Quello Giusto che non ci piace e Quello Sbagliato che ci maltratta

Tornare  a casa da un posto diverso dall’Italia quando “casa” non è l’Italia è sempre un po’ straniante.

Dà l’impressione di non essere mai tornati davvero.

Inoltre sono tornata per stare con l’Orso, ma l’Orso se n’è andato e così sono quattro giorni a girarmi i pollici nella ridente Svezia prima che torni. Si, lo so, avrei potuto fare quattro giorni in più sulla spiaggia nudista ma va bene, sarà per la prossima volta (ricordami di non fare più affari con te, gli ho scritto stamattina).

Insomma, me ne ero andata in Francia senza troppa premeditazione, ho preso il volo tipo dieci giorni prima e contattato qualche scuola, deciso senza neanche leggere tutto il contratto e fatto il bonifico.

Avevo voglia di Francia ma non lo sapevo. L’ho fatto in modo meccanico, senza pensarci troppo, avvolta in questo fumo e in questa aria nolente che da quando ho finito di lavorare (ormai ben quattro mesi fa, da non crederci) mi va vivere le mattine al rallentatore, prenotare voli con insistenza e prendere aria senza sosta.

Ho preso mille volte il raffreddore negli ultimi tre mesi. Ma chi se ne frega.

E così sono partita un sabato mattino senza troppa convinzione, senza idee e con un po’ di paura.

I primi due giorni avrei voluto tornare a casa.

Mi tornavano in mente le parole e l’accento giusto con fatica, erano come nuotatori inesperti che si affannavano a risalire e venivano ricacciati indietro con cattiveria dagli altri, quelli bravi e dai massi del mio cervello.

Insomma io lo devo dire: è una vita che mi oppongo con ostinazione alla Francia.

Ed è una vita che la Francia, con pazienza cerca di riconquistarsi il mio cuoricino.

E’ come se fossi stata per tutta la vita innamorata di uno che non mi calcola per niente, che non fa niente per piacermi e quando si degna di essermi vicina lo fa con sto muso e con sta espressione come se mi volesse ripetere tutte le volte “hai visto quanta fatica faccio per te?”. E io niente di niente, non mi accorgo di niente. Continuo ad adorarlo senza rendermi conto che mi sopporta poco e mi maltratta. Lui, questo macho che non deve chiedere mai e a letto non è stò granchè ma mi vede venerarlo da sempre, è lo spagnolo (esse minuscola).

La prima borsa di studio la volevo fare per la Spagna, pochissimi posti, esami difficili ma io niente, volevo volevo volevo. Ma la Spagna non mi voleva, e io mi impuntavo ma niente, per uno strano scherzo del destino non potevo presentarmi, credo di ricordare che non coincidessero le date o non convalidassero tutti gli esami che mi servivano in tempo utile e toh, mi dico, bah, allora provo per la Francia ma tanto. Faccio l’esame senza convinzione e prendo un trenta e lode, faccio domanda senza crederci e mi mandano la letterina a casa: sei stata selezionata, parti!

E così a cascata: quando mi sono trasferita in Spagna il primo lavoro serio la selezionatrice era francese, e non solo, quando mi hanno assunta è stata lei a guidarmi, capirmi e anche ad ascoltarmi durante il periodus horribilis con l’Ispanofono (un altro dei segnali che la Spagna mi inviava per farmi capire che non ce n’era proprio)  e a consigliarmi, quando mi sono trasferita qui il primo colloquio (dopo una settimana dall’arrivo, tanto che non ci credevo neanche io) è stato con una francese, dolcissima, che mi ha assunto dopo cinque minuti e via via via cantando e suonando, c’è tutta una storia che a volerla guardare bene continua così: io che cerco di fare spagnolo in ogni lago e mi ritrovo sfavata ad occuparmi della Francia, o dei francesi e poi sono contenta e contentissima.

Insomma, io che seguo quello Sbagliato ma rispunta sempre quello Giusto ad ogni angolo ed io invece di riconoscerlo lo denuncio per stalking.

E così è stata anche quest’estate.

Avevo previsto di fare un corso a Cadice, pre-iscrizione fatta e già contattato tutti quelli che conosco in zona: ragazzi arrivo, organizziamoci e allegria cantando.

Ed ecco che non bisogna mai fare programmi a lungo termine, soprattutto quando stai con Quello Sbagliato che di te non ne vuole sapere.

Ed infatti la vita decide lei e così va a quel Paese il corso, bisogna fare nuovi piani per il futuro e toh, svogliata e ingrugnata, apro due schede sul browser, mando una mail senza convinzione, pago e toh, mi trovo in Francia.

 

E di questa settimana trascorsa lì (dopo sette anni, ricordiamolo) posso dire una cosa sola: bellezza.

La gente, la lingua, il corso, i complimenti ricevuti per la pronuncia, per la competenza, un attestato di lingua più alto di quello che pensavo, la prof che mi saluta dicendomi che sono eccellente…

Eh, è sempre così, quello Giusto lo si riconosce troppo tardi.

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6 thoughts on “Quello Giusto che non ci piace e Quello Sbagliato che ci maltratta

  1. Ciao!
    Dopo diversi anni qua mi sono stancata. Trovo gli svedesi e la Svezia estremamente pallosi. Pallosi loro e la loro lingua, che si riesce mai ad imparare bene perché non te la insegnano e non ti aiutano nella conversazione. E poi dicono che tu non impari la lingua…
    Beate te che sei andata in Francia, io nno ne posso più.

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    1. Guarda con me sfondi un portone aperto!
      Ci sono tanti vantaggi innegabili nell’abitare qui (ed infatti chi li nega?!) ma più passa il tempo più anch’io mi rendo conto che non è il “mio” posto.
      Sei stata brava a resistere addirittura “diversi anni”! Ma come hai fatto? 😉
      Comunque, se anche tu se sei arrivata a questa consapevolezza forse è bene che inizi a pensare ad un altro posto, no? 🙂
      (Io lo faccio tutti i giorni e più volte al giorno!)

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      1. Purtroppo sto pure io con un nordico…
        Io pure ci penso ma non ho speranza in Italia, soprattutto alla mia età (sono un po’ grandina – diciamo tranquillamente che per l’Italia sono vecchia).
        Nel frattempo mi faccio spedire in Italia dagli svedesi.
        Il piano B ce l’ho in testa da tempo ma per attivarlo devo prima fare delle cose qui.
        Speriamo di resistere!
        A proposito, tu come hai fatto a resistere?

        Ciao 🙂

        P.S. Io ho resistito perché sono già in parte relativamente ‘crucca’ (Alto Adige)e la Svezia è comunque sempre meglio della Germania (in quanto a pallosità i tedeschi non li batte nessuno!)

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    1. Wow: Grecia, Cipro, Francia… tutti posti meravigliosi! E ci credo che la Svezia al confronto non faccia una gran figura!
      Diciamo che per l’Italia nel privato sì, passati i ventiquattro anni difficilmente ti assumono in modo regolare (a meno che tu non abbia doti, titoli ed abilità fuori dalla media -che effettivamente potresti aver affinato nelle tue peregrinazioni, non sottovalutarlo-) però nel pubblico ogni età è buona. Se ti metti a studiare per qualche concorso serio, anche in Italia c’è possibilità di lavorare.
      Certo, la fatica maggiore è capire “di nuovo” come funziona tutto e rimettersi a studiare magari un anno intero per avere un posto forse a metà dello stipendio che hai qui e probabilmente con migliaia di altri candidati che non appena li conoscerai faranno di tutto per farti passare la voglia!

      Per quanto riguarda me: io resisto perché sono molto innamorata, ho un lavoro che mi piace tanto e cerco di viaggiare spessissimo.
      Non pensavo che certe mancanze che sentivo anche altrove, ma in modo sopportabile, qui sarebbero divenute imponenti e prioritarie.
      Ma alla fine so che non è -del tutto- colpa “della Svezia”. E’ anche dovuto al fatto che ci sono arrivata a quell’età in cui dai per “fatte” una serie di cose e non hai più voglia di metterti in gioco ai massimi livelli ogni giorno.
      Di sicuro per non andare d’accordo con la Svezia io ci ho messo il mio.

      C’è da dire che la Svezia da parte sua non fa niente per risultarmi simpatica… 😉
      In bocca al lupo per i progetti di trasferimento!

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      1. Uff, non me lo dire a me circa l’età in cui dai per fatte delle cose… ho dovuto rimettermi in gioco e non avevo 29 anni ma molti di più (argh!)
        In realtà non ho più voglia di trasferirmi, almeno per il momento. Il lavoro è ancora in divenire (cioè free-lance) e per il momento faccio grandi sfacchinate. Il bilancio è positivo ma ogni tanto mi piacerebbe che la strada fosse un po’ in piano e non sempre in salita.
        (Poi, appena sono in Italia mi viene l’orticaria appena mi ricordo come funziona da quelle parti. Ti dico solo che per fare delle cose in Italia ho dovuto venire qua).
        Mah, forse in Italia è meglio andarci in vacanza col sambo (che la adora).
        Grazie per le tue cortesi risposte e in bocca al lupo per i tuoi viaggi (a proposito, che culo!) 😉

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