Virgawards – 3

Un blog esilarante, tragicomico come solo la vita vera può essere. Questa settimana è uscita l’ultima puntata, ma ho linkato la prima in assoluto, perché il blog è bello da seguire come una storia a puntate. E fa ridere. E fa commuovere. E a me piace tantissimo.

Sarà perché adoro il treno, e una vita a prenderlo non mi ha mai fatto cambiare idea, mi ha colpito questo progetto di disegnare il passeggero di fronte. Umanità silenziosa da sbirciare. (Qui su Instagram)

Seguo Buba da almeno sette anni, e le sue citazioni sotto alle foto non mi hanno mai delusa. Stavolta poi, particolarmente azzeccata.

 

Premio della Critica “Gente che non ha bisogno di essere menzionata da me:

(Non è il titolo vero, ma l’articolo con il suo titolo vero è sul link.) Si parla di malati rapporti scolastici che obbligano a seguire certe mode (recite, per esempio) nella convinzione che i genitori non vedano l’ora di vederle, e sono nella realtà un grandissimo stress per gli insegnanti, rubano tempo ad attività veramente utili agli studenti e rompono le scatole pure ai genitori. Stessa cosa per i cartelloni (esempio visibile che la classe “lavora”; no, non lavora, fa cartelloni, che è diverso). O per i referendum.

Riflessione agrodolce su quanto sia difficile fare il papà, cercando sempre di prendersi tutto il bene e tutto il male delle generazioni precedenti.

Ho finalmente visto questo film stupendo.

Dico solo:

 

[Virgawards 1 , Virgawards 2, e sempre ringraziamenti a Federica, per l’idea.]

Autore: virginiamanda

Arrivata per ultima in una famiglia dove il regalo più frequente è una valigia, si ritrova con tutti i difetti della figlia minore (ehi! Guardatemi! Sono qui! Sono divertente anche! Sto su un piede solo! Guardatemi!) più tutti i difetti della vagabonda (ma in quale casa avrò lasciato quella valigia/quei libri/quei vestiti/questi stivali). Pur essendo veneta non è leghista, pur avendo fatto il classico non sa il greco, pur avendo fatto l'università non sa ancora scrivere correttamente, pur avendo un papà che legge il Giornale non è berlusconiana, pur avendo lavorato al check-in di un aeroporto non ha ancora imparato a non farsi sgamare con i kg di troppo in valigia, pur avendo preso parecchi treni ed aerei non ha ancora imparato a non perderli, pur avendo traslocato almeno trenta volte non ha ancora imparato a farsi una valigia essenziale, pur amando viaggiare non ha ancora imparato a guidare, pur avendo avuto "varie" storie sentimentali continua a dire: è la prima volta che sono così cotta/perduta/innamorata. Spera di re-incarnarsi un giorno in Amanda Lear e/o in Shakira

11 thoughts on “Virgawards – 3”

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