Relazione a distanza: (come) si sopravvive?

In questi giorni sono ospite a casa di un’amica, con cui ho coabitato per vario tempo. Mi sento quindi tornata indietro di almeno sei anni: facciamo la spesa dove la facevamo una volta (lei vive ancora nello stesso quartiere di quando andavamo all’università), alla sera commentiamo le riviste e i programmi terribili che passano per televisione e analizziamo le varie fortune sentimental-amorose delle rispettive vite, per poi passare a quelle di tutti i conoscenti.

Ovviamente io sto benissimo: mi sveglio alla mattina che i miei unici pensieri sono la selezione del bar dove fare colazione e l’aggiornamento mentale di cosa “veramente” mi serve per affrontare i negozi con i saldi agli sgoccioli.

Ah, dovrei studiare, naturalmente.

(Valutazione della mia credibilità quando ho detto ai miei: “Vado da *amica* così studio mentre lei lavoro” livello Salvini che va in Nigeria).

Come i più attenti avranno già notato, in questo idilliaco quadretto in cui io sono in Italia, sto bene, acquisto creme idratanti a prezzi finalmente accessibili e passeggio felice per una delle città più belle del mondo manca un pezzo.

E che pezzo!

Manca lui, l’Orso.

Nel progetto di quest’anno (e del prossimo) non è contemplata la convivenza, per ragioni geografiche. Lui lavora in Svezia, io al momento dovrei studiare, tra un mese dovrei partire ed organizzarmi per una vita (per quanto provvisoria e precaria, pur sempre di almeno un anno e mezzo stiamo parlando, che un tempo brevissimo non è) in Inghilterra.

Come faremo?

Questa domanda mi è stata rivolta a più riprese dalle amiche e dai conoscenti.

Stare con un ingegnere gestionale in queste cose aiuta, e devo anche ammettere che (saranno le circostanze della vita, chissà) io stessa sono diventata più organizzata di un tempo. Quando hai tanti pensieri e tante cose che dipendono da te, l’organizzazione è l’unica alternativa all’ansia.

Mi sono licenziata a fine Settembre. Per vari validissimi motivi, tra cui che quello era un lavoro per il quale era necessario rimanere stabilmente in Svezia e per me equivaleva ad una condanna a morte certa e molto rapida.

Da Ottobre circa io e l’Orso non abitiamo più stabilmente assieme e neanche nello stesso Paese.

Posso dire di esserne contenta? No.

Però ci sono un sacco di vantaggi, e non nego di aver salutato questa nuova tappa della nostra storia con un discreto entusiasmo.

Mi manca? Tantissimissimo.

Ma sono convinta che ci farà bene: a me, perché preferisco effettuare i trasferimenti all’estero da sola, almeno per i primi tempi, a lui, perché è molto mobile con il lavoro e sapere di “lasciarmi sola in Svezia” tutto il tempo gli era diventato pesante (ed io ero diventata di una pesantezza insostenibile), a noi, perché se superiamo la distanza senza grossi traumi ma con il desiderio di stare assieme, possiamo veramente dirci pronti per il futuro “da grandi”.

Come fare per sopravvivere?

Me lo segno ora, perché mi servirà come promemoria per tutto il 2016 e parte del 2017.

  1. Soldi

Può sembrare banale, ma qualsiasi momento in cui lui passi dall’Italia o dall’Europa continentale io devo essere pronta a raggiungerlo. Certo, conoscendo gli spostamenti per tempo posso giocarmela con i voli low cost, ma quando si tratta di Italia, Trenitalia e Italo non sono proprio due amiconi dei tirchi.

2. Motivazione

Scontata, ma ne abbiamo parlato più volte, analizzando i pro e i contro. Questa scelta è dolorosa ma necessaria per il mio futuro professionale e per il nostro futuro come coppia.

3. Amore

Anche questa è banale, ma se io non fossi sicura che lui è “LA PERSONA GIUSTA” (mamma mia, che battarella a dirlo!), non mi ci metterei neanche a iniziare un percorso così in salita. Lo stesso per lui, almeno credo.

4. Succedanei

No, non intendo trovarmi un amante, né diventare cliente Gold della Lelo, cosiccome non gli ho dato carta bianca per le svedesone biondone che popolano il suo ufficio. Ma quando si vive così tanto a distanza che non si può proprio farsi le sorprese (A cena sono da te! Contento?) come quando abitavamo a due ore di treno, bisogna avere a portata di mano delle cose, passioni, attività che ci facciano stare bene. Io sarò impegnata in una cosa che mi piace (studiare, e la materia dello studio), ma anche in una città che mi permetterà di fare attività che amo (teatro, musei, vedere persone). Questo mi permetterà di essere, non troppo almeno, suscettibile e sensibile alla mancanza -che sicuramente arriverà- del “sarebbe tutto più bello con te”. Per lui, carta bianca per le partite allo stadio e cene con gli amici tutte le volte che si trova in Italia. Le endorfine sono importanti.

5. Pazienza

La metto ultima, ma ultima non è.

Sono pochi mesi da quando abbiamo iniziato questo nuovo capitolo. Skype non sempre va come vorresti, l’azienda non sempre organizza periodi nel Paese dove sei quando ci sei tu, gli aerei non sempre hanno i prezzi che vorresti, il freddo e il ciclo arrivano e buttano giù il morale. Una frase detta tanto per dire, può scatenare giorni di discussioni.

Ci vuole ogni tanto un respiro profondo e un recap nella memoria. Perché stiamo assieme? Perché stiamo facendo tutta questa fatica?

Se la risposta è ancora quella giusta, allora si manda giù, ci si chiede scusa e si prenota il prossimo incontro.

Autore: virginiamanda

Arrivata per ultima in una famiglia dove il regalo più frequente è una valigia, si ritrova con tutti i difetti della figlia minore (ehi! Guardatemi! Sono qui! Sono divertente anche! Sto su un piede solo! Guardatemi!) più tutti i difetti della vagabonda (ma in quale casa avrò lasciato quella valigia/quei libri/quei vestiti/questi stivali). Pur essendo veneta non è leghista, pur avendo fatto il classico non sa il greco, pur avendo fatto l'università non sa ancora scrivere correttamente, pur avendo un papà che legge il Giornale non è berlusconiana, pur avendo lavorato al check-in di un aeroporto non ha ancora imparato a non farsi sgamare con i kg di troppo in valigia, pur avendo preso parecchi treni ed aerei non ha ancora imparato a non perderli, pur avendo traslocato almeno trenta volte non ha ancora imparato a farsi una valigia essenziale, pur amando viaggiare non ha ancora imparato a guidare, pur avendo avuto "varie" storie sentimentali continua a dire: è la prima volta che sono così cotta/perduta/innamorata. Spera di re-incarnarsi un giorno in Amanda Lear e/o in Shakira

13 thoughts on “Relazione a distanza: (come) si sopravvive?”

  1. Sottoscrivo tutto.
    Un bacio e un abbraccio da una coppia che ha deciso di s-convivere da luglio dopo 3 anni di felicissima convivenza. Io sono convinta che andra’ tutto per il meglio. Ho dovuto imparare a pensare in positivo, pensa te!

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  2. Io credo di meritarmi il titolo di Regina delle relazioni a distanza, con moroso dall’altra parte dell’oceano. E’ oggettivamente una merda (soprattutto perche’ se sei single almeno ti puoi divertire, se sei accoppiata stai sola ma manco ci puoi provare con la squadra di football).
    Pero’ ci sono delle cose positive che io (un po’ come Pollyanna) ci ho trovato. Per esempio, vedo molte mie amiche che stanno con un uomo perche’ sono terrorizzate all’idea di stare da sole. Che se lui va via due giorni per lavoro vanno nel panico. Che non frequentano piu’ le amiche se non con lui dietro. Io non sono diventata una persona cosi’ ma ho mantenuto la mia personalita’, ho coltivato la mia individualita’. Ho trovato amici miei e passioni mie, cose da fare che mi piacciono. Sto con lui perche’ voglio, non perche’ non so stare da sola o perche’ l’idea di una serata in solitudine mi fa venire il panico. E questo mi sembra piu’ bello che stare assieme per abitudine, noia o paura.
    Poi, non avro’ mai rimpianti sulla mia carriera e sul fare quello che ho voluto. Certo, moltre donne al mio posto avrebbero rinunciato ai propri sogni per stare con lui. Forse io sono senza cuore, ma il mio io femminista mi impedisce di farlo: se ho la possibilita’ di realizzarmi professionalmente, non vedo perche’ dire di no per seguire lui. A parti inverse, non molti uomini lo farebbero.
    Detto cio’, stare a distanza e’ una merda, ma ce la si puo’ fare eh.

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    1. La parola “merda” è stata ripetuta per ben due volte, e credo che definisca bene lo stato d’animo. Detto questo: brava! Bravo lui! Bravi tutti e due! Come avete fatto? Avete in programma di ricongiungervi? Ma soprattutto: come avete fatto???

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      1. Non volevo essere troppo scurrile, mi e’ uscito…🙂 In realta’ non era programmato: lui avrebbe dovuto raggiungermi ma poi non ha trovato nessun lavoro negli USA (e neanche tanto gli piacevano, anche se non lo ammettera’ mai). Ora io ho in progetto di spostarmi in Europa e pure questo dipende tutto se lui trova lavoro dove sono io o no. Detto cio’, temo sia il triste destino degli accademici per cui trovare lavoro nella stessa citta’ e’ assolutamente difficile!

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  3. Presente nel club dele relazioni a distanza! Da un anno e mezzo io e il Guerriero alterniamo mesi di intensa convivenza che si interrompono poi per motivi burocratici (questo sarebbe il sotto-capitolo “relazione a distanza con un compagno extra-comunitario”). È una merda, c’è poco da dire. Aiuta? Pure, per i motivi che spieghi bene tu. Finirà prima o poi? Deve. Aggrappiamoci a ‘sto pensiero, va.

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    1. Mi sembra che l’espressione “è una merda” sia parecchio in voga tra noi distanziate…
      Aggrappiamoci ad ogni pensiero positivo, e soprattutto, non potete fare qualcosa? Un’unione civile? Un atto notarile? Un ricongiungimento familiare? No, eh?

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  4. ho grande esperienza sull’argomento (lui in norvegia e io in italia. lui in italia e io in australia. lui in norvegia e io in olanda. lui in italia e io in cile. tutti e due in germania ma in città a tre ore di distanza).Siamo stati separati a lungo e anche ora non è che siamo proprio insieme insieme, visto che lui sta fuori per lavoro dal lunedí mattina al giovedí sera, tutte le settimane. Però ora va bene, rispetto alle grandi distanze di prima.
    L’ importante è esserne convinti. Ho visto coppie scoppiare quasi subito e allora mi sono chiesta perchè stessero insieme prima.
    C`è una frase di Terzani che mi piace molto e a quanto apre era il suo segreto di coppia: “Grandi presenze e grandi assenze!”

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