La donna abitata

Avevo iniziato a leggerlo un mese fa.

Un inizio poco appassionante, e io avevo tanti pensieri per la testa.

Però era da tanto che desideravo leggerlo: da quando l’avevo trovato nel programma di Letterature Sudamericane dell’Università. Ma era un esame che non rientrava nel mio piani di studi, ci pensavo come a un esame da fare “in più”, perché no, visto che sono all’università, massì. Poi, come tante cose, quell’esame l’ho lasciato là, ma la curiosità per questo romanzo era rimasta. Tempo fa sono entrata in contatto con una libreria meravigliosa, e ho pensato che fosse il posto giusto dove acquistarlo.  E così era restato lì, tra le valigie e gli scaffali. Nella borsa. Mi ero decisa ad aprirlo dopo la tesina del corso di Barcellona, e niente, delusione. Me lo aspettavo diverso. Non riuscivo a concentrarmi, immergermi nella storia.

L’altro giorno lo riprendo in mano. Ora sono più tranquilla, ora posso leggere.

E la storia ha ingranato, da lenta è diventata veloce, e mentre leggevo non sentivo né sonno né stanchezza.

La prima volta in cui mi sono sentita non solo coinvolta dalla storia ma completamente travolta.

Ho pianto come se Ines/ Lavinia fosse una mia amica, fossi io.

Un libro così, non l’avevo mai trovato.

 

Autore: virginiamanda

Arrivata per ultima in una famiglia dove il regalo più frequente è una valigia, si ritrova con tutti i difetti della figlia minore (ehi! Guardatemi! Sono qui! Sono divertente anche! Sto su un piede solo! Guardatemi!) più tutti i difetti della vagabonda (ma in quale casa avrò lasciato quella valigia/quei libri/quei vestiti/questi stivali). Pur essendo veneta non è leghista, pur avendo fatto il classico non sa il greco, pur avendo fatto l'università non sa ancora scrivere correttamente, pur avendo un papà che legge il Giornale non è berlusconiana, pur avendo lavorato al check-in di un aeroporto non ha ancora imparato a non farsi sgamare con i kg di troppo in valigia, pur avendo preso parecchi treni ed aerei non ha ancora imparato a non perderli, pur avendo traslocato almeno trenta volte non ha ancora imparato a farsi una valigia essenziale, pur amando viaggiare non ha ancora imparato a guidare, pur avendo avuto "varie" storie sentimentali continua a dire: è la prima volta che sono così cotta/perduta/innamorata. Spera di re-incarnarsi un giorno in Amanda Lear e/o in Shakira

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