“Manco te fé, manco te farissi”

Questa massima è di mamma, una delle donne più sagge della famiglia (ehm ehm).

Il fatto è che da quando non lavoro più passo i giorni a guardare la natura. Sì, perché da qui dove sono inizia un bosco dove la gente (gli altri, sempre gli altri, non confondiamoci) fanno sport, portano a passeggio il cane, camminano.

Ieri mattina per esempio ho notato che le nuvole correvano, si spostavano velocemente, un po’ troppo velocemente.

Quando l’uomo che condivide il mio letto ed il mio mutuo è venuto a portarmi la tazza di caffè (sì, ho un uomo che la mattina mi porta la tazza di caffè, ma mica si comprano così, lo devi prendere ed educare ma farlo con gentilezza in modo tale che finisca sempre per credere che sia una sua personale scelta e non una tua imposizione anche se tu sotto sotto sai il contrario – mi viene in mente quella storia del papà e della mamma di una mia amica che adesso ha superato i quarant’anni. La mamma e il papà si sono conosciuti ovviamente in un’altra epoca, cinquant’anni fa più o meno. Gli uomini ci giravano attorno molto di più con le parole e le donne cercavano di non dire mai quello che veramente pensavano, perché veniva insegnato così. In quel caso però la mamma della mia amica ebbe l’audacia di dire quello che voleva, eccome. Alla proposta timida e impacciata di lui di sposarlo lei, molto ferma e diretta, rispose: “io ti sposo, ma tu mi porterai il caffè tutte le mattine”.

Da cinquant’anni lui ogni mattina si sveglia, prepara il caffè e lo porta a letto a sua moglie.

E’ o non è uno dei motivi per sorridere anche oggi?)

l’ho ringraziato per il caffé e gli ho fatto notare le nuvole che correvano sopra di noi.

Lui mi ha risposto che era il vento che le faceva muovere così. Allora ho abbassato lo sguardo e ho visto che effettivamente gli alberi del bosco si muovevano molto.

Questa storia può avere molte morali, per esempio che se ci si concentra solo sulle cose alte, astratte, spirituali, si rischia di perdere il contatto con le cose reali, tangibili, che ci sono davanti.

Oppure che c’è sempre bisogno di un punto di vista esterno per vedere le cose ovvie, anche se ci sono davanti agli occhi.

 

Ma quello che io ho pensato, invece,  vedendo le nuvole correre sopra il cielo svedese, prima che entrasse lui con la tazza in mano, è stato, due punti: “vedi, anche loro vogliono scappare via di qua”.

2 thoughts on ““Manco te fé, manco te farissi”

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