Fare pace con se stessi (un post inutile al fine di produrre buonumore)

Questo periodo di quiete in attesa della tempesta emotiva che sarà il trasferimento in Regno Unito* è stato votato all’antica ma mai dominata arte del “conosci te stesso”.

Cosa ho scoperto (banalità, eh, ma per me grandi scoperte):

  • so fare tante cose, ma nessuna benissimo. Insomma, non eccello.
  • sono insoddisfatta dalla direzione che la mia vita sta prendendo perché non so darle una direzione
  • non riesco a controllare le persone, e lo devo ammettere. Non solo, devo anche evitare di usare la retorica per ottenere dagli altri ammissioni di colpa e ragionamenti volti a provare che loro hanno torto e io ragione per pura soddisfazione del mio ego.
  • La gente va avanti. Io guardo il mio ombelico, lo contemplo, ma la gente si sveglia, va a lavorare, paga le bollette. E ha sempre meno tempo e pazienza per i miei “sarà giusto o no?”
  • Non so cosa fare perché ho paura.
  • Non so come combattere la paura.
  • Mi aspettavo risposte dagli altri, pensando che mi avrebbero risolto le insicurezze con le loro sicurezze. Invece no, loro sono sicuri. E io rimango insicura.
  • Meno faccio, meno farei.
  • Non mi odio. Non mi detesto. Non ho niente da rimproverarmi a parte un’enorme incompetenza nella disciplina e nella costanza.
  • Non so cosa voglio. Ma non voglio che altri decidano per me.
  • pensavo di voler delle cose che non sono più sicura di volere. Non ho mai voluto figli. Ho iniziato a pensare che forse potrei volerne. Ho smesso di pensare che sia un’opzione verosimile. Ho sempre pensato di non voler sposarmi. Ho iniziato a pensare di aver cambiato idea. Di sentirmi insoddisfatta perché non era ancora successo. Ho iniziato a ricredermi.Ho sempre desiderato fare un certo tipo di lavoro, ora non ne sono più così sicura.
  • Mi sono abituata a stare da sola.
  • Preferisco ridurre al minimo i miei costi e necessità, piuttosto di rinunciare al tempo.
  • Sono sempre meno capace di accettare compromessi. Che sia dove andare in vacanza a cosa mangiare stasera, a quando ci sposeremo. Sono stanca di ascoltare, di essere ascoltata, di tutto, dell’Orso lontano, di quando è vicino, della sua indecisione mascherata da concretezza, della mia ansia di crescere per poi fermarmi a metà percorso e voler tornar indietro, della gente che mi ferma e mi chiede come sto, del paragone impietoso tra come stavo in Svezia con mille cose in più e quanto meglio stia ora con molto meno, delle richieste di consigli, delle mie continue richieste di solidità, di nomi, di definizioni, di quello che si vede, di quello che si pensa, delle situazioni imbarazzanti, dei codici comportamentali.
  • Una settimana al mese sono tristissima.
  • Questa è quella settimana.

 

lu poro Mandrake (@TheMadman__) | Twitter:

(Ecco.)

Autore: virginiamanda

Arrivata per ultima in una famiglia dove il regalo più frequente è una valigia, si ritrova con tutti i difetti della figlia minore (ehi! Guardatemi! Sono qui! Sono divertente anche! Sto su un piede solo! Guardatemi!) più tutti i difetti della vagabonda (ma in quale casa avrò lasciato quella valigia/quei libri/quei vestiti/questi stivali). Pur essendo veneta non è leghista, pur avendo fatto il classico non sa il greco, pur avendo fatto l'università non sa ancora scrivere correttamente, pur avendo un papà che legge il Giornale non è berlusconiana, pur avendo lavorato al check-in di un aeroporto non ha ancora imparato a non farsi sgamare con i kg di troppo in valigia, pur avendo preso parecchi treni ed aerei non ha ancora imparato a non perderli, pur avendo traslocato almeno trenta volte non ha ancora imparato a farsi una valigia essenziale, pur amando viaggiare non ha ancora imparato a guidare, pur avendo avuto "varie" storie sentimentali continua a dire: è la prima volta che sono così cotta/perduta/innamorata. Spera di re-incarnarsi un giorno in Amanda Lear e/o in Shakira

8 thoughts on “Fare pace con se stessi (un post inutile al fine di produrre buonumore)”

  1. questo è il post per produrre buonumore? signore dammi la forza!🙂
    ti svelo un segreto. quelli che sembrano risolti, nella maggior parte dei casi, gratta gratta sono irrisolti quanto te, solo che non lo danno a vedere o ci pensano meno (pensare meno aiuta un casino, ma questo lo saprai da te). io invece quelli che hanno in mano tutte le certezze li temo moltissimo e tendo a fuggire a gambe levate.
    soprattutto non credere a chi ti dice che tutte le risposte stanno nella maternità, il fatto che sia vero per loro (se lo è), non significa che sia vero per tutte, guai a fare un figlio per poi scoprire che toh, non era la risposta (poverino). e comunque, che male c’è nel cambiare idea? si cresce, si cambia, pensa se volessi ancora le cose che volevi a 13 anni!🙂

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  2. Guarda, sentirsi insoddisfatte perché ancora non ti sei sposata…te lo dico, eh, preparati.
    È una gran perdita di tempo.
    Vai tranquilla per la tua non-direzione in UK, meglio vagare e provare cose nuove piuttosto che la paludosa staticità di cui hai già parlato in altro post (mi è piaciuta troppo l’espressione).
    Forza!

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    1. Beh, penso sia una fase che tutte passiamo no? A volte è difficile rimanere in equilibrio tra quello che desideriamo, e quello che gli altri desiderano per noi. L’insoddisfazione poi, è perenne e costante😉
      Grazie per l’incoraggiamento! Andiamo avanti, sì!
      Un abbraccio!

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