Basta vardarte

Quest’anno mi sono molto lamentata.

 

Sarà il Natale, sarà la sensazione di “casa”, sarà che mi sono appena commossa senza saperlo (e senza pudore alcuno) ascoltando “Baciami ancora”… ma voglio dire GRAZIE.

 

  • Alla mia amica E che mi ha chiesto come stavo e ascoltato tutto l’anno senza aspettarsi mai niente in cambio
  • A Jovanotti che ha scritto Baciami Ancora e Il più grande spettacolo dopo il Big Bang
  • A mamma e papà che hanno sopportato senza giudicare i miei pianti su Skype
  • All’inventore del Gorgonzola,  per aver reso le mie giornate più sopportabili
  • Alla preside,  che si è confidata con me,  che mi ha abbracciato, fatta sentire importante, e per quella mail ” il lavoro non è tutto,  prenditi il tuo tempo e poi torna” e peravermi salutata dicendo “quando torni ci vediamo per un drink,  magari un paio,  ma non 4 come  l’altra volta”
  • Alla “tutora” del corso di spagnolo,  vent’anni e un figlio più di me che abbracciandomi mi ha detto:”abbiamo imparato molto da te”; quando sono io che ho imparato moltissimo da loro
  • All’Orso che quest’anno mi ha visto in preda ad un attacco di panico,  che non ha battuto ciglio quando ho detto “mi licenzio” nè quando ho detto “vado un mese a Barcellona”; che ha portato sacchi di immondizia reali e metaforici tutto l’anno e che con ilsuo fare adorabilmente pragmatico ha gettato via per girarsi a sorridermi
  • a Berta,  la coperta con le maniche che mi ha fornito calore nelle solitarie giornate ansiose
  • Agli amici dell’Orso e ai loro figlioletti frugoletti che mi hanno fatta ridere
  • A mio zio che oggi mi ha detto la frase del titolo,  facendomi capire che se sto bene, ho fatto bene
  • A me,  all’anello che mi sono regalata l’ultimo giorno di Svezia,  per ricordarmi che se sono sopravvissuta a tre anni di Svezia… io può
  • A chi mi osserva da lassù,  che mi ha fatto lo sgambetto per vedere quanto ci mettevo a rimettermi in piedi e ad imparare a camminare per davvero,  non sulle punte

Autore: virginiamanda

Arrivata per ultima in una famiglia dove il regalo più frequente è una valigia, si ritrova con tutti i difetti della figlia minore (ehi! Guardatemi! Sono qui! Sono divertente anche! Sto su un piede solo! Guardatemi!) più tutti i difetti della vagabonda (ma in quale casa avrò lasciato quella valigia/quei libri/quei vestiti/questi stivali). Pur essendo veneta non è leghista, pur avendo fatto il classico non sa il greco, pur avendo fatto l'università non sa ancora scrivere correttamente, pur avendo un papà che legge il Giornale non è berlusconiana, pur avendo lavorato al check-in di un aeroporto non ha ancora imparato a non farsi sgamare con i kg di troppo in valigia, pur avendo preso parecchi treni ed aerei non ha ancora imparato a non perderli, pur avendo traslocato almeno trenta volte non ha ancora imparato a farsi una valigia essenziale, pur amando viaggiare non ha ancora imparato a guidare, pur avendo avuto "varie" storie sentimentali continua a dire: è la prima volta che sono così cotta/perduta/innamorata. Spera di re-incarnarsi un giorno in Amanda Lear e/o in Shakira

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