Cose che ho scoperto in Italia di cui io non ne sapevo niente

– Elisa ha fatto una bruttissima fine. Me ne sono andata che era il sogno erotico in versione “ragazza molto profonda” degli adolescenti (quando ero adolescente io), e ora me la ritrovo giudice ad Amici.

Vorrei dire, giudice ad Amici.

La ragazza molto profonda.

 

– Il Festivalbar non è morto! E’ vivo, e lotta insieme a noi.

Pure i conduttori: c’è sempre la Marcuzzi, tra i cantanti ci sono ancora Venditti, Nek, Neffa e J. Ax.

E’ cambiato solo il nome, non si chiama più Festivalbar.

E anche il pubblico.

Ma quanto sono biancucci i ragazzini oggi? Il pubblico del Festivalbar era tutto un truzzume la cui tonalità cutanea variava dal nero al cioccolato, oggi dal panna al fiordilatte.

(Altro che “hashtag fuori c’è il sole”).

 

– Ok, io sono indietro. Ho trent’anni e me ne sento ottantacinque.

Comunque erano sette anni che non compravo vestiti estivi in Italia.

E a quanto pare negli ultimi anni hanno smesso di essere di moda:

– vestitini a fiorellini colorati. Oggi d’estate siamo tutte brit: ghiaccio, tortora, nero, bianco, grigio, stop.

– canotte annodate dietro il collo. Anzi, proprio le canotte in generale.

– Gonne.

– Colori.

– Capelli al vento. Ora bisogna avere leccata di mucca e capello indietro legato.

– I bei culi. Ragazze, io non voglio essere quella che critica le forme altrui, in quanto portatrice di varie forme e tutte senza linee rette, ma com’è possibile che le donne tra i 20 e i 50 anni abbiano sto didietro scheletrico? Cos’è? Ha smesso di piacervi il cibo? O siamo diventate come le francesi che mangiano e non ingrassano? Se sì, motivo in più per ritrasferirmi.

– Felicità. Quanti musi lunghi in giro. Ovviamente non per me, per me siete tutti belli, magri e felici con un sorriso da qua a qua.

E’ stata un’amica a farmelo notare. Dice che la gente è infelice e va a fare la spesa con il grugno.

L’ha notato lei, eh. Io riporto e basta, che per me invece qui è sempre la terra della felicità.

E dai che è estate!

 

 

Cose che invece non cambiano mai e vecchi valori su cui si può sempre contare:

– I mille servizi di Studio Aperto in cui chiede alla gente per strada a 40 gradi all’ombra se hanno caldo.

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13 pensieri su “Cose che ho scoperto in Italia di cui io non ne sapevo niente

  1. Tina ha detto:

    Ciao, alcune curiosità non le sapevo neppure io, eppure ci vivo in Italia!
    Per quanto riguarda i vestiti a fiori…a Spoleto quest’anno il floreale va per la maggiore giusto stamane mi sono comprata due abitini davvero deliziosi!

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  2. Isa ha detto:

    In Italia la gente ha molto benessere materiale ma è infelice. Forse più una vita è complessa, più complessi sono i problemi. Con tutti i limiti che ha l’Argentina, la gentilezza della gente è uno dei principali motivi per cui sto qui.

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    • virginiamanda ha detto:

      Anch’io ho trovato gli argentini molto gentili, e la gentilezza della gente è senza dubbio anche per me uno dei motivi per preferire un posto ad un altro.
      Ma ecco, con tutta la passione che ho per l’Argentina, per gli argentini e tutta la gioia che mi ha portato questo viaggio io non direi di aver visto un popolo felice.
      Di sicuro più a Salta che a Buenos Aires, questo sì, gente più sorridente, ma ogni discorso che ho fatto con i locali, da gente con titoli e studi a commercianti, albergatori, compagni di viaggio, una delle prime cose che mi hanno detto è stata “inflazione” con gli occhi tristi di chi sa che il proprio destino è in mano ad altri.
      Con questo, Isa, io non voglio dire niente: l’Argentina l’ho trovata meravigliosa e la sua gente stupenda, non mi fraintendere.
      Ma forse l’instabilità economica non gli sta rendendo la vita tanto semplice, ecco.
      Qual è la tua opinione da insider?

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      • Isa ha detto:

        L’inflazione in Argentina è come la crisi in Italia, con l’unica differenza che l’Italia è in crisi da poco e c’è una generazione benestante alle spalle dei primi colpiti.

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    • virginiamanda ha detto:

      Non tutti, naturalmente, però sì, molti si fanno aiutare dalla famiglia di appartenenza, in questo hai ragione.
      Purtroppo temo che nella mia regione i musi lunghi siano dati da ben altro ovvero: persone che senza studi o titoli ad un certo punto sono state raggiunte dal benessere economico e si sono convinte che studiare non servisse a nulla. In quella condizione l’ignoranza fa presto a diventare arroganza.
      Ora che il benessere economico è scomparso o almeno diminuito si trovano senza una ragione, ancora ignoranti ma senza fondamenti per l’arroganza…

      (Almeno, così è come la vedo io…)
      Magari in altre zone d’Italia è diverso, eh, ma qui mi sembra di poter dire che sia così.

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      • Wif ha detto:

        Mah, io vedo musi lunghi in tutto lo Stivale (da Roma a Bolzano).
        Gli studi e il titolo non portano necessariamente al benessere economico, soprattutto ora che tanti, troppi, hanno dei titoli universitari.
        (troppi per l’offerta di lavoro esistente, e non solo in Italia).
        Anche a Roma ci sono dei musi lunghi che non ti dico…
        tutti che si lamentano. Beh, la situazione corrente se la sono voluta loro – senza mai reagire e protestare. La situazione dei mezzi pubblici, per esempio, è dal 1990 che non funzionano e s svegliano solo ora? Secondo me prima tutti avevano i soldi per il motorino o la macchina e non sapevano manco cosa significasse spostarsi coi mezzi pubblici. Ora, che sono rimasti senza soldi, capiscono cosa significa prendere il metrò. Forse c’é pure affollamento rispetto a prima, proprio per tale motivo però quando io dicevo che i mezzi a Roma non funzionavano non mi si filava nessuno…
        Giusto un esempio, eh.

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  3. Wif ha detto:

    Dovessero smazzarsi per guadagnarsi la vita, gli italiani non sarebbero così. Hanno un sacco di soldi. Mica si rendono conto di come si sta all’estero… anzi, se dici loro che vivi in Svezia si fanno venire anche i rosicamenti di chiccherone.

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