Cose che ho imparato quest’estate

Sì lo so, per tutti quelli che abitano in un posto che non inizia per Esse e finisce per vezia l’estate è nel suo pieno splendore.
Tutti voi che avete iniziato a prepararvi all’estate ad aprile, con le Pasquette fuori porta, i maglioncini leggeri (“ho pensato che in fondo la giacca da mezza stagione la compriamo solo per andare all’estero, in Italia il trench non si porta mai, perché in realtà basta una giacchina leggera e poi beh è già estate” disse in un momento di monologo interiore – che però voleva essere un dialogo con me- una mia amica una volta che mi venne a trovare qui. E smise immediatamente quando si rese conto di come la stavo guardando CON IL LAGO GHIACCIATO FUORI DAL FINESTRINO IL VENTICINQUE DI APRILE), e avete continuato ad amoreggiare agli angoli delle strade tra aperitivi sui marciapiedi e nelle piazzette in maggio, e vi siete avvinghiati nei motorini a giugno, tornando a casa a piedi la sera senza neanche un foulard perché tanto “si sta bene fuori” e avete continuato la vostra estate a luglio…
Ah no?
Mi dite di no?
Sembra che a luglio abbia piovuto in Italia?
Ma dai?
Non ha fatto così caldo come vi aspettavate?

Oh che pena.

Bene, detto questo, che lo so che per tutti voi che abitate a Sud del Circolo Polare Artico questa è estate e non se ne può parlare al passato, qui in questi giorni inizia l’anno scolastico e quindi almeno per me, che ho la (s) fortuna di vivere in questo ameno Paese dal clima birichino ma coerente (d’inverno fa freddo, e grazie, che ti aspettavi? D’estate fa freddo, e grazie, che ti aspettavi? ) tempo di bilanci.

Cosa ho imparato quest’estate, le cui vacanze sono state a detta dell’Orso “le più belle della sua vita” (ex, se ci sei da qualche parte e ancora stai bene, ecco… tiè!) (chiusa parentesi e torniamo al consueto spirito zen) ecco qua, in ordine sparso:

1) I posti nuovi, quando sono incredibili e ti lasciano a bocca aperta vanno condivisi.
Io non uso Facebook, non posto immagini nel blog ma… ho apprezzato la possibilità di mandare in tempo reale foto di posti meravigliosi alle mie amiche lontane

2) Viaggiare è un privilegio.
Viaggiare così lontano lo è ancora di più. L’ho già detto ma lo ribadisco: bisogna sentirsi grati per questo.

3) Viaggiare con la persona che si ama è ancora di più una benedizione. E’ forse la più grande delle fortune.

4) Fare una tirata di 2400 (ripetiamo insieme: DUEMILAQUATTROCENTO) chilometri con uno che guida per tutto il tempo e non si lamenta mai è il top del top delle fortune di me piccola donnina della Valpadana di lagna facile

5) E’ meglio mettere la crema protettiva, portare un cappello, vestiti leggeri ma traspiranti… insomma, non sembra ma se si ascolta un esperto a scelta tra il tg5, tg 2 salute e Donna Moderna si scopre che ha ragione. Soprattutto quando non si va al mare da due anni

6)

Andare in vacanza dopo due mesi di dieta NON è una buona idea

7) soprattutto se l’unica dieta che si ha intenzione di continuare si chiama “dieta della pizza” una al giorno, anche più volte al giorno

8) (sì sì sì lo so, ma che fai,ma ti pare, andare in Australia per mangiare la pizza, ma a quel punto che giri il mondo a fare, stattene a casa tua… oh, io se vivessi in Italia in vacanza non la mangerei la pizza, ma appena vedo pizza io mi illumino d’immenso, punto)

9) Ottima la pizza Aussie, bacon e uova

10) a Sydney ci sono delle ottime pizzerie

11) fare colazione con uova e pancetta, oh non so più quea de na volta, va bene quando fa freddo ma quando fuori fa sempre caldo, sei al mare… mah, forse è il caso di rivedere

12) l’idromassaggio caldo dopo una giornata al mare è à morte sua (e pure mia)

13) il Mojito a bordo piscina è sfizioso (soprattutto a bordo di quella famosa piscina al cinquantasettesimo piano a Singapore, non so se ci siamo capiti eh ehm), ma il mio drink preferito di tutti i secoli è diventato lo smoothie al mango. Potrei fare pazzie per riaverlo

14) I kitesurfisti sono buona gente, sono simpatici, e si aiutano tra di loro.
Insomma, il divertimento è pari ad andare in montagna con i boy scout (senza Ren*i al seguito però)

15) Non importa quanto mi metta in testa di fare una valigia leggera, che tanto “poi compro là”, che poi cosa mi servirà mai, che massì, dai, non hai bisogno di niente, fai minimal… riuscirò sempre a partire con una valigia stracolma. Punto.

16) Il premio miglior posto di lavoro del Mondo Intero va all’istruttrice di kite dell’Orso.
E si compone da due punti: due palme, un’amaca, l’Oceano e un “passate quando volete, mi trovate all’amaca”

17) I francesi sono ovunque. Ovunque e quando dico ovunque intendo ovunquemente ovunque dappertutto ovvero: sulla sdraio a fianco ad Hervey Bay, sulla barca a vela per la Barriera Corallina, sui sentieri della foresta pluviale, come compagni di lettino sulla piscina al cinquantasettesimo piano quella famosa all’Equatore… insomma qua delle due l’una: o i Francesi girano un sacco (la crisi niente da loro, eh?) oppure io inizio ad avere gli stessi gusti dei Francesi (Oh. Là. Là.)

18) Non importa quanto siano assurde le condizioni in cui viaggi e quanto poco potere tu abbia sui fattori esterni completamente indipendenti dalla tua volontà, puoi sempre contare su qualcosa di stabile e certo: le raccomandazioni dei genitori.
I miei (e i Suoi, dell’Orso) in questi trentaquattro giorni sono riusciti simultaneamente a raccomandarsi per le scottature all’Equatore, gli incidenti con i canguri, le valigie a Fiumicino, gli incidenti aerei e dulcis in fundo…. (qui il premio va alla creatività della mia mamma, un genio nello scovare pericoli con il solo ascolto sommario di Studio Aperto Estate) di non prendere l’Ebola.

8 thoughts on “Cose che ho imparato quest’estate

  1. Io sono costruita al contrario, probabilmente, o almeno è di questo che di solito la gente mi accusa, ma… un clima come quello svedese lo invidio alquanto, giuro.
    Lo so che ora potresti dirmi, giustamente: “solo perché non hai mai provato a viverci”, ma vengo da 3 anni di paesinomontanoaipiedidelmonviso dove l’inverno è molto rigido (ricordo i -17 gradi raggiunti l’anno scorso con un sorrisone!) e molto lungo, l’Autunno arriva piuttosto presto, la Primavera è tale solo per i nuovi colori (ma il trench serve, ecco.) e l’estate… beh, a volte si fa sentire, ma resta solitamente piuttosto piovosa.
    Un posto in cui, come dico sempre, il normale colore del cielo è il bianco e, nelle “belle giornate”, raggiunge un azzurrino pallido.
    Ecco, io di quel posto sono innamorata profondamente SOPRATTUTTO per il clima.
    Che poi adesso vivo a Londra, eh, non ai Caraibi.
    E qui è praticamente già Autunno e da Aprile ad oggi non ho mai tolto il piumone, ché di notte il fresco si è sempre fatto sentire.

    Chiudo la parentesi infinita e ribadisco: ti invidio, climaticamente parlando!!! 🙂

    P.S.: Qualche anno fa, ho avuto la fortuna di attraversare parte del nord Europa in camper con un uomo paziente quanto l’Orso.
    I km (andata e ritorno) di guida sono stati 5000 quasi tondi e non una volta l’ho sentito lamentarsi.
    Io, per compensare, ho rotto i maroni quasi ogni giorno perché mi mancava il gatto.
    Sono una brutta persona.

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    1. Capisco quello che dici e come te ci sono tante persone (anche italiani) che abitano qui e ne apprezzano anche il clima.
      Io in realtà non sono mai stata mateopatica e, come te, vengo da un posto dove le quattro stagioni non le abbiamo mai viste: sei mesi di nebbia su dodici…
      In fondo io so che non è il clima quello che mi fa sentire questo posto come “non mio”: il fatto è che non l’ho scelto io. Ho sempre abitato in Europa continentale, con inverni rigidi ed estati umide, so cos’è l’inverno e lo sapevo anche prima di venire qui. Il tuo commento mi fa molto riflettere, perché le tue impressioni sul tempo, e l’impressione che il tempo (che fa) ha lasciato su di te sono molto simili a quelle che ho, che fanno parte anche del mio vissuto. Faccio fatica ad accettare questo posto per vari motivi, ma sai come fa la gente quando non ce la fa a parlare del tempo che vive? Parla del tempo che fa 🙂

      Ps: gli uomini così sì è vero sono rari, ma non sono per niente stupidi! Semplicemente sorvolano sulle inezie per concentrarsi sulle parti fondamentali… almeno così spero io!!! 😀

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      1. “ma sai come fa la gente quando non ce la fa a parlare del tempo che vive? Parla del tempo che fa”

        Credo che questa la trascriverò da qualche parte come si faceva con le frasi delle canzoni sul diario delle superiori, per forza! 🙂

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