ho letto con più piacere in assoluto. Sempre in equilibrio tra “vorrei spiegarti” e “non credermi”, tra sincerità e voglia di conoscere. L’ho trovata illuminante per molti aspetti della vita, il post in cui parla di come si sia ripresa da un fallimento amoroso e abbia conosciuto l’attuale marito e padre di sua figlia è di una limpida, disarmante umanità. In questo post racconta come ha capito il suo percorso personale.

Un post che aiuta a scrollarci di dosso la spocchia che abbiamo accumulato negli anni.

“Trovo esasperante l’idea di snobbare la gente per quello che legge (Fabio Volo) o per quello che vede (Checco Zalone) e non per quello che è: qualcuno che ride di una certa battuta, una battuta che a te non farebbe mai ridere, neanche se la sentissi venir fuori dalla bocca del tuo intelligentissimo idolo, a cena fuori e ubriaca. (Dunque se qualcosa di sbagliato c’è non è in Fabio Volo o in Checco Zalone, ma nel tipo con cui hai scelto di andare a cena. E perché non lo molli e basta, e lasci in pace chi, invece, lo trova irresistibile?)

E trovo più dannosa di tutti la mitologia sul “lettore forte” che è questo tizio in gamba che legge almeno un libro al mese e grazie a lui l’editoria si tiene a galla, e nessuno che vada a domandargli: scusa, ma quale libro leggi?”

 

 

Virgawards precedenti:

Virgawards -1

Virgawards – 2

Virgawards – 3

Virgawards – 4

Virgawards – 5

Virgawards – 6

(E sempre grazie a lei!)

 

 

 

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3 pensieri su “Virgawards – 7

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