Chi la sa, la spacchi

In questi giorni ho in mente solo una parola.
Febbraio.
Mi sembra che il mondo si riempirà di opportunità, a Febbraio.
Mi sembra che ci sarà una mia nuova giovinezza, una mia nuova condizione di zaino in spalla, una mia nuova condizione di sola e libera, a Febbraio.
E guardo voli, e guardo master, e guardo corsi, e confronto biglietti.
Poi penso che in realtà dovrei anche riempire di qualcosa il tempo da qui a febbraio e allora guardo voli, penso a viaggi e confronto biglietti, anche per i mesi precedenti.
Ci sono così tanti posti che mi mancano da visitare, ma sto diventando vecchia, ed inizio a provare nostalgia per quelli dove sono stata e vorrei tornarci.
I prossimi vorrei che fossero Portogallo, Marocco, Danimarca, Estonia, Lussemburgo, Francia, Armenia, Georgia, Turchia, Israele, Libano.
Per rimanere vicini.
Poi direi Mongolia, Laos, Nepal, Uzbekistan, Kazakistan, Australia, Singapore.
Ma diciamo anche pure che se domani mi dicessero: ehi, vieni con me a Zanzibar direi di sì.
Insomma, mi importa muovermi.
Mi interessa vedere nuove cose, aprire la testa, fare entrare aria, come si fa con le finestre.
Ho voglia di novità, ho voglia di cambiamento.
Non c’entra settembre.
C’entra che tra due settimane (anzi, dodici giorni) sarà un anno passato qui ed a me non piace per niente.
Non piace non decidere le cose che mi capitano, non mi piace dover stare con qualcun altro e sentirmi (soprattutto) responsabile per le mie scelte, non mi piace parlare al “noi”, non mi piace dover programmare i viaggi, non mi piace avere degli orari, non mi piace l’organizzazione, non mi piace la gestione, non mi piace l’ordine, non mi piace la programmazione e la progettazione, non mi piace l’incasellamento, non mi piace la categorizzazione, non mi piacciono i limiti, non mi piace la sveglia che suona, non mi piace il dover fare e il dover essere e il dover partecipare, non mi piace che la gente si sposi e gli venga pure voglia di invitarmi, non mi piace mandare email di incoraggiamento e venir fraintesa, non mi piace non aver nessuno con cui parlare, non mi piace non riuscire a dosare le notizie private da quelle che possono essere rese pubbliche, non mi piace dover fare le presentazioni, non mi piace sapere cosa mi aspetta, non mi piace l’idea di futuro certo, non mi piacciono le certezze, non mi piace il freddo, non mi piace il ghiaccio, non mi piace l’ansia che mi assale ogni mattina quando esco e penso “oh no, non dirmi che è già arrivato il freddo”, non mi piace il pensiero del “a fine mese arriva lo stipendio”, non mi piace cercare i mobili per la casa, non mi piace fare la fidanzata, non mi piace dover chiedere, non mi piace disturbare, non mi piace bussare e non mi piace chiedere di uscire.
E lo so che posso sembrare un’asociale (mai affermato il contrario) ma sono stufa e vorrei ogni tanto prendermi una vacanza (lunga, se possibile) da tutto questo.

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18 pensieri su “Chi la sa, la spacchi

  1. HappyAladdin ha detto:

    Leggendolo ad ogni riga pensavo ‘celo, manca…’, sai, come con le figurine. E di certe cose pensavo, di questo ho il contrario opposto. Bello lo sfogo, però. Spero che almeno scrivere abbia aiutato.

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    • virginiamanda ha detto:

      Sì, ha aiutato… soprattutto a creare tanti nuovi Google Docs con i link alle compagnie aeree che mi interessano da qui a Febbraio.
      Ma si parte sempre da qualcosa,e il passo più difficile è sempre il primo fuori dalla porta di casa.
      Un abbraccio

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  2. rosesandcherubim ha detto:

    leggendo questo post mi viene in mente la celebre citazione del giovane holden su come vorresti che qualcuno fosse tuo amico per poterlo chiamare al telefono quando vuoi 🙂
    sebbene io viva al momento in italia e anche se volessi non potrei parlare di un “noi”, capisco molto bene quello che scrivi. sto passando un momento di “crisi esistenziale” per molti dei punti da te elencati, soprattutto perché penso che purtroppo, a un certo punto, alcune cose siano inevitabili.
    poi vabbè, applausi fragorosi per “non mi piace che la gente si sposi e gli venga pure voglia di invitarmi”.

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  3. paturniosa ha detto:

    Epperò pensa anche all’altra faccia della medaglia.
    Il “noi” è un peso a volte, ma io che in questo momento non ce l’ho ne sento la mancanza.
    Il partire è necessità fisica e lo so bene, ma pensa a tutto quello che hai fatto e a come sei brava e sorridi.

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    • virginiamanda ha detto:

      Già Pat, tu sei una persona saggia e quello che dici è vero. A volte ci si inabissa nella propria condizione, si tirano le coperte fin sopra la testa e non ci si rende conto che si è fortunati. Per tanti motivi (e lo dico anche per te).
      Per quanto riguarda il fatto di essere brava, non ne sono sicura. Ma a volte è solo difficile dover stare in un posto che non sembra vicino al diventare “casa”, neanche nei giorni più splendenti. Ti abbraccio forte, e grazie per aiutarmi ad aggiustare il tiro dei pensieri. Come lo fai tu, con questa grazia, nessuno.

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  4. Topper ha detto:

    Condivido quasi tutti i tuoi “non mi piace”. Sono appena tornato da un viaggio e già penso al prossimo per il quale abbiamo molte mete in comune. Il più imminente però sarà In Africa, con la mia associazione di volontariato e, nonostante l’organizzazione necessaria, so che sarà entusiasmante come sempre.

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  5. Liuri ha detto:

    Provo solo tanta invidia…il “noi” mi ha solo strappato le ali che piano piano e con molta fatica mi ero costruita…pensavo che l’amore mi avrebbe completata…invece mi tiene immobile in una casa dove non posso neanche incontrare qualcuno diverso ogni giorno…io vivrei in aereo, vedrei posti diversi ogni giorno, culture diverse, piatti diversi….invece “bisogna” che si faccia un figlio prima dei 35, “bisogna” comprare la casa, il mutuo, le spese…ho solo voglia di tornare a volare…in tutti i sensi…
    Tanta…tanta invidia…

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    • virginiamanda ha detto:

      Dai, in fondo non è così male. Se stai con qualcuno lo fai per stare meglio rispetto a quando sei sola, se invece stai peggio la soluzione la sai anche tu.
      Io penso che si cerchi sempre qualcuno che ci assomigli un pochino o che condivida le nostre passioni. Se hai scelto quella persona per stare al tuo fianco, e lei sa che a te piace viaggiare, in qualche modo vi verrete incontro.
      Poi per quanto riguarda il “bisogna fare figli prima dei 35 anni”, io sinceramente non credo che tutte siamo fatte per la maternità. Io ci penso più ora di qualche anno fa, certo, ma non credo che sarei una buona mamma. Passo le giornate ad educare figli degli altri, a riflettere con loro e a spronarli a migliorare ed ho aspettative così alte su me stessa e sugli altri che se diventassi madre sarei così esigente con i miei figli che scapperebbero non appena fossero in grado di camminare. Non diventare madre non lo vedo come un peccato, una rassegnazione o una rinuncia. Mi sembra solo una presa di coscienza. Guardati dentro e chiediti se tutto quello che stai facendo lo fai perché veramente lo vuoi e perché veramente ti sembra giusto. Se non lo è: agisci di conseguenza. Tutto si può fare nella vita, meno che andare contro la propria coscienza. Sempre in bocca al lupo per tutto! Un abbraccio.

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  6. Camilla ha detto:

    Comunque amica, tutte le cose che tu odi, a me piacciono 😀 Il signore dà il pane a chi non tiene i denti! Ma non ti preoccupare, mo ‘ il weekend a Montecatini Terme ce lo facciamo uscire…

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  7. wif ha detto:

    Beh, io mi sono ritrovata sambo senza neanche accorgermene. Abbiamo risolto così: ovunque vada, viene anche lui. Un po’ perché lui ha perso il lavoro e un po’ perché gli piace fare il casalingo (io sono negata). Auguri.

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