Tutta questa gente brava: dove ce la mettiamo? (un post che non pretende di dare soluzioni)

A volte ho la sensazione di brusio.
Come quelle radio quando non trovi la stazione e fanno “brbzbzbzbzbbzbudhgbbzbzbzbngghfnfffnznzznznbzbzbzbzbzbzb”. Ecco, questo rumore -che esiste solo nella mia testa- lo sento ogni volta che apro la pagina di Facebook, dei forum, i commenti agli articoli del Corriere on line.
E, purtroppo, anche quando leggo gli articoli del Corriere on line.
Mi sembra -ma sia chiaro, io non ho la pretesa di risolvere nulla, voglio solo lamentarmi dolente sul mio scoglio mentre Enea se ne va, che deve fondare una città, lui, mica può stare appresso a me- che ci sia un logoramento della qualità verso il basso.
Trovo frasi stupide su Twitter, commenti volgari, spesso maleducati e ironia non dosata che finisce per essere offensiva. Leggo commenti disinformati, pieni di rancore, rabbia e cattiveria.
Ma poi, il peggio: leggo articoli scritti con pressapochismo, inconsistenza, superficialità.
E mi chiedo: questo giornalista è stato pagato per scrivere sta roba?
E purtroppo mi rispondo: è stato pagato poco e male e se gli va bene a 90 giorni.
Basta aprire il giornale (il Corriere non lo cito a caso, è quello considerato il quotidiano italiano più autorevole all’estero, quello con maggiore tiratura in Italia) per trovare lo specchio di quello che l’Italia è diventata: dei vecchi comodi comodi con le loro sicurezze (stipendio a fine mese, pensione a fine carriera) e giovani scomodi scomodi con le loro incertezze (se il pezzo va bene pagamento a 60 o 90 giorni, contratto a progetto, contributi forse pagati ma magari ci mettiamo d’accordo, scritture private firmate a inizio mese tutti i mesi…) che devono sempre trovare un guizzo, un’originalità, una creatività in più che li faccia stare a galla e venir chiamati anche la prossima volta.
Insomma una differenza bella grande: chi si deve preoccupare di chiedere le ferie in anticipo per prenotare le vacanze e chi non sa se questo mese dovrà chiedere i soldi a casa per pagare l’affitto della camera nell’appartamento che condivide con altri.
Cerco di non fare retorica: quello che scrivo è frutto di quello che vedo, delle persone con cui parlo, delle esperienze mie e dei miei amici.
Mi viene la nausea a vedere pezzi piacioni e pensati di giornalisti con il pancione ben accomodati sulle loro poltroncine nei loro studi e pezzi scritti di fretta con qualche informazione raccattata on line da giovani con due master ma senza conoscenza di quel preciso argomento.
E mi sembra tutto così: da una parte chi sta lì e non si muove, da una parte chi si muove fin troppo.
E certo: la colpa (se di colpa si vuole parlare, ma non mi sembra il caso) certo non sarà di quelli che stanno seduti comodi sulle loro poltrone, non hanno rubato niente a nessuno, si sono costruiti una professionalità che gli ha permesso di fare questa vita rispettata e rispettabile.
Chi dice niente.
D’altra parte non è che i buoni siano solo quelli con meno di 35 anni (sì, perché bisogna pure alzare gli anni di quelli che si considerano giovani: mio padre a quell’età lavorava da almeno 15 anni con un’azienda propria e aveva tre figli) ce ne sono di incapaci, impreparati, privi di talento…
E questi privi di talento spesso si lamentano usando la scusa del vuoto di opportunità per la loro generazione, ma siamo onesti: anche in altre generazioni non avrebbero trovato molto spazio.
Il fatto è che, a queste condizioni di contrattini, tirocini, fatture malpagate, lavori chiesti all’ultimo momento che non si possono rifiutare… anche quelli preparati, capaci e talentuosi finiscono per sembrare degli imbecilli.
Tutta questa gente brava: dove ce la mettiamo?

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2 pensieri su “Tutta questa gente brava: dove ce la mettiamo? (un post che non pretende di dare soluzioni)

  1. smilablomma ha detto:

    ma poi sai, pensavo pure che se io fossi uno di quei “giovani” del corriere, pagato uno schifo se mi va bene ecc. ecc., ce ne metterei zero di impegno a scrivere quello che mi chiedono. cioè: qualità del pezzo e mio impegno proporzionati allo stipendio. del resto se non era per i soldi stavo serenamente al mare a bere un cocktail con l’ombrellino. 🙂

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