Non lo sapevo, ma mi mancavate

  • la gente che litiga al telefono
  • la voce alta
  • la gente che ti guarda
  • le campane che suonano l’ora
  • le donne da sole che bevono una birra sedute al tavolino in piazza
  • 23 (ripeto ventitre) gradi il 31 Ottobre
  • la cameriera che fa conversazione
  • le finestre aperte
  • la gente che ride
  • i gruppi grandi di amici che escono assieme il sabato sera
  • le coppie che si baciano al binario della metropolitana
  • la gente che si ferma ad aiutare e coinvolge gli altri passanti che coinvolgono il tipo dell’hotel che mi stampa una cartina, così, senza aspettarsi niente in cambio
  • io che ho voglia di uscire, fare, vedere, sorridere a chiunque
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8 pensieri su “Non lo sapevo, ma mi mancavate

    • virginiamanda ha detto:

      La gente che ride e che si ferma a chiacchierare per la strada, senza preoccuparsi di correre da un punto ad un altro fissando il marciapiede, o se lo fa si scusa (“devo scappare, scusami”) è un risveglio per me. Mi sembra di aver passato in Svezia un letargo dei sensi. Mi si era addormentato tutto.
      Ora anche un complimento senza secondo fine, un sorriso scambiato con la cassiera al supermercato, una compagna di corso che quando dico che sono scivolata nella doccia e mi sono scottata con il caffè nella stessa mattina mi dice: “Lo vuoi un abbraccio?” e mi abbraccia, tutto questo mi sembra perfino troppo! Mi si sta riempiendo il cuore di gioia, e di gratitudine. Prima o poi mi infastidiranno magari, prima o poi arriverò alle stesse conclusioni dell’altra volta, magari (tutti amici, sì, certo, ma quanto superficiali!), ma per il momento mi sembra meraviglioso che esista un mondo così (in cui la gente si sorride e chiacchiera) e quanto ce l’avessi così a portata di mano.
      Per te è diverso, tu stai con uno svedese (che mi sembra di capire abbia una famiglia “molto poco svedese”, nel senso che sono molto accoglienti e carini con te) e parte della tua vita in qualche modo doveva passare dalla Svezia prima o poi. (E non è neanche detto che dovrai rimanerci per sempre, oltretutto!)
      Ma per me non c’è niente in Svezia che faccia parte di me, né della persona che voglio diventare. Per il momento mi godo questo scorcio di “vita normale”.
      Un abbraccio forte!

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