10 cose che mi piacciono della Svezia**

Sì, lo so, è un paradosso. Eppure ci sono delle cose che mi piacciono qui.

1) Le giornate di sole infinite, quando hai finito di lavorare e c’è ancora il sole, vai a fare l’aperitivo e c’è ancora il sole, prepari la cena e c’è ancora il sole, ceni e c’è ancora il sole, finisci di cenare e c’è ancora il sole

2) la gente la mattina non parla in metro.
(La gente non parla MAI in metro)
(La gente non parla MAI)

3) la gente NON sciopera.
(Cioè, sì, cioè NI. Ovvero, scioperano ma con garbo e parsimonia. L’utente comune non se ne accorge ed è come non scioperare affatto)

4) La donna non è fischiata, seguita, osservata bavosamente come in una radiografia quando cammina per strada.
(Non ti guardano proprio)

5) I papà.
(E con questo dico tutto. Giovani, alti, biondi, dù spalle così e con da una parte il pupo dall’altra la tazzona di caffè. Splendidi)

6) A- hà.
Gli svedesi usano anche le parole con parsimonia. Se sono interessati a quello che dici non ti sfilano davanti infiniti “Ma dai! Ma davvero! Ma che bello! Racconta! Ma veramente!? Non ci credo! Dai! Sul serio?”. No. Lo svedese ti guarda e ti fa “A-hà”.
Punto.
No moine.
Essenziale.

7) Il riconoscimento che danno ad altri Paesi.
Riconoscono che la Francia abbia dato al mondo ottima moda, ottimi formaggi e ottimi scrittori.
Riconoscono che l’Italia abbia dato al mondo ottimo cibo e ottimo stile di vita.
Riconoscono che la Spagna abbia ottime spiagge e ottimo clima.
Non sono così campanilisti come siamo noi quando parliamo con gli stranieri, amano viaggiare e cercano di mantenersi curiosi verso gli altri.
(Ovvio, non bisogna toccare la politica o “il sistema” in generale, perché lì diventano peggio del tifoso più sfegatato ai Mondiali)

8) Sono ossessionati dal non far sentire discriminati.
A volte con risultati un po’ esilaranti, ma in generale io non mi sono mai sentita discriminata perché “donna”, o perché “giovane” o perché “immigrata”. Tutte caratteristiche che in molti Paesi del Mondo non mi avrebbero reso la vita facile.

9) L’accessibilità della natura.
Sì, certo, in Italia i miei abitano in campagna, non è esattamente la natura quello che mi mancava.
Ma non si può negare che avere la città in mezzo all’acqua sia un aspetto affascinante, prendere la barchetta e trovarsi su un’isoletta in un paio d’ore sia incantevole, uscire e avere sempre la spiaggia libera a portata di mano sia un lusso.
(Poi, se ne può godere solo sei settimane all’anno, ok, però questo è un altro discorso)

10) Il Kinder Fetta al Latte costa 40 centesimi.
(Già c’ho messo una settimana a trovare le altre nove…)

**E’ che mi rendo conto che a volte sono un po’ ingiusta con questo Paese (il più delle volte comunque se lo merita)

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21 pensieri su “10 cose che mi piacciono della Svezia**

  1. Sakharnaya Vata ha detto:

    Solo per il sole e le Kinder Fetta al Latte é valsa la pena di trovare altri 8 buoni motivi 😀
    Soprattutto per il sole! Quando vivevo in Lettonia era una pacchia avere luce fino alle dieci e mezza – undici di sera!

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    • virginiamanda ha detto:

      Già, infatti la mancanza di sole, il freddo e l’assenza di stimoli culturali sono le cose che noto di più e che mi fanno, mio malgrado, non apprezzare questo Paese.
      Come vedi, si trovano tanti lati positivi e sono certa che per molti questo sia il Paradiso.
      Semplicemente io ho capito che per me non va bene e mi sto attivando per andarmene.

      Detto questo: ma quale altra vita?
      Intanto hai questa, no? Perché non provarci? 🙂

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  2. Ale ha detto:

    Solo io sto bene in Svezia?
    Tutti gli italiani che conosco prima o poi se ne vanno…
    Pure quelli dei blog.
    Cosa c’è che non va per voi che ri-emigrate?

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    • virginiamanda ha detto:

      Ciao Ale!
      Io non so cosa non vada per gli altri, però ti posso dire cosa non va per me.
      1) Ho sempre pensato fosse una tappa di passaggio, e come tale l’ho considerata
      2) Non ho mai avuto il “mito” della Svezia, per me non è il Paese dove ho sempre sognato di trasferirmi, quindi per me è facile pensare alla prossima destinazione senza rimpianti
      3) Mi mancano cose per me fondamentali: facilità di rapporti umani, stimoli culturali (teatro, concerti, mostre, rassegne cinematografiche… non che non ce ne siano, ma sono proprio meno e diversi da quelli che piacciono a me)
      4) Faccio un certo tipo di lavoro che qui non posso fare. Mi sono adattata e ne faccio uno molto simile, ma non è il mio. In altri Paesi magari potrei farlo e questo mi stimola ad andarmene
      5) Non sono una persona sportiva, né amante delle passeggiate nei boschi, né amante della barca a vela (tre tra le attività più comuni qui)
      6) Soffro tantissimo il freddo. Nel senso che mi fa paura uscire quando fa freddo. Abitando qui la mia soglia di tolleranza si è un po’ abbassata, ma rimane un Paese attorno allo 0 per vari mesi l’anno.
      7) I prezzi delle cose che mi piacciono. Il cinema, la bevuta al bar, l’uscita a cena, i libri, la gita in traghetto, l’entrata ai musei. Sono stata abituata molto bene, lo so, ma le città dove ho abitato prima fornivano queste cose a prezzi accessibili (quando non gratis direttamente!) e ora, guadagnando il doppio posso permettermi un terzo.

      Non nego che la Svezia abbia tantissimi vantaggi, e anzi, capisco benissimo quelli che vengono e si stabiliscono felici, desiderosi di non andarsene mai più.
      Io ho capito che non è il posto per me.

      Ma non è colpa della Svezia eh!
      Sono io che ho bisogno di un posto diverso! 🙂

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        • wif ha detto:

          Comunque, pure in Svezia vigono le raccomandazioni, non so se te ne sei accorta…
          Quello delle raccomandazioni è un modus operandi che se non verrà cambiato o, almeno, limitato renderà il presto questo Paese culturalmente e tecnologicamente anacronistico (basta dire che per risparmiare non comprano più i Mac, e per certi programmi quelli servono). Inoltre, pure se dispongono dei mezzi, in certi campi mancano proprio le menti. È vero che prendono gli stranieri ma non riescono ad assorbirli per svariati motivi, tra cui la scusa della lingua (che viene insegnata in maniera inefficace). Se vuoi fare ricerca vieni aiutato fino a quando servi all’università per fare cassa e non devono assumere chi dicono loro. Pare incredibile ma è così. Tutta ‘sta storia delle qualifiche e bla bla bla e poi viene assunta gente che non si sa da dove sia piovuta. E poi ci si lamenta dell’Italia.
          Ti auguro di riuscire a trovare un posto dove vivere meglio e che ti dia la possibilità di trovare il lavoro che desideri (per caso ti occupi pure tu di ricerca?) Un bacione

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  3. Ale ha detto:

    La 4 la adoro.
    Non ho mai capito i commenti per la strada, non mi piacciono e non li cerco.
    Qua mi posso rilassare (in Italia passavo le giornate a mandare a quel paese tutti i bavosi).

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  4. wif ha detto:

    Da alcune tue osservazioni credo che tu non conosca molto bene la Svezia. Gli svedesi scioperano, moltissime cose non funzionano e i treni sono in ritardo. La gente la mattina sui mezzi parla un sacco (al cellulare però). Il non far sentire discriminati gli altri è solo una posa. Infine sono dei rosiconi tremendi e non sono campanilisti solo perché non hanno il clima caldo. In più sono pettegolissimi. Attenzione alla pausa-caffè, il momento in cui si tagliano i panni al prossimo, si stabiliscono le alleanze e si scambiano le dritte per trovare il lavoro fico (la ragione di vita degli svedesi). L’unica differenza è che gli svedesi non ti diranno mai direttamente quello che pensano. Solo se sono veramente tuoi amici/compagni o sono bevuti o hai radici germaniche o hai l’aspetto fisico simile al loro (allora si dimenticano che non sei svedese, come succede nel mio caso).
    Il mio compagno (danese) dice che gli svedesi sono dei frivoli raccomandati. Eh, lui è un “terrone”;-)

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    • virginiamanda ha detto:

      Sono d’accordo su tutto quello che dici: compresa la parte in cui affermi che io non conosco molto bene la Svezia.
      E’ vero.
      Lo ammetto.
      Anzi, la storia per me è andata un po’ così: sono partita senza nessun “mito” della Svezia e le poche opinioni/pregiudizi che avevo prima sono state scardinate da subito, a contatto con la realtà.
      Mi sono resa conto delle cose che tu dici nel commento, certe volte mi hanno fatto proprio male e sono arrivata a pensare che il problema fossi io (che non sapevo integrarmi, che non sapevo scegliermi le amicizie, che non ero abbastanza disponibile al pettegolezzo, che ero troppo riservata…). Poi ho capito che non avevo nessuna voglia di immischiarmi e che in realtà volevo solo andarmene al più presto.
      Siccome da questo atteggiamento negativo è pervaso il blog, ho pensato che dovessi controbilanciare dicendo qualcosa che mi piace di questo posto (d’altronde devo rimanerci per qualche altro mese ancora!) .
      🙂

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      • wif ha detto:

        Ciao, non c’è nulla di male a non conoscere bene un Paese in cui si capita per caso.
        Tu hai pure la scusante che stai con un conterraneo, quindi diventa piú difficile penetrare nell’animo dei locali e comprenderne usi e costumi.
        Pure io sono partita senza miti ma avendo radici in parte germaniche mi aspettavo molte delle cose che ho trovato. Capisco che non ti piaccia. A me capitò quando andai a vivere in Alto Adige. Figurarsi che sono mezza di lì e ci andavo sempre in vacanza. Sicurissima di trovarmi bene, al momento di viverci però, sono saltate fuori le pecche. Non vedevo l’ora di andarmene però nel frattempo ho sfruttanto tutte le possibilità che mi venivano date per utilizzarle altrove (e mi e servito tantissimo).
        In bocca al lupo per il tuo piano B. Già sapere che mancano pochi mesi e con un viaggio in mezzo, il tempo volerà. wif wof waf

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