Impressioni d’Italia

Sono troppe, solo da due giorni qui e già ho bisogno di una lista:

– i telegiornali parlano tanto di Stati Uniti, anche di soli fatti di cronaca e per niente di Slovenia, Austria, Croazia, Albania, Polonia, Serbia, Bosnia, Bulgaria, Grecia… tutti Paesi vicinissimi all’Italia. Sono sicura che metà della gente che incontro per strada non saprebbe collocarli su una cartina muta.

– che belli i genitori che ti vengono a prendere alla stazione
– la stazione alta velocità di Bologna sembra un’astronave. O un aeroporto. Però mi piace. Anche perchè sbuca sui binari che interessano a me

– sono arrivata venerdì alle 23. Mangiato velocemente, nanna e sveglia presto per prendere il treno per casa… risultato: alla stazione di Milano è stato il mio primo vero impatto di nuovo con l’Italia. In mezz’ora di tempo in cui dovevo aspettare il treno ho alzato il PIL del 5%. (E se avessi avuto anche solo dieci minuti in più l’avrei alzato del 10%) in trenta minuti ho comprato non so quante riviste (italiane, finalmente!), libri (in italiano, finalmente!), cappuccini (buoni, finalmente!), pizze al trancio (non parliamone proprio, stavo per commuovermi sul bancone)

– per il telegiornale la cosa più importante del nuovo film (americano) di Penelope Cruz (spagnola) sia che lei ama l’Italia.

– Su Rai Tre c’è ancora Daverio.

– Lunga vita a Daverio.

– Gli ospedali italiani sono posti puliti, silenziosi con altri pazienti che ti salutano e fanno conversazione. Ogni tanto un gruppo di infermiere spettegola sulla nuova tinta della caposala. Sulle porte delle stanze ci sono i menù settimanali.
Scritti in italiano, inglese, francese, spagnolo e arabo.

– Tutti i telegiornali parlano di Renzi. Mah.

– Mi mancavano persino le scritte sui muri di Milano

– alla fiera della mia città, che quando ero ragazzina era l’evento dell’anno, sempre affollatissimo, non c’era nessuno. Un piadinaro triste rigirava una salsiccia sulla griglia.

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5 pensieri su “Impressioni d’Italia

  1. fughetta ha detto:

    E’ abbastanza così anche per me. Come capisco la faccenda dei libri, le riviste, i tranci di pizza che non compravo mai in aeroporto. Il mio vero problema in questi ultimi tempi e che mi rendo conto che non so se in Italia sarei più capace di viverci. E la cosa mi fa un po’ paura…

    Mi piace

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