Sto leggendo Terzani

Di Terzani sentii parlare per la prima volta in un cortile di una biblioteca dove studiavo. Mi presi un momento di pausa (dei parecchi che mi prendevo durante la giornata) e – in uno di quei momenti dove se fossi stata una fumatrice mi sarei fumata una sigaretta ma fumare non mi piace e non sono capace – mi misi a sfogliare i volantini delle varie mostre e premi.
Si parlava di un premio per la pace dedicato a Terzani dopo la sua scomparsa.
Si trattava di un personaggio famoso per la città, uno di cui avevo sentito il nome alla televisione, uno che non mi era nuovo.
Mi incuriosì, ma finii per non leggere mai neanche un suo libro.
Negli anni, sono andata in libreria ed in biblioteca tante volte e non è mai stato il momento giusto, non mi sono mai ricordata, mi sembrava costasse troppo… mah, chissà.
Però mi è capitato di sentire l’intervista della moglie da Fazio, e quella del figlio dalla Bignardi.

Insomma, non lo conosco, ma lo conosco per interposta persona.
Forse perché questi sono suoi famigliari, forse perché negli anni la curiosità mi ha spinto a leggere recensioni o a sentire pareri, ma qualcosa mi diceva che alla lettura dei suoi libri mi si sarebbe aperto un mondo, ne sarei rimasta affascinata.
Un viaggiatore che racconta la sua storia, che è anche la storia dei popoli che attraversa…

Finalmente è arrivato il momento: mi sto leggendo i suoi diari.

Magari capita solo a me, perché magari sono una che ha sempre scritto note, promemoria, appunti, sui fogli che trovava o sul retro dei libri quando stavo in treno o in aereo, o qui. Alla fine anche questo blog è la forma evoluta (manco tanto, visto che non metto foto e scrivo post lunghissimi che nessuno leggerà mai quando tutto il mondo ora vive in 140 caratteri e sennò sei fuori) di quei quattordici quaderni che era diventato il mio diario delle superiori, e di quell’infinità di A4 piegati a metà e scritti come un libro sulle quattro facciatine che mi porto dietro dalla Francia in poi.

Però davanti ad un diario di viaggio, che in teoria doveva colpirmi, stupirmi, emozionarmi, farmi cambiare idea su milioni di cose, non sento niente.

Mi sembra un amico che scrive e che mi racconta cosa vede.
Non sento raccontare la sua storia e la storia dei popoli che attraversa. Sento raccontare solo la sua storia personale e privata in quei popoli che attraversa.

Non mi aspettavo un resoconto dettagliato, ma sono rimasta un po’ spiazzata.

La vedova in quell’intervista da Fazio raccontava di come fosse stato difficile assecondarlo e lasciargli fare i suoi viaggi senza interferire. Vivevano quella relazione perlopiù a distanza con due figli e nel pieno periodo del femminismo. Lei veniva attaccata per non difendere la propria indipendenza, per non costringerlo a fare come voleva lei e per piegarsi a fare come voleva lui.
E narrava che ad una signora che le aveva chiesto “ma come fai a permettere a tuo marito di andarsene in giro, in viaggio?” aveva risposto: “beh, io non lo accetterei mai da TUO marito!”. Spiegava che il suo Tiziano Terzani era così e che se lei l’avesse voluto diverso non se lo sarebbe preso, si sarebbe presa un impiegatuccio qualsiasi con gli orari fissi e nessun desiderio di vedere il mondo. Quello che lei si era scelta, invece, andava preso per come era, senza mettergli bavagli e redini.

A me questo discorso, a parte farmi ridere alla prima battuta (mi immagino la faccia della signora impicciona) mi ha fatto molto pensare.
L’ho sentito mille volte condito con salse diverse e girato in altre maniere.
Ma mi lascia ogni volta il retrogusto agrodolce.

Prima di tutto mi fa riflettere il bisogno della gente di farsi i fatti tuoi e della tua coppia.

Poi mi lascia perplessa quel “lo amavo e quindi lo lasciavo vivere come voleva perché lui era così, se avesse smesso di essere così non l’avrei più amato”.

E’ vero?

C’è gente che “veramente” costruisce un amore basato sul fatto che uno dei due “è così e non può essere diverso da così e non cambierà mai”?

 

In questi diari ci sono molti punti in cui lui parla della moglie: lei lo stava aspettando a Hong Kong, lui stava preparando l’appartamento in Giappone perché lei arrivasse, loro andavano a Calcutta insieme, lei lo aspettava in albergo, lei gli mandava i fax…

Si capisce che erano una coppia di sicuro molto separata e molto lontana per tempi lunghi ma che a modo loro, cercava di ricongiungersi spesso.

Lui parla di lei, dice “amore tenerissimo”, dice “bellissima”…

 

Mi è venuto da pensare che lui è morto da dieci anni.

E che è lei quella che si è occupata di questo libro: di mettere in ordine gli appunti, le carte, i diari…

E se lei si fosse voluta prendere una rivincita e fargli dire quello che voleva?

Chi lo saprà mai?

 

Ci sono amori anche fatti così.

 

Chissà.

Annunci

2 pensieri su “Sto leggendo Terzani

  1. lisecharmel ha detto:

    Ma il libro merita secondo te? Io sono molto attratta da Terzani, ma come te non era mai il momento. Però ultimamente sono in fissa coi diari di viaggio e guardo video a pacchi su youtube di gente che mostra i propri diari di viaggio, per cui forse il momento è arrivato

    Mi piace

    • virginiamanda ha detto:

      Allora, non conoscendo l’autore ma essendone attratta… secondo me i diari non è un buon punto di partenza. Li trovo interessanti per chi sia appassionato a lui come giornalista e romanziere e voglia sapere di più sulla sua vita privata, sui retroscena, sul contesto delle sue narrazioni. Altrimenti è solo uno che ha avuto una vita un po’ particolare che racconta i suoi spostamenti e i suoi pensieri. Interessanti, ma a tratti scontati e noiosi. D’altra parte che ti aspetti da uno che ha abitato in Cina ed in India? Che si lamenti del capitalismo… (però i figli li manda a Hong Kong e a Londra a studiare e lui si fa ricoverare a New York)

      Un altro paio di maniche è se ti piace il genere “diario”. Diario in senso generico, perché qui non racconta per filo per segno i viaggi, solo alcuni momenti della sua vita ed i suoi pensieri in quel momento.

      Io lo sto trovando sotto le mie aspettative, però è probabilmente dovuto al fatto che avrei dovuto iniziare Terzani da “Un indovino mi disse” o “Un altro giro di giostra”.

      Fammi sapere se lo leggi e che ne pensi!

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...