Cose che ho capito con la dieta (chi l’avrebbe mai detto)

Sono a dieta dal primo di Maggio (festa dei lavoratori, ma visto che non ho un lavoro ho pensato bene di mettermi a dieta).

Non sono mai stata una fissata con il peso, e anche questa volta, sì, non mi dispiace dimagrire ma in fondo in fondo in fondo in fondo mi piaccio pure così.

Il fatto è che mi era sembrato che l’Orso stesse lievitando e prima di mettergli due funi intorno e farmi il giro della città dall’alto in mongolfiera ho pensato che fosse ora di migliorare un po’ l’alimentazione.

La decisione è avvenuta da entrambe parti, in modo consenziente, non ci sono state liti né feriti, che poi passo per la fidanzatina spaccamaro*i che si impunta e pesta i piedini “se non dimagrisci ti lasciooooohfhgghggvfh”… io queste scenate non le faccio. Anzi, a dire la verità a me l’Orsetto bello tondetto mi piace un sacco. Però temo per la sua salute. In Italia faceva un sacco di sport e mangiando in modo normale non ingrassava, qui non fa niente e mi ingrassa. Meglio darci una regolata.

Ormai quindi sono ventisette giorni che sono (siamo) a dieta e posso dire qualcosa.

Allora, intanto quello che mi sento di dire è: nella mia vita, come in quella di tutte le donne che conosco di qualsiasi età, ci sono state varie diete e se non “diete ferree” con dietista, dietologo e misure ed esami, almeno ci sono state copiose risoluzioni di fine anno o di inizio settembre che facevano così: “sarò più magra/ dimagrirò/ mi entreranno quei jeans”.

E’ inutile nasconderci dietro al dito, lo so, lo sappiamo, è così.

In Italia forse più che negli altri Paesi dove mi è capitato di vivere l’attenzione alla forma e all’estetica è esasperata. Ogni volta che torno amici, amiche, parenti si sentono in dovere di farmi il check.

E si va dal tono bonario che aveva la mia compiantissima e amatissima nonna “Ah te vedo proprio cà te stè ben, varda che bei pecossi!!!” (pensando di farmi un complimento elogiava le mie cosce massicce)  al tono allarmato e malcelato di certe amiche “mmh, ma stai bene?” o al tono imbarazzato di altre che pensando di farmi un complimento mettono a confronto le varie forme che ho oltrepassato negli anni “ora sì che ti vedo bene, quando eri tornata dalla Turchia invece, eh là sì che avevi preso peso” (pensando anche qui di farmi un complimento, probabilmente, mentre quello che io colgo è: ma lo sai che quattro anni fa eri proprio una vacca?) fino ad arrivare al  tono preoccupato di papà: “non sarai mica dimagrita vero?” (ma cosa c’è di male, papà? Eh? Mah!).

Non ci sono grandi filosofie da fare, hai voglia a sentirti bene nella tua cicc pelle, hai voglia a sentirti comunque bella, hai voglia… appunto, ti resta solo la voglia anzi a volte a forza di commenti te la fanno pure passare.

E quindi, posso dirlo?

Ora che sono lontana da tutti e da ogni commento possibile, ora che faccio una dieta mica per dimagrire ma per aiutare un altro, ora che non ho obiettivi scriteriati né li vorrei, ora sì che la sto facendo con disciplina e costanza.

Rispetto e peso tutti gli alimenti, sto imparando un sacco sul cibo e toh, sto pure dimagrendo (poco ma costantemente).

Ecco quindi le cose che mi sento di aver imparato e che voglio condividere:

 

– La dieta non è uno sforzo fisico, è uno sforzo mentale.

Bisogna avere la testa giusta per intraprenderla. No stress, no ansie, no paure. Tranquillità e spirito zen.

 

– Il momento in cui ti sembra che non serva a niente tutto quello che stai facendo, che hai una super fame anche se non dovresti (le diete sono pensate per non farti mai avere fame sennò non è una dieta, è un digiuno, e il digiuno si fa in quaresima e sai perché? Perché in Quaresima si fanno i sacrifici, se fosse una cosa buona e rallegrante non si farebbe, no?) quello è il momento in cui stai dimagrendo. E’ lì che devi tenere duro. Ti devi fidare che il giorno dopo la bilancia ti sorriderà. Quindi tu inizia a sorridere da subito. La bilancia è come la vita, ti sorride se la guardi sorridendo.

(A volte facci pure una risata, che fa sempre bene)

 

– Bisogna fare l’amore.

E’ l’unico sport piacevole, fa consumare (magari poco, magari pochissimo, dicono alcuni, ma chi se ne frega) e inoltre si dimagrisce tutti e due.

Ovviamente va fatto con il buonumore e non con l’ansia di “ah mi sento brutta non sono ancora dimagrita abbastanza”. Chi se ne frega? Siete belle uguali!

 

– Durante la dieta il cibo passa dallo status di “piacere della vita” a quello di “esperimento scientifico”.

Per gente come me, come noi, come pure credo molti là fuori, il cibo è convivialità, è serate con gli amici, è profumo per le strade, è gioia di colori al mercato, è creazione ai fornelli…

Durante la dieta il cibo diventa quella cosa presente in natura con varie forme di diversi colori che una volta ingerita si trasforma in energia.

Pura scienza.

E così che durante la dieta io sto imparando a considerare il cibo. Le feste le faccio ancora, ma senza mangiare porcherie, semplicemente mi trovo altri piaceri (rimandiamo al punto precedente per un’idea) e -per il momento- rimando il discorso “cibo-piacere”.

Quello che metto dentro deve essere trasformabile in energia o di facile smaltimento. Altrimenti non va bene. Punto.

 

– Durante la dieta si riscopre il mondo.

Io sto facendo una dieta leggera, non sto facendo particolari sport e nella vita punto sempre a  non essere una fanatica delle cose. Certo, quando mi propongo di fare qualcosa di nuovo voglio farla fatta bene, ma non voglio rimetterci la salute, queso è un mio punto fondamentale.

Il fatto è che per tenersi lontane dalla cucina o dalla possibilità di ingerire qualcosa di diverso uno riscopre gli hobby che aveva, riscopre la bici, riscopre il piacere di una camminata, riscopre la chiacchierata senza per forza tenere qualcosa in mano (dal bicchiere di birra al piattino di aperitivo).  E’ bello anche questo. Aiuta a volersi bene di più.

 

– L’importante è la salute.

Non bisogna diventare scemi, non bisogna sentirsi in colpa se non si è trovato quell’alimento che bisognava mangiare oggi, non bisogna punirsi se lo yogurt è al 3% di grassi invece che allo 0,1%. Non bisogna sgridare gli amici perché si stanno facendo un sacrosanto panino con la porchetta, non bisogna puntare il dito contro gli altri, non bisogna avercela con la gente, i supermercati, le promozioni e i menù. Facciamo una dieta per sentirci meglio, non peggio.

L’importante (davvero) è la salute.

 

 

 

Sto imparando un sacco di nuove cose, sto imparando come sono formati gli alimenti che compro, leggo le etichette e le capisco, sto imparando ad ascoltare il mio corpo e a capire quando è ora di muoversi, sto imparando ad avere dei ritmi più stabili e sto imparando la cosa più importante per me: l’autodisciplina e l’autocontrollo.

 

Magari non dimagrirò un granché, ma diventerò una persona più consapevole.

Almeno spero.

 

 

 

 

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