Natale con i miei, con i suoi o con chi vuoi?

La domanda è assurda se fatta al primo anno. Che domande sono, io con i miei, tu con i tuoi, come sempre.

Se le rispettive famiglie abitano vicine (diciamo stessa regione o a meno di 150 km di distanza) il compromesso senza impegno si trova presto: ognuno dai suoi e poi tu vieni a fare gli auguri di qua e assieme andiamo a fare gli auguri di là.

Se le famiglie sono spaiate/divise/non credenti/ non tradizionaliste/vanno in vacanza ai Tropici per Natale meglio ancora: il problema non si pone.

Naturalmente questo non è il mio (ehm, nostro) caso.

Due famiglie MOLTO tradizionali, con cena e pranzo pieni di parenti e chiasso.

Quando nessuno sapeva ancora della nostra relazione era facile. Io da me tu da te, ci vediamo tra qualche giorno.

Poi le cose sono cambiate, siamo andati a convivere. E fuori dall’Italia.

(Aggiungi carico da 90 di senso di colpa “maaaa non ci sei maaaai almeno a Nataleeee non vuoi venireeeee” di entrambe le famiglie).

Aggiungi carico da 90 che le nostre famiglie di provenienza abitano a 800 ( ripetiamo ottocento) km di distanza, si capisce che non è gestibile in giornata.

Il tempo è passato e, ogni anno, noi, che viviamo sotto le stesso tetto per trecentocinquanta giorni l’anno, torniamo nelle nostre camerette divise dagli Appennini.

A me sembra il colmo dei colmi: anni passati a dire dei cospicui e pesanti NO ai miei genitori per convincerli che stavo crescendo anche fuori dalle loro direttive, anni passati ad ingoiare disordini ed amarezze pur di fare il mio percorso personale, per poi finire ad abbassare la testa ad ogni Natale, anche a trent’anni suonati.

E finiamo per essere sfiniti noi, puntualmente ad ogni Natale, che passiamo la maggior parte del tempo a mandarci messaggi e chiamarci, a prendere treni (io) e autostrade (lui) per passare del tempo natalizio con la famiglia dell’altro.

E siccome a Natale non si vuole ferire nessuno, si sopporta e si manda giù.

A me piacerebbe che UNA volta, una benedetta volta, lui venisse al pranzone di Natale della mia famiglia. E invece ogni anno io al tavolo dei bimbi. A farmi passare le bottiglie da mio cugino.

E lui alla cena della Vigilia con i suoi.

Ma ‘sti problemi logistici ce li ho solo io?

Sono l’unica espatriata con fidanzato di provenienza italiana ma lontana?

Non credo. E allora voi come fate!?

Autore: virginiamanda

Arrivata per ultima in una famiglia dove il regalo più frequente è una valigia, si ritrova con tutti i difetti della figlia minore (ehi! Guardatemi! Sono qui! Sono divertente anche! Sto su un piede solo! Guardatemi!) più tutti i difetti della vagabonda (ma in quale casa avrò lasciato quella valigia/quei libri/quei vestiti/questi stivali). Pur essendo veneta non è leghista, pur avendo fatto il classico non sa il greco, pur avendo fatto l'università non sa ancora scrivere correttamente, pur avendo un papà che legge il Giornale non è berlusconiana, pur avendo lavorato al check-in di un aeroporto non ha ancora imparato a non farsi sgamare con i kg di troppo in valigia, pur avendo preso parecchi treni ed aerei non ha ancora imparato a non perderli, pur avendo traslocato almeno trenta volte non ha ancora imparato a farsi una valigia essenziale, pur amando viaggiare non ha ancora imparato a guidare, pur avendo avuto "varie" storie sentimentali continua a dire: è la prima volta che sono così cotta/perduta/innamorata. Spera di re-incarnarsi un giorno in Amanda Lear e/o in Shakira

15 thoughts on “Natale con i miei, con i suoi o con chi vuoi?”

  1. Questa storia non mi è nuova.
    Io della Pianura Padana, lui dell’isola con i quattro mori.
    Il primo Natale, freschi di convivenza, è passato senza troppi problemi, ognuno a casa sua fino ai primi giorni di Gennaio.
    Il secondo Natale (ossia questo Natale!) le prime crepe al sistema Natale con i tuoi sono emerse. Anche quest’anno è andata a finire che ognuno è a casa sua, però.
    Però il prossimo anno si punta a fare Natale da una parte e capodanno dall’altra, o qualcosa del genere. Perchè ve bene i primi anni, però fra 20 anni non abbiamo intenzione di fare Natale separati (

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    1. ((schiacciato posta a casaccio, non avevo ancora finito!))

      E dico 20 anni a puro scopo dimostrativo.
      Sono sicura che non la prenderanno bene per questo proposito prossimo venturo, almeno dalla mia parte, nonostante trovo che sia qualcosa di ragionevole. Probabilmente il problema non si porrebbe se invece di vivere in Ighilterra fossimo a Cernusco sul Naviglio. Però, chi vorrebbe vivere a Cernusco sul Naviglio?

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  2. Ma gioia, è normalissimo. Anche io faccio Natali separati da anni: pranzo il 25 a Milano dai parenti di mia madre, poi verso le 3 salgo in auto e mi faccio 350 km per arrivare in Romagna e cenare con gli avanzi della famiglia di lui.
    So che le coppie evolute e democratiche fanno 1 anno a testa per famiglia.

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    1. Ah! Coppie democratiche! Ah ah! Coppie evolute! Ah ah ah!
      Nel nostro caso penso si opterà alla soluzione capra-cavoli con cena della Vigilia da lui e parenti, poi macchina e/o aereo e/o treno e pranzo del 25 dai miei e famiglia. Io ho proposto di affittarci una casa in Umbria (a metà strada tra Veneto -io- e Campania -lui-) per le feste natalizie e invitare tutti lì. Chi ci ama ci segua!
      Ma la proposta non ha ottenuto parere favorevole…
      Mia sorella e marito (ungherese) fanno come dici tu: un anno a testa, tra Italia e Ungheria. Ma se lo facessimo pure noi dovremmo incastrarci con la loro pianificazione (per esserci nello stesso anno) ma significherebbe anche privare i miei di ben due figlie ad anni alterni. E considerando che mio fratello fa apparizioni natalizie ad ogni anno bisestile… non è una strada praticabile😦

      Certo che tu con 350 km di strada alle 15 del giorno di Natale… condanni te stessa a rimanere astemia!?

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    1. Ah a! No, naturalmente, i veri problemi nella vita sono altri! Ma questa è la vita che ho io e in questo momento questi sono i pensieri che ho. E, credimi, mi sento estremamente fortunata a non averne di peggiori. Buon Avvento🙂

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  3. Noi separati per otto anni. Devo dire la verità, a me non è pesato affatto. L’ho sempre vissuta come una festa intima e non sono una che sente particolari mancanze per periodi brevi. Ora che c’è la piccola ovviamente cambia tutto perché nessun nucleo familiare vuol passare Natale senza vederla. E io ne ho 3 di famiglie da cui andare. Quindi vigilia coi miei (su questo sono stata irremovibile: la mattina di Natale lei deve potersi svegliare a casa sua, col suo albero, la sua gioia, la sua attesa, i suoi regali, non da ospite altrove), mattina dopo 250 e pranzo coi suoceri, il capodanno altri 200 e altri nonni🙂

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  4. Ma ragazzi ma che siete matti???? (scherzo, non vi offendete eh)🙂🙂 Natale da separati? Ma perché?? Voglio dire vi siete scelti un compagno/a, marito/moglie cioè avete scelto di costruire il vostro nucleo familiare e vi sentite di non potere passare il Natale con chi avete scelto di passare la vita?? Noi viviamo in Svezia e nessuno dei due è svedese e solo io sono italiana. Ma noi due il Natale lo passiamo insieme, poi si decide come fare con le rispettive famiglie di origine e se vogliono incontraci giusto a Natale si adattano, voglio dire ci sono altri 364 giorni all’anno per incontrarsi🙂 L’anno scorso siamo rimasti soli soletti in Svezia, io e lui, non siamo andati da nessuno e nessuno è venuto a trovarci. Quest’anno verranno i miei. Altri anni siamo andati noi, ma solo da una famiglia, anche perché le due famiglie sono lontane migliaia di chilometri. No, io mi sono liberata da anni da queste pazzie di dover fare contenti tutti tranne noi stessi e santo cielo non ci ricado🙂. Voglio dire se uno lo fa solo per fare contenti gli altri e lo vive come un peso ma allora fatevi coraggio e dite come la pensate e passate il Natale che volete con la persona che avete scelto di avere a fianco…che sarebbe la cosa più giusta da fare, anche a Natale🙂.

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  5. Noi stiamo insieme da quattro anni. Vivevamo e viviamo lontano dalle famiglie e le nostre famiglie a loro volta vivono in due regioni differenti.
    Primo anno da fidanzati: separati e riuniti poi il 30 a casa mia mia.
    Secondo anno da conviventi: separati ma io il 25 pomeriggio l’ho raggiunto.
    Terzo anno da conviventi: cena della vigilia con mia madre e pranzo di Natale dai suoi. (La gioia di alzarsi il 25 e farsi 3 ore di auto non te la descrivo).
    Quarto anno da sposati e expat: pranzo con mia madre e poi cena con i suoi (idem come sopra. La gioia di alzarsi da tavola il 25 e farsi 3 ore di auto, dopo averne fatte 10 per rientrare in Italia giusto 4 giorni prima)
    Quest’anno sposati, expat e incinti: dal 20 al 28 nella mia città Natale. Dal 28 al 3 nella sua città Natale. E poi si rientra. E tutti zitti e muti. Se va bene è così, altrimenti ciccia.

    Per il prossimo anno ho già detto che la nana dovrà festeggiare il suo primo Natale a casa, quindi se qualcuno vorrà ci raggiungerà. Altrimenti, saluti e baci.

    Comunque se ti può consolare noi iniziamo dopo le vacanze estive a discutere di cosa fare a Natale. È una cosa da cui non se ne esce.

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    1. Grazie! Non mi consola ma almeno vedo che siamo in tante😀 Dai che da quest’anno potete vantare i diritti di essere una famiglia “intera”!😉 Tante congratulazioni e auguri per la piccola🙂

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  6. Conviviamo in Germania ma veniamo da due regioni italiane diverse. Da sempre facciamo Natale separati e Capodanno insieme ma con amici, non con le famiglie. Non ci pesa affatto perchè non siamo religiosi e il Natale è solo una scusa per fare un po`di vacanza in italia. Il problema si porrà quando avremo figli, allora sì che dovremo trovare una soluzione. Ma per ora siamo felici di non deludere nessuna famiglia. Noi stiamo insieme durante tutto l’anno, non ci serve il natale.

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  7. Sin da subito abbiamo messo in chiaro che ce ne saremmo stati per conto nostro, io e lui. E prepariamo gli gnocchi (scelta casuale del primo Natale insieme che abbiamo deciso di far diventare tradizione nostra personale). Natale è triste e deprimente con le routine forzate di saluti auguri parenti.

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