Bene, parliamo di cose serie: volo di due giorni – I need you!/ Voulez vous (a hà)*

Bene, ora che ho finito il post precedente e appoggiato i sassolini che avevo tra i pensieri posso finalmente dedicarmi a pensare a qualcosa di bello ed eccitante: il viaggio dell’estate.

Non so come, non so perché, ma da due frasette lì senza senso messe giù ad Aprile ha preso sempre più forma l’idea e toh, due settimane fa mi sono ritrovata (anzi, ci siamo ritrovate, io e la mia carta di credito – ora dolorante-) a schiacciare il tasto “book!” per un volo intercontinentale.

Insomma un viaggione.

Di quelli che non dormi la notte, di quelli che ti fai mille liste per essere sicura di non perdere niente e invece perdi tutte le liste, ecco.

Io posso anche sembrare una che va de quà e dellà però in realtà non sono mai uscita dall’Europa (Marocco, Armenia e Turchia li considero Europa, dai).

Praticamente il volo più lungo che ho fatto è stato Stoccolma- Paphos e durava poco più di quattro ore, robetta.

Per l’Armenia avevo fatto cambio a Mosca quindi non vale, tre ore e tre ore.

Ora mi trovo con l’ansietta pre-partenza.

E posso avercela, visto che i biglietti ce li ho, le guide ce le ho, il passaporto ce l’ho e il visto pure.

Insomma: come si fa un volo intercontinentale?

 

Io sono abituata a voletti da niente, e so cosa mi ci vuole in quei casi: libro (adesso ho pure l’e-reader, ma preferisco comunque avere anche un libro cartaceo, altrimenti cosa leggo nel decollo?), bottiglietta d’acqua, panino o frutto, rivista stupida se parto dall’Italia, un altro libretto più breve se parto dalla Svezia. Stop. Praticamente hai fatto tempo a sfogliare il libro e a leggere la rivista (un tempo ero diventata brava: Vanity Fair mi durava esattamente il tempo del volo Venezia- Madrid) e siamo atterrati.

Ma mi rendo conto che per un volo intercontinentale ci vuole un’abilità da pro che io non possiedo. E di cui tra l’altro non so niente!

 

Nel viaggio “on the road” sui Balcani (con tappe intermedie di anche dieci ore in autobus) mi ero portata una copertina ed un cuscinetto comprimibile preso da Decathlon a cinque euro e non me ne sono più separata neanche per i viaggi in aereo successivi.

Oltretutto io sono parecchio freddolosa e ho sempre una felpa e una sciarpa in borsa (e l’aria condizionata dell’aereo mi fa sempre ammalare).

Quindi ok, queste sono le cose a cui posso arrivare con la mia esperienza: roba da leggere, copertina, cuscino, pappa, acqua.

Ma non è che magari mi starò dimenticando qualcosa di importante!?

Non vorrei dovermi pentire di non averci pensato prima quando ormai sarò in volo per il Qatar.

Sì perché oltretutto con la mia fortuna ho beccato uno stopover a Doha (“uh che bello, magari ci facciamo un giro a vedere la città!”) proprio quando c’è il Ramadham (“uh che pacco, ci saranno tutti i ristoranti chiusi e la gente con la faccia appesa”) e mi immagino che dalle sei di sera a mezzanotte non sia proprio l’aeroporto più movimentato del mondo di solito, figuriamoci nel periodo del digiuno e dell’astinenza…

 

Quindi devo pensarci prima, prima di partire da qui perché non è detto che quello che mi può servire io riesca a trovarlo nell’aeroporto dove faccio scalo.

 

Non mi preoccupa tanto la prima tratta, dalla Svezia al Qatar perché è un tempo simile a quelli che conosco in aereo, sono sei ore e mi sembrano fattibili. Una chiacchiera, un pisolino, un bacetto (uhm, ce lo potremo dare il bacetto o le hostess con la tendina in testa fermeranno ogni effusione tra non sposati? Beh casomai mi metto un anello finto, chis’en fruà), una pipì, un solitario sull’ipad, un capitolo del libro, un’altra passeggiata in bagno, un panino, un’occhiata alla giuda, un caffè, e bòn atterriamo.

 

Quello che mi preoccupa è il volo dal Qatar all’Australia (sì, vado in Australia, l’avevo già detto? No? Sì sono contentissima! Ma soprattutto sono contentissima perché dopo l’Australia andiamo nel posto che sogno da una vita: Singapore! Quanto non stia più nella pelle si può agilmente misurare in quantità di guide comprate, al momento tre solo di Singapore, in due lingue diverse e – vabè sì e due dell’Australia-) perché è il volo più lungo che faremo e lo faremo dopo sei ore di sosta forzata nel ridente aeroporto digiunante ed astinente ma soprattutto perché è un volo che dure tredici ore e mezza.

Sì. Tredici ore e mezza.

Ok, posso dormire.

Ma quanto dormirò?

Se mi va bene tre ore.

Facciamo pure che con le pause riesco comunque a dormire sei ore in totale.

 

E le altre sei ore e mezza cosa faccio???

 

Voi esperti lettori che viaggiate in lungo in largo illuminatemi!!!

Consigli? Pareri? Suggerimenti? Esperienze? Non siate timidi!

 

* E’ perché questa mi è zompata fuori mentre cercavo un titolo e mi sembrava adatta

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9 pensieri su “Bene, parliamo di cose serie: volo di due giorni – I need you!/ Voulez vous (a hà)*

  1. Laura ha detto:

    Calze antitrombo! La spora probabilmente ti dirà anche i sonniferi, io devo ammettere sono un po’ contro: 13 ore ferma addormentata sono un casino per le gambe anche con le calze speciali…sconsigliato quindi sonnifero se hai storia di flebiti o trombosi in famiglia. E siero per il viso.

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    • virginiamanda ha detto:

      Ma ma ma… farà caldo! Cioè mi aspetto che in Qatar d’estate faccia caldo, anche se dentro all’aeroporto! A Mosca, dentro all’aeroporto faceva caldissimo a Marzo, nonostante l’aria condizionata.
      Tipo leggins va bene? Non sono troppo amante delle calze, immagino sia per la circolazione giusto? O per il freddo?
      No no, io eviterei il sonnifero, uno) non l’ho mai preso e non vorrei avere problemi proprio in un viaggio del genere; due) vorrei riuscire a dormire il giusto e tenermene un po’ per l’arrivo, perchè saranno le 21 ora locale e vorrei rimettermi abbastanza presto dal fuso orario…
      Grazie comunque! 🙂

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  2. gattosolitario ha detto:

    Per i voli lunghi, sicuramente calzini doppi, cosi ti togli le scarpe e ti evitano di gonfiare i piedi, meglio se speciali anti-trombo. Poi mascherina per dormire, e se le hai cuffie ad isolamento acustico. Bevi molto, ma tanto. Altrimenti la secchezza dell’aria ti fará venire il mal di testa.

    Appena sali sull’aereo, metti tutti gli orologi che hai (iPad, telefono etc…), sull’orario di destinazione, e segui quello. Se é notte dormi, altrimenti mangi etc… andando verso est é piú facile, ed il viaggio lungo aiuta.

    Lo scalo a Doha é la morte. Ad agosto ci saranno circo 55 gradi se ti va bene, e ci si trasferisce sempre e solo con l’autobus, che ci mette circa 10 minuti ad arrivare al terminal. L’autobus é condizionato a -20 gradi, ma il tempo tra la scaletta e quest’ultimo é un’avventura di per se. Stessa procedura alla ripartenza. Il terminal é vecchio e fatiscente (preferisco non ricordare i bagni), ma il tempo passa presto. Ne stanno costruendo uno nuovo…. . Quando ci sono passato io l’aria condizionata nel terminal non funzionava tanto bene. Io viaggio in jeans, una camicia e una giacca. Tanto ti danno la copertina in aereo se hai freddo. Doha non é niente male, con una serie di musei interessanti tutti con aria condizionata. Il problema é la temperatura esterna… non so se valga la pena farsi un giro. Anche perché essendo ramadan sará tutto completamente chiuso.

    A Singapore ho mangiato il cibo piú buono mai provato. Guardati i miei post dell’anno scorso: http://gattosolitario.wordpress.com/2013/08/

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    • virginiamanda ha detto:

      Grazie per tutti i consigli! Il nuovo aeroporto a Doha è appena stato inaugurato e dai vari forum che ho letto deve essere molto confortevole: stanze per rilassarsi, docce, lounge con i lettini… punto molto su questo perché ho valutato il giro a Doha ma con il Ramadham in corso rischia di essere deprimente. Per il passaggio scaletta-autobus beh non so, farò una corsetta 😉

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      • gattosolitario ha detto:

        Hanno finalmente aperto il nuovo aeroporto? Allora sarà tutto diverso 🙂 e sicuramente non devi scendere, ci sarà il finger direttamente dall’aereo in aeroporto! Ora sono curioso di farmi un nuovo giro a Doha per vedere l’aeroporto 🙂

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  3. laylagetlonely ha detto:

    ricorda: calzini pesanti carini, infradito, cuffiette ben funzionanti (sarò patetica ma io le mie cuffiette di una marca nota con la mela nn le abbandono mai: si sentono TROPPO meglio e riesco a regolare bene l’intenistà del volume solo con quelle- si puo dire sono piu “sensibili”?-).
    Di seguito le spiegazioni dei perchè.
    Allora iniziamo subito: sull’aereo ci starai milioni di ore e quindi ti toglierai sicuramente le scarpe. Diciamocelo : non è bello avere poi quei calzini coi peletti brutti brutti
    Io addirittura i miei viaggioni me li faccio in infradito e con calzini nella borsa: i calzini servono il freddo e le infradito perche sono comodissime per andare in bagno senza doversi rimettere le scarpe!!! Ok, so che sembrerò pazza. Però a me l’accoppiata calzini-infradito ha sempre dato una senzazione di libertà e pace 🙂 . No a scarpe sul volo!!! relax!!
    Come spendere il tempo? io dormo come un ghiro, non so perchè(spero succeda anche a te) e quando nn dormo GUARDO I FILM! La qatar airlines ha sempre una selezioni di film bellissimi e nuovi. E se anche tu da quando vivi all’estero nn vai spesso al cinema, la selezione di film di qatar ti sembrera nuovissima ed eccitante!
    Nel mio ultimo viaggio ho visto “life of Pi” per ben due volte.
    Era uscito qualche mese prima e io me l’ero perso causa residenza su isolette sperdute nell’oceano indiano. Che felicità trovarselo sull’aereo!
    Ah, e nn dimenticare di dare un ascolto alle compilation o ai dischi della selezione di qatar…trovi album di cui nn ricordavi l’esistenza e canzoni che riascolti volentieri dopo millenni.
    poi ci sono i giochi…l0ultima volta avevo giocato a un gioco con domande di cultura generale in cui si sfidavano contenìmporaneamete altri passeggeri dell’aereo…che ridere!!! insomma il tempo ti passa vedrai!! w l’australiaaaa 😉

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    • virginiamanda ha detto:

      Wow! Grazie mille per tutti i consigli! Sì infatti contavo sui film e sui giochetti anch’io…
      Io le scarpe (sarà che gli scandinavi in questo mi hanno abituata bene, se le levano pure a scuola e all’università) me le tolgo anche nei voli corti, quindi questo l’avevo già considerato e siccome al controllo di sicurezza me le fanno sempre (ma sempre) togliere, metto sempre dei calzini carini 😉
      Grazie per tutto il resto dei consigli!
      E’ strano, in genere quando viaggio non mi preoccupo mai troppo, a volte non acquisto/leggo neanche la guida ma stavolta non so…. mi sembra un viaggio che meriti attenzione e preparazione!
      Ma… parliamo di te: residenza sulle isolette dell’Oceano Indiano? Come sei capitata lì?
      E… c’è posto? Accettano migranti dalla Scandinavia? 😉

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      • laylagetlonely ha detto:

        Ciao Virgi!
        Ecco beh si ci ho meso un pò a rispondere, sorry…spero che i miei consigli ti abbiamo aiutata, o che almeno ti sia fatta due risate….
        Oceano Indiano: sono li – ERO li – per due anni e fino a 6 mesi fa: ora ricostretta a Milano a causa di una brutta malattia bestiaccia (!!!). Ma conto di rimettermi in carreggiata e tornare presto: ho un lavoro che mi aspetta, e il mio capo sembra più che propenso a ridarmelo (farsi in quattro prima o poi paga ).

        🙂 cmq sono biologa marina, anche se questo non basta ovviamente a finire a vivere su atolli in mezzo al nulla. Quindi riguardo alla tua domanda “come sono capitata li” (già, come sono capitata lì?!!?) direi che sia stato per un insieme di coincidenze favorevoli; in ordine sparZZZo:

        1)spirito “wild” (ODIO l’uso abnorme di questa parola, ma stasera faccoo la FAIGA pure io ) e tanta voglia di evadere (scappare?!)
        2)passione per il mio lavoro
        3)abilità a lavorare come un mulo, sotto il sole o ammollo, senza far storie, con gente di tutte le nazionalità, per un tot di ore non calcolabili (ma sempre sotto una palma o nell’oceano e con milioni di stelle sulla capa)
        4)carattere esterofilo (W l’Italia, ma lavorare con gli Inglesi, i tedeschi e gli svizzeri è COMPLETAMENTE diverso: se fai, ti viene riconosciuto)
        5) spirito di adattamento (avere a disposizione solo due tipi di bagnoschiuma- o nessuno quando il supply boat non arriva- per qualcuno può essere un trauma)
        6)e soprattutto TANTO ma TANTO C–o!!! 😉 ahahahhaaha!!!

        ps.NOn so se hai latto il mio blog, ma cmq sappi che se lo leggi e non capisci è normale. Ho iniziato a scriverlo per me, come sfogo personale che ogni tanto vado a rileggere. Quindi per me ha senso ma per gli altri, effettivamente, forse non tanto.
        Ma sappi che io ho letto il tuo da cima a fondo durante un periodo della mia vita non proprio chiaro in cui ero li, nelle mie isolette sperdute…quindi GRAZIE 😉

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  4. cristina2486 ha detto:

    Leggings e pull, sono comodissimi per girarsi e rigirarsi. Scarpe comode a prova di gonfiore, io ne ho un paio aperte che si chiudono con dei nastri di stoffa. No a cinturini e listarelle ecc. Integratori contro gonfiore da prendere almeno da due gg prima (consiglio agel exo, peró dovresti trovare un rappresentante, altrimenti qualsiasi integratore per circolazione va bene!). Film a pacchi. Film di tutti i tipi. Cartoni animati. Musica. Mascherina. Tappi per le orecchie o cuffie. Deodorante stick e salviette.

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