From Russia with love

Sono atterrata a Mosca. Sto scroccando la connessione a non so bene chi, forse a questo dietro che magari tra un attimo si gira e mi dice “ti spiezzo in due”…  quindi scriverò un post velocissimo mentre cerco di rispondere in non-russo alla signora che mi sta riempiendo di domande sui voli…

 

Ieri sera ho mandato una mail per sicurezza al tipo dell’organizzazione che mi deve venire a prendere di RICORDARSELO, visto che atterriamo (io e un super tortellino che sembra simpatico, che non ho mai visto, che dovrò incontrare ora all’aeroporto di Mosca [va tranquillo, gli ho detto, che mi riconosci, sono quella con gli stivaletti rosa e la faccia da scema] che sarà il mio compagno per i prossimi sei giorni) all’1:15 di notte e prevedo che l’aeroporto armeno di lunedì notte non sia proprio un viavai di gente… e prima di partire da casa stamattina questo mi scrive (probabilmente già ubriachissimo): NO PROBLEM! MANY WISHES TO YOU! (ma in che senso? Mi fai gli auguri? Ma mi devo toccare?) THERE WILL BE A PERSON WAITING FOR YOU! (cioè c’è uno con il cartello con il mio nome? Evvai! Il sogno di una vita!)  IF YOU DON’T SEE THE PERSON, OUR TAXI HAS A CAMEL ON THE DOOR! (e qua ho rinunciato a capire… ho direttamente spento il pc e sono partita incontro al mio destino).

Sì, lo ammetto, stamattina è stata così: un po’ di ansietta della partenza. Poi: ingorgo al check in , ingorgo al controllo della sicurezza (un’idea: perchè non fate le file divise per tipo di viaggiatore??? Tipo: fila per passeggeri alla prima esperienza di volo, fila per passeggeri con più di venti voli l’anno, fila per passeggeri over 65, fila per gente che ha dormito in aeroporto e c’ha la faccia stravolta e non capisce niente, fila per surfisti californiani nudi… no niente, mi sono distratta dal tipo qua davanti), insomma arrivo alla zona imbarchi quindici minuti prima della chiamata.

Ok, va bene, no panic mi dico, ho il tempo di andare correndo a farmi una ricarica, comprare due riviste e andare alla porta d’imbarco, no panic.

Compro la ricarica, cerco i monitor, gate numero venti, ok, diciotto, diciannove… e basta.

Dov’è il venti???

Eccomi, all’aeroporto che forse ho frequentato di più negli ultimi sei anni in posizione “pirla che non ha mai volato con la faccia da ebete ferma in mezzo ai passeggeri che hanno fretta e la travolgono” …

finalmente lo vedo, manca UN MINUTO all’inizio dell’imbarco del volo per Mosca e mi rendo conto (grazie corsi di sicurezza dell’aeroporto, grazie anno di lavoro al check in, grazie conoscenza di tutte le normative dei passeggeri ed i regolamenti aerei… per esservi cancellati dalla mia testa!) che la porta d’imbarco è DOPO il controllo passaporti, visto che Mosca non è area Schengen…

Vabbè, botta in testa, vado, corro e questi iniziano l’imbarco quaranta minuti dopo.

QUARANTA.

Mi si siede vicino il polacco che aveva cercato di sorpassarmi in coda. E un obeso.

Io non ho niente contro gli obesi (lo diventerò anch’io un giorno, se non la smetto con la combo grassi e carboidrati) ma le compagnie aeree prevedono che se non ci state possiate acquistare un’extra seat, perchè non lo fate???

Comunque mi trattano bene.

Turbolenze per tutto il volo.

Finalmente atterro.

Panico.

Io non ho il visto.

Non ho l’immigration card.

Insomma “mi respingeranno alla frontiera” come ho letto ieri sera, superimpanicata dal sito di “Viaggiare sicuri” della Farnesina.

Invece no. Appena arrivati c’è un bancone per le “international connections” e la tipa mi dice: devi passare il controllo passaporto e poi aspettare il tuo volo. Sorriso.

Sorrido anch’io.

La tizia al controllo passaporto, dalla sua biondezza mi chiede: “Yerevan, DA?” e IO: DA! DA!”, bòna mamma, parlo anche il russo!!!

Ed eccomi qua.

Viva.

E il tizio dietro non mi ha ancora spiezziato in due.

Armenia, arrivo!

 

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2 pensieri su “From Russia with love

  1. smilablomma ha detto:

    “ti spiezzo in due” UAHA AH AHAHA AHAH mi hai fatto morì.
    bramo il reportage dell’armenia, della quale non so niente, a parte che il mio ristorante preferito di Manchetster è la ARMENIAN TAVERN. secondo me vale.

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