Nothing worse than being moody

Da leggere con questo sottofondo: 

Così mi hanno detto ad un seminario di qualche mese fa.

E ci penso e ripenso, eppure come c***o si fa a non essere moody quando si abita in un posto così a Nord ma così a Nord che la Danimarca, la Polonia, la Germania, l’Inghilterra… sono tutti a Sud?

Tutti i posti che ti possono venire in mente dove fa freddo, ecco, tutti ma tutti quei posti sono a Sud rispetto a sto strac***o di posto dove sono.

E fa così freddo ma così freddo ma così freddo che alla mattina quando esco dalla metropolitano i settecentocinquanta metri che mi separano dal luogo di lavoro sono tutti lastricati di lacrime.

La prima è per il freddo. Si ghiacciano gli occhi, è una reazione naturale.

E la seconda fino alla quarantesima sono tutte di autocommiserazione.

“Ma chi me l’ha fatto fare, ma chi me l’ha fatto fare, ma chi me l’ha fatto fare” borbotto tra i denti mentre cerco di stare in bilico sul ghiaccio e non cadere.

E poi stasera, stasera è stato il botto.

Andavo ad iscrivermi al corso di svedese (sì, per la quinta volta, e le quattro precedenti non che sia servito un granché eh) e ci potevo andare solo oggi perché non sia mai che l’ufficio apra al pomeriggio, aaaaaaaaaaah, non sia mai.

L’ufficio apre dalle dieci alle dodici e solo il lunedì anche dalle sedici alle diciotto.

Ah beati i tempi in cui mi lamentavo della Segreteria di Lettere che apriva solo TRE pomeriggi a settimana.

Ah, se solo avessi saputo!

Ovviamente c’è la neve, ovviamente segna meno quatt… ah no scusa, quello era stamattina, adesso segna meno cinque, ovviamente l’ufficio si trova dall’altra parte della città rispetto a dove lavoro e ovviamente devo prendere tre mezzi.

Di cui naturalmente uno allo scoperto.

Sì, anche qui hanno gli autobus.

E per aspettarli ci sono le pensiline.

Le pensiline.

Con la tormenta di neve.

Le pensiline.

Io e la signora eravamo dopo dieci minuti due pupazzi di neve. Ci mancava giusto la carota al posto del naso.

E vabbè, che sarà mai, là, l’insegna supertecnologica luminosa (cancella dalla testa che in Spagna le insegne al led per gli autobus ci sono da almeno dieci anni, cancella, qui sono avanzati, qui sono al primo posto in tutto il mondo per benessere e perchè tutti ci si vogliono trasferire) dice dieci minuti!

Undici ne sono passati, ma che sarà mai, ora arriverà.

Dodici minuti e sotto alla pensilina siamo ormai in quattrocento.

Tutti ovviamente coperti di neve che stare sotto la pensilina o stare a fianco della pensilina si ha la stessa probabilità di finire in versione pannacotta.

Un quarto d’ora e vabbè, ma tanto arriverà, vuoi mica che ci lascino qui in mezzo alla tormenta a meno cinque alle sei di sera?

E all’improvviso l’insegna luminosa supertecnologica con nochalance passa dal “Adesso arriva” all’ “arriva tra quindici minuti”.

Io mando un messaggio all’Orso: “che si f***a sto Paese di m***a”, mi scrollo la neve da sopra e mi dirigo verso casa.

Che chiudano l’ufficio, la casa reale, il Paese intero.

Io da qua me ne vado.

E’ il Paese al primo posto nel mondo per gente che ci vuole venire.

 

 

Vi dico una cosa: ve lo lascio tutto.

Tenetevelo.

 

Io vado a morire di fame da qualche parte al Sud Europa dove gli autobus non girano uguale, arrivano in ritardo uguale e gli  uffici pubblici aprono quando pare a loro pure là, però almeno non soffro.

 

(Qué lastima pero…)

Annunci

4 pensieri su “Nothing worse than being moody

  1. annaemme ha detto:

    Da expat a Malaga ti dico…. scambiamoci! Pensa che proprio adesso sto facendo un application per uno stage a Stoccolma. Oh, qui si sta bene, fa caldo pure in inverno, i bus arrivano sempre in orario e ci sono le insegne a led, però se vuoi un lavoro con uno stipendio decente puoi pure metterti in spiaggia ad aspettarlo, è come la cometa di Halley!

    Liked by 1 persona

    • virginiamanda ha detto:

      Guarda, farei a cambio molto volentieri!
      Sarà che l’erba del vicino è sempre la più verde…
      Per carità, la mia esperienza spagnola è durata solo due anni e finita cinque anni fa, per cui tante cose sono sicuramente cambiate.
      Ma il fatto è che la vita non è fatta solo di lavoro, per quanto appagante. E mi manca tutto il contorno.
      Magari a te serve proprio l’opposto, chissà.

      Auguri con l’apprendimento dello svedese!
      (E in bocca al lupo per l’application!)

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...