Virgawards – 4

  • La nonnina che insegna a tutti il galateo degli argomenti a tavola

Lo dico subito: è in inglese ed è lunghetto. Ma merita, perché ci spiega come mai siamo diventati così infelici.

E poi vale la pena perché è pieno di grafici come questo:

Ogni tanto mi vado a rileggere i suoi post perché c’aveva visto veramente lungo.

Per esempio: “Io, se nel 1967 avessi avuto l’occasione di esprimere un’opinione, avrei detto che nel 2014 avremmo scavallato l’oceano Atlantico in due ore scarse, tipo andare in pullman da Nonantola e Milano Marittima in era post-tutor. E invece ce ne vogliono ancora sette e rotti, otto se lo fai da Londra a Philadelphia, quasi nove se vai a Chicago, dieci se parti da Francoforte. Perché come specie siamo orientati al risparmiare dieci dollari, non a impiegarci un’ora emmezza in meno.

Leggere il pezzo e annuire tutto il tempo è un tutt’uno. Io poi, lo adoro da quando stava sulla Tiburtina, quindi forse sono un po’ di parte. Ma secondo me ha ragione su tutto: questo grande divertimento di internet, dissacrante e avvilente, avrà mai un punto di stop?

 

 

Sezione: “Gente che non ha bisogno di essere menzionata da me”

“Elena Ferrante sono io” – Nicola Lagioia intervista la scrittrice

Intervista meravigliosa, per le domande non banali, per i punti che toccano (abbiamo creduto che il titolo di studio ci salvasse,  e invece), per quello che siamo, per come lei è riuscita a scriverne così bene. Naturalmente c’è anche la domandina di rigore sulla sua identità, come se ce ne importasse davvero qualcosa, come se non ci bastasse come ci ha descritti e raccontati da dentro, senza appello.

 

 

Virgawards precedenti:

Autore: virginiamanda

Arrivata per ultima in una famiglia dove il regalo più frequente è una valigia, si ritrova con tutti i difetti della figlia minore (ehi! Guardatemi! Sono qui! Sono divertente anche! Sto su un piede solo! Guardatemi!) più tutti i difetti della vagabonda (ma in quale casa avrò lasciato quella valigia/quei libri/quei vestiti/questi stivali). Pur essendo veneta non è leghista, pur avendo fatto il classico non sa il greco, pur avendo fatto l'università non sa ancora scrivere correttamente, pur avendo un papà che legge il Giornale non è berlusconiana, pur avendo lavorato al check-in di un aeroporto non ha ancora imparato a non farsi sgamare con i kg di troppo in valigia, pur avendo preso parecchi treni ed aerei non ha ancora imparato a non perderli, pur avendo traslocato almeno trenta volte non ha ancora imparato a farsi una valigia essenziale, pur amando viaggiare non ha ancora imparato a guidare, pur avendo avuto "varie" storie sentimentali continua a dire: è la prima volta che sono così cotta/perduta/innamorata. Spera di re-incarnarsi un giorno in Amanda Lear e/o in Shakira

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