Buttata giù dal letto alle sei “dai che abbiamo il traghetto”, zainetto fatto alla rinfusa “dai che abbiamo il traghetto”, vestita in fretta “dai che abbiamo il traghetto”, check out e traduzione simultanea alla bell’e meglio “dai che abbiamo il traghetto” , corsa al porto in apnea “dai che abbiamo il traghetto” , arrivo al check in appena in tempo,  sopra c’è il controllo per l’immigrazione, mi giro e Orso non c’è più.

“Evvabbè, due minuti per una sigaretta,  che sarà mai! ”

Prego le mie mani di non strozzarlo e darlo in pasto alle balene,  controllo per l’immigrazione dell’Argentina,  signorina allo sportello a fianco c’è quello per l’Uruguay,  altra coda,  signora davanti che si confonde tra carte,  passaporti e figli da gestire, finalmente ci fanno salire sul traghetto,  oh ma guarda che bello,  ci sediamo qui,  no signorina,  voi siete al secondo piano,  dove tutti stanno correndo per accaparrarsi i posti,  grazie Signor Stewart,  molto gentile,  Orso,  muoviti, preso posizione,  tre ore di viaggio e Bienvenidos a Uruguay! Scendiamo,  il bancomat non funziona,  andiamo -Sì lo so,  lo so- all’ufficio cambi con i nostri pesos argentini,  frutto di lunghissime code ai bancomat in terra misionera,  salteña e porteña; ci facciamo fregare alla grande, deposito bagagli,  cartina,  giretto per Colonia, compriamo i biglietti per l’autobus,  abbiamo due ore,  che bello,  guarda questo faro,  che meraviglia,  mangiamo qui, il chivito è veramente la bomba al colesterolo che dicono, che ore sono?  Manca mezz’ora,  abbiamo quaranta minuti di strada per la stazione,  “dai che abbiamo l’autobus”, cartina,  corri “dai che abbiamo l’autobus”, corri,  e non ti accendere sta sigaretta,  drogato,  “dai che abbiamo l’autobus” , arriviamo alla stazione, deposito,  recupero bagagli,  “dai che abbiamo l’autobus” , to be continued

Autore: virginiamanda

Arrivata per ultima in una famiglia dove il regalo più frequente è una valigia, si ritrova con tutti i difetti della figlia minore (ehi! Guardatemi! Sono qui! Sono divertente anche! Sto su un piede solo! Guardatemi!) più tutti i difetti della vagabonda (ma in quale casa avrò lasciato quella valigia/quei libri/quei vestiti/questi stivali). Pur essendo veneta non è leghista, pur avendo fatto il classico non sa il greco, pur avendo fatto l'università non sa ancora scrivere correttamente, pur avendo un papà che legge il Giornale non è berlusconiana, pur avendo lavorato al check-in di un aeroporto non ha ancora imparato a non farsi sgamare con i kg di troppo in valigia, pur avendo preso parecchi treni ed aerei non ha ancora imparato a non perderli, pur avendo traslocato almeno trenta volte non ha ancora imparato a farsi una valigia essenziale, pur amando viaggiare non ha ancora imparato a guidare, pur avendo avuto "varie" storie sentimentali continua a dire: è la prima volta che sono così cotta/perduta/innamorata. Spera di re-incarnarsi un giorno in Amanda Lear e/o in Shakira

2 thoughts on “”

  1. Montevideo non mi è piaciuta, ma Colonia merita. Il suo centro storico è patrimonio Unesco. Con il Colonia Express ti offrono anche la passeggiata con guida inclusa nel prezzo. La cosa buona dell’Uruguay è che puoi pagare ovunque con la carta di credito. Forse è davvero la Suiza del sur!

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