E baby quando?

Sottotitolo:

(Il dovere di rispondere educatamente alle domande basate su aspettative che gli altri proiettano su di te calcolandole in base alla tua età, sesso, peso, stipendio e condizione civile) (E il desiderio di mandare tutti maleducatamente a Fanc***)

Durante le vacanze natalizie (che per me proseguono a oltranza, fino a Marzo, più o meno) (tanti cari saluti) ho avuto vari incontri e conversazioni che mi stano frullando in testa da un po’.

A volte succede di non avere la battuta pronta, la risposta tagliente preparata e di rimanere un po’ spiazzati. A me dà proprio fastidio. Passo tutta una vita (sì, ho molto tempo da perdere, perché!?) a costruirmi dialoghi immaginari in cui esco sempre vincente con la frasetta giusta, che lascia l’interlocutore appeso con la domanda stampata in faccia “avrà detto così per dire o ce l’aveva proprio con me?”. E poi mi capitano queste circostanze in cui per educazione, sfinimento, incredulità non riesco a rispondere a tono. E me ne rammarico. (Anni di prove mentali buttati così).

Una parte di conversazioni che mi ha visto l’interlocutore ammutolito è avvenuta in zona Relatives-in-Law. E siccome di Law manco l’ombra (ma nooo, mica ci mettiamo a sposarci in comune, se siamo credenti tutti e due!?) e neanche di Sacro vincolo matrimoniale (ma nooo, che adesso abbiamo un anno in cui saremo distanti e tu dovrai studiare, mica ci mettiamo a organizzare anche un matrimonio!?) (no, perché è vero che l’ascolto poco, ma quando lo faccio sento di quelle fesserie) sono parenti, ma soprattutto SUOI. Per il momento io sono un’ospite ma non vincolata da nessuna carta. (E quando bisogna mettere i puntini sulle i, io li metto tutti!)

Conversazione UNO:

Sto parlando con la Zia, che, nonostante l’età, è in forma e di ampie vedute. Ci chiacchiero sempre molto volentieri, anche perché negli ultimi tre anni mi è toccato in sorte fare un lavoro che lei ha svolto per tutta la vita. Mi chiede dei miei progetti, io dico parole come Master, un anno, forse un anno e mezzo, distanza… insomma tutto il cucuzzaro che vado blaterando sul blog da sei mesi a questa parte, ma in forma più chiara.

Lei dice di comprendere, fa domande precise, si complimenta per la volontà, la determinazione, il coraggio.

Un minuto di pausa.

E poi se ne esce con:

“A Virgì, tu oramai tieni nà cert’età… Aà famijjia non ci vuoi propio penzà?”

Ammutolita.

Conversazione 2:

Alla mattina incontro la donna delle pulizie. Come va, come non va, tanti auguri.

Chiacchieriamo del più e del meno, dice che è già al corrente del “discorso Master”, mi racconta di sua figlia, laureata in Psicologia che non riesce a trovare lavoro.

Prendiamo il caffè.

Un minuto di pausa.

Faccio per salutare e lei se ne esce con:

“E baby quando?”

Ammutolita.

Conversazione 3:

Ad una cena abbastanza affollata a casa della femilinlò vari amici hanno portato come omaggio alla padrona di casa una cornice.

Nell’accettare e scartare il dono la mother-non ancora-in-law se ne è uscita con un’esclamazione ad alta voce.

“Questa è ottima per metterci le foto dei nipotini!”.

Tutti si sono girati verso di me.

Al che (stavolta non sono rimasta muta e basta ma) ho sorriso e detto:

“Vado a versarmi dell’altro prosecco”, allontanandomi.

 

Io mi chiedo: perché la gente si sente in diritto di chiedere cose così personali come “Quand’è che fai un figlio?”

Perché invece non mi chiedono come sto, come va con il Master etc?

E’ perché ho superato i trent’anni?

E quindi è in base alla mia età?

 

Io non vado da suo padre o da qualsiasi settantenne a chiedere “Allora, come va la prostata?”, né a nessuna signora over cinquanta mi sono mai permessa di chiedere “Allora, com’è andata con la menopausa?”.

 

Perché noi giovani donne dobbiamo sopportare (“per educazione”, dicono) che la gente si informi pubblicamente del nostro orologio biologico?

 

C’è da dire che queste domande io non le ho sentite rivolgere all’Orso (da quello che mi hanno spiegato, i bambini si fanno in due). Inoltre, so di essere molto fortunata, perché la femilinlò non è impicciona né maleducata, anzi, mi trattano da sempre con molto rispetto e simpatia.

Io me lo chiedo più in generale, perché è un discorso che coinvolge non solo le persone con cui si ha confidenza.

Una volta la donna stava a casa, non lavorava e sfornava figli. Posso capire (cioè ci posso provare) che la gente dopo che era sposata da diec’anni e non aveva figliato si facesse delle domande.

Ma ora che tutte le trentenni che conosco lavorano, spesso guadagnano più del partner, magari hanno un’attività in proprio e quasi nessuna è sposata (cioè sono nel fiore della loro carriera, o l’hanno appena avviata, quindi stanno investendo -evidentemente- tutte le loro energie lì) perché ci si sente in diritto di chiedere: “Figli?”???

(Cavez)

 

Autore: virginiamanda

Arrivata per ultima in una famiglia dove il regalo più frequente è una valigia, si ritrova con tutti i difetti della figlia minore (ehi! Guardatemi! Sono qui! Sono divertente anche! Sto su un piede solo! Guardatemi!) più tutti i difetti della vagabonda (ma in quale casa avrò lasciato quella valigia/quei libri/quei vestiti/questi stivali). Pur essendo veneta non è leghista, pur avendo fatto il classico non sa il greco, pur avendo fatto l'università non sa ancora scrivere correttamente, pur avendo un papà che legge il Giornale non è berlusconiana, pur avendo lavorato al check-in di un aeroporto non ha ancora imparato a non farsi sgamare con i kg di troppo in valigia, pur avendo preso parecchi treni ed aerei non ha ancora imparato a non perderli, pur avendo traslocato almeno trenta volte non ha ancora imparato a farsi una valigia essenziale, pur amando viaggiare non ha ancora imparato a guidare, pur avendo avuto "varie" storie sentimentali continua a dire: è la prima volta che sono così cotta/perduta/innamorata. Spera di re-incarnarsi un giorno in Amanda Lear e/o in Shakira

16 thoughts on “E baby quando?”

  1. Sottoscrivo in tutto! A me ormai certe cose non me le chiedono piu’, pero’ proprio perche’ non mi sposo e non faccio figli passo per una totale fallita. A Natale sono arrivata davanti a membri della mia famiglia che non vedevo da un anno pronta a raccontare “Sto finendo il PhD, sto pubblicando due articoli, sono stata in viaggio in moltissimi posti e ho eccitanti progetti per il futuro e opportunita’ lavorative”, pero’ a tutti interessava solo sapere del viaggio di nozze del cugino. Che per carita’, e’ importante anche quello, ma avendo io una personalita’ da diva e la vita piu’ interessante tra quelle dei miei parenti ci soffro sempre un po’ a non essere neanche calcolata perche’ “non sto facendo le cose giuste”. Al massimo mi dicono che sono bella, il che mi da comunque un po’ di nervosismo: possibile che io abbia studiato vent’anni e tutto cio’ che alla gente interessa sono i miei capelli?

    Liked by 2 people

    1. Brava! Sai che con me sfondi un portone spalancato. ..
      Rimane la certezza che nella vita bisogna seguire i propri obiettivi e non quelli che gli altri vorrebbero per noi, e noi lo stiamo facendo (insomma, ci proviamo! ).
      Nel mio caso mi infastidisce particolarmente perché io alla signora l’ho detto chiaramente: Non voglio figli! Non credo che cambierò mai idea!
      E adesso queste domande. Io, che di lavoro farei “quella che spiega”, mi chiedo: dove ho sbagliato! ?
      E comunque, tornando a te: dov’è stato tuo cugino in viaggio di nozze? 😉

      Mi piace

      1. Ironia della sorte, e’ stato in USA (ma non dove vivo io, un altro stato). Quindi tutti a chiedergli “OOOOH ma raccontaci com’e’ l’America” quando io ci vivo da tre anni e a nessuno e’ mai venuto in mente di chiedermi cosa ne penso. Ho pure dovuto passare la serata a sentire il cugino che faceva l’esperto di Stati Uniti dopo esserci stato due settimane, e mordermi la lingua per evitare di interromperlo ogni volta che diceva qualcosa di palesemente falso che solo un turista crederebbe…😄

        Mi piace

  2. Non ci credo! Ma scusa, potevi intervenire!
    A me dà un fastidio quando sento la gente che va in vacanza a St*****a e poi cerca di spiegare A ME com’è che si vive là e cosa si fa… Ci abito! A volte per quieto vivere anch’io mi mordo la lingua ma con i tuoi familiari tu hai il diritto di dire la tua!
    Ma loro lo sanno che abiti negli Stati Uniti?😀

    Mi piace

  3. La questione è molto semplice: la gente non sa farsi i c***i propri! Anche io mi sento rivolgere questa domanda spesso quanto basta da irritarmi, soprattutto da quando mi sono sposata. Io prima o poi un figlio anche lo vorrei, ma non vedo perché su una questione così personale debbano mettere bocca tutti. Ho i miei tempi, le mie aspirazioni, i miei dubbi, le mie perplessità. E non è nemmeno detto che arrivi. Mi rendo conto che la maggior parte delle persone è in totale buona fede e non si rende nemmeno conto di essere inopportuna, ma qualcuno glielo deve pur fare notare! Infatti ogni volta che mi capita glielo dico: è un argomento di cui non si parla a richiesta, ma solo se ne ho voglia e soprattutto con chi dico io.

    Liked by 1 persona

    1. Sì, brava! La gente non sa farsi gli affari propri!
      Io capisco che ci sia buona fede, non lo metto in dubbio. Però è anche vero che, come dici tu, dipende anche da noi dare spezio o no a certi argomenti. La trovo una domanda molto personale e trovo sgarbate le persone che lo chiedono. Secondo te si può dire?😉
      (E in bocca al lupo per te! :* )

      Mi piace

  4. Ah guarda, the never ending story! Quando studi ti assillano “quando ti laurei?”, poi “ma il lavoro?”, poi è il turno del fidanzato, del matrimonio, del figlio (il primo..perché mica la finiscono lì..), del secondo, del terzo, ecchec***!
    Quindi tranquilla e preparati pure le risposte ad hoc per la prossima mitragliata di fatti tuoi😉

    Mi piace

    1. Già! Ma se nel tempo mi sono costruita una corazza abbastanza dura e i miei familiari hanno imparato a non farmi certe domande, con la famiglia “acquisita” mi cadono proprio le braccia. Perché vuoi essere educata, lasciare perdere, rispondere con cortesia ma proprio non ce la faccio! Hai ragione tu: è una never ending story! E soprattutto, da cui non se ne esce mai vincenti!
      Un abbraccio!

      Mi piace

  5. guarda, io di anni ne ho 43 (anche se sembro più giovane) e la cattiva notizia è che non smettono ancora… anzi, diventa una specie di battaglia, perché c’è sempre meno tempo. io ho sempre pensato che a tempo debito avrei risposto qualcosa del tipo: “non posso averne”, ma poi mi è mancato il coraggio.
    forse la soluzione sarebbe quella che tu prospetti tra le righe: a “bambini quando?” potresti rispondere: “ci stiamo pensando e tu la prostata?”😀

    Liked by 1 persona

  6. Fastidio cosmico. Noi ci siamo riprodotti sei dicasi sei anni dopo le nozze. Non ti dico lo sfrangimento. Aggiungiamo che 8 giorni dopo il parto c’era gente che mi chiedeva ‘e il secondo, quando?’. Che poi, oltretutto, pur non essendo il caso mio, ci sono persone che hanno anche difficoltà a concepire, e al fastidio cosmico si aggiunge pure sofferenza.

    Mi piace

    1. Immagino, sei anni di domande impertinenti… A me è venuto da rispondere con una bella adozione a distanza a nome dei Signori Suoceri, e un bigliettino: “Volevate un nipotino?” ma poi mi è mancato il coraggio!

      Comunque i tuoi conoscenti che a otto giorni dal parto ti chiedono “Il prossimo quando?” danno solo ottime motivazioni per uno screening delle amicizie😉

      Mi piace

  7. Vedila con più distacco. Compatiscili per la loro vita 1D dove tutto si ferma alla riproduzione e il concetto di realizzazione personale non è ancora arrivato. A me per fortuna nessuno me lo dice, tranne il nonno di mio marito, ma lui ha quasi un secolo. In genere gli rispondo “vorrà mica che finisca come l’altra sua nipote che figlia come una coniglia?!” (Ammetto che mi esce un po’ più educata, ma il senso é quello). Io NON vedo il numero di figli come una conquista sociale, anzi. La vedo come una mezza sconfitta della donna (perché diciamocelo, alla fine i figli se li smazza sempre lei).

    Mi piace

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...