Non ho mai/ Avevo sempre

L’altro giorno mentre prendevo le scale mobili della stazione della metropolitana per risalire in superficie, pensavo che forse il succo di tutto sia proprio questo: “non ho mai…” e “avevo sempre…”.

Quando ho fatto gli altri spostamenti/ traslochi/ espatrii nella mia testa c’era un campanellino, una voce che ripeteva: “brava, in fondo questo è quello che hai sempre voluto”.

E questo mi faceva sentire tranquilla.

Mi sono iscritta all’università pensando: “sì, è faticoso, ma in fondo questo era il tuo sogno!”.

Andavo in Francia, ebbene, brava, questo era uno dei tuoi desideri, questa è una cosa che hai sempre voluto fare.

In Spagna? “Sì, il Paese dove hai sempre voluto abitare!”.

La Turchia? “Evvai, il bando a cui hai sempre voluto partecipare, un Paese dove hai sempre sognato di andare!”.

E poi… e poi basta.

Ho finito gli studi, mi sono lasciata un po’ trascinare dagli eventi.

E’ come se non mi si fossero automaticamente generate nuove ambizioni, nuovi sogni, nuovi desideri.

Mi sono chetata?

Certo che no.

Eppure, i miei sogni sono rimasti fermi per un bel po’.

Alcuni a quando avevo sedic’anni. Quasi tutti, a dire il vero.

Non sono riuscita a creare nuovi sogni. Non guardo più avanti. Guardo per terra.

Eppure, osservando bene, non sto male: sono in salute, ho un lavoro che mi piace per la maggior parte del tempo, mi sento amata per la maggior parte del tempo, non ho subito traumi, ho qualche amica anche qui, ho le amiche a casa che si ricordano abbastanza spesso di me. Mi posso lamentare?

Certo che no, faccio pure dei viaggi ogni tanto.

Ma da questo limbo dell’ “abbastanza bene” devo uscire.

Vorrei subito andarmene, vorrei subito fare un bel decluttering alla mia vita e togliere tutto quello di cui mi sono circondata negli ultimi anni e che in realtà prima non mi era mai servito: profumi, creme costose, tanti, troppi vestiti inutili, utensili per la casa che ho usato neanche tre volte, oggetti che nel tempo si sono ammassati sul pavimento, in attesa di una loro collocazione che però non arriverà mai, valigie rotte che se ne stanno in terrazzo…

Oggetti che dovevano riempire quell’ “abbastanza bene” e renderlo “bene” completo e invece quello è rimasto “abbastanza” e gli oggetti si sono accumulati.

Così come gli anni qui.

Uno sull’altro, passati guardando il pavimento della stazione della metropolitana. Ci sono pareti delle stazioni che più ho frequentato che non ho mai visto. Pareti vicino alle quali ho camminato ogni giorno. E ho visto solo di sfuggita.

Il fatto è che in realtà non ho bisogno di niente.

Mi guardo intorno e vedo un’appartamento che, pur non essendo immenso, ha dello spazio che non mi serve.

Sono pronta per il nuovo passo, per lasciarmi tutto questo alle spalle, e nel frattempo buttare, buttare, buttare.

E’ ora di non pensare più all’ “ho sempre voluto” aggiungendoci “andare” dopo.

Certo, ho bisogno di movimento, e mi ci vogliono ancora tutti i verbi di movimento, ma al momento devo aggiungere “essere”.

Il cambiamento che voglio non è (solo) di posto, il cambiamento di cui ho bisogno è di sostanza.

Gli altri, quelli bravi, ci sono arrivati molto prima di me.

Io ci ho messo un po’.

Ma questa è la rotta che mi ri-accorda con il mio passato e che mi indica il futuro.

“Ho sempre voluto…

essere felice.”

E questo lo so che suona come una richiesta adolescenziale (di nuovo la sedicenne che torna!), mi sembra di vederle, le facce che si alzano al cielo, le espressioni di compassione alla parola “felicità”, insomma, dai, come ti viene di tirare fuori la felicità adesso, questi non sono più tempi per parlare di felicità, la gente si deve accontentare di meno, basta andare avanti, basta tirare la carretta, basta andare a testa bassa e tornare a casa la sera con un lavoro…

Ecco, io dico basta a tutto questo.

Sono forse troppo ottimista, o forse troppo ingenua, ma credo di avere diritto a cercare quella che per me è la felicità.

 

Alzare gli occhi.

 

Ho sempre voluto… (essere in un posto, essere in una condizione fisica, mentale, psicologica, sentimentale, sociale che mi permettesse di) alzare gli occhi.

Ed essere contenta di quello che vedo.

Ho sempre voluto.

 

 

Annunci

15 pensieri su “Non ho mai/ Avevo sempre

      • wif ha detto:

        Per es. non buttare gli oggetti ma organizza un mercatino delle pulci…
        Io ne ho fatti tanti. È divertente e ci guadagni anche qualcosa – che non è male, eh.
        Inoltre è bello che qualcun altro possa amare e usare degli oggetti che sono stati tuoi.
        Credo nel riciclo, non butto mai via.
        Anche la vita funziona così. Non puoi buttare via tutto e ricominciare come se fossi nuova. Sei sempre tu. Il tuo pacco personale te lo porti sempre dietro – a Roma, Stoccolma, New York e pure in Cina.
        Tanti auguri per una nuova vita.

        Mi piace

        • virginiamanda ha detto:

          Sì, pensavo anch’io al mercatino delle pulci, mi sembra un’idea simpatica.
          Per quanto riguarda l’essere sempre io anche in un altro posto è vero, ma sono profondamente condizionata da quello che ho intorno, per quanto io sia solitaria e abituata a stare da sola.
          Sento che è arrivato il momento di autorizzarmi ad essere felice da un’altra parte.

          Grazie per gli auguri! 🙂

          Mi piace

  1. intempestivoviandante ha detto:

    In parte no, ma la responsabilità di allevare i sogni è nostra. Magari non verranno proprio esattamente come avremmo voluto, un po’ come i figli, che poi vanno un po’ per la loro strada, ma non cuol dire che non dobbiamo prendercene cura. Tirare la carretta no, guai. La felicità in fondo è poter pensare, qualunque cosa succeda, che della vita che ci hanno dato abbiamo fatto l’so che per noi era il migliore possibile 🙂

    Mi piace

  2. laformicascalza ha detto:

    bellissimo post. Ti leggo da tanto, ma sempre in silenzio senza lasciare commenti. Sono in Germania da 3, intrappolata in un dottorato più che in un paese e ora sono finalmente arrivata al limite e ho capito che devo raccogliere tutte le mie forze per riuscire ad uscirne
    grazie del post, un bel modo per iniziare la settimana

    Mi piace

    • virginiamanda ha detto:

      Grazie a te! Il tuo commento mi fa capire di non essere sola 🙂
      Beh, il dottorato dopo tre anni dovrebbe essere già alla fine no? Altrimenti metterti a fare la visiting student da un’altra parte, come la vedi?

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...