Non subappaltare a terzi la fiducia in te stessa

Così mi ha detto un’amica all’ennesima lamentela.

Insicura. Sempre in attesa di conferme e approvazione. Che però non arrivano o non arrivano nella forma che le vorrei io.

E’ così difficile ri-obbligarsi a non considerare ogni fatto come un segno inequivocabile del destino. Soprattutto dopo aver passato anni a vedere anticipi e premonizioni negli accadimenti anche minimi e quotidiani.

E’ così difficile restare sull’orlo di un equilibrio (che non ho*) a camminare lentamente nella “terza città più veloce del mondo( dopo New York e Tokyo”, come mi ha detto con un tono troppo entusiasta una signora ieri), a cercare di non urtare nessuno di quelli che corrono (altro che video dei Verve, come sono cambiate le aspirazioni, altro che addosso al mondo spavaldamente a testa alta, ma ora, cautamente a testa bassa); è difficile ricordarsi i motivi che ci tengono saldamente uniti anche se ora risultiamo domiciliati in due  stati diversi, è difficile non soccombere al desiderio di urlare e prenderlo a pugni, ora che c’è, per tutte le volte in cui non ci sarà.

E’ difficile non incolparsi a vicenda di una situazione che abbiamo deciso e scelto assieme, anche se ora ci fa soffrire e non ci sono soluzioni immediate.

E’ difficile non prendersela ogni volta che arriva un accadimento anche minimo e quotidiano, non urlarsi e prendersi a pugni, non considerarlo una premonizione, e continuare a camminare cautamente, saldamente uniti.

Magari andando verso la stessa direzione.

 

If you love something let it go… just catch it and run away with it!:

H J story

Autore: virginiamanda

Arrivata per ultima in una famiglia dove il regalo più frequente è una valigia, si ritrova con tutti i difetti della figlia minore (ehi! Guardatemi! Sono qui! Sono divertente anche! Sto su un piede solo! Guardatemi!) più tutti i difetti della vagabonda (ma in quale casa avrò lasciato quella valigia/quei libri/quei vestiti/questi stivali). Pur essendo veneta non è leghista, pur avendo fatto il classico non sa il greco, pur avendo fatto l'università non sa ancora scrivere correttamente, pur avendo un papà che legge il Giornale non è berlusconiana, pur avendo lavorato al check-in di un aeroporto non ha ancora imparato a non farsi sgamare con i kg di troppo in valigia, pur avendo preso parecchi treni ed aerei non ha ancora imparato a non perderli, pur avendo traslocato almeno trenta volte non ha ancora imparato a farsi una valigia essenziale, pur amando viaggiare non ha ancora imparato a guidare, pur avendo avuto "varie" storie sentimentali continua a dire: è la prima volta che sono così cotta/perduta/innamorata. Spera di re-incarnarsi un giorno in Amanda Lear e/o in Shakira

2 thoughts on “Non subappaltare a terzi la fiducia in te stessa”

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