Team-building: why? (un post da leggere anche solo per la fatica di mettere tutti i link alle foto)

Ieri mi è toccata questa esperienza.
Dal tono si intuisce che ne avrei volentieri fatto a meno, ma non potevo rifiutare.
Funziona così: si fa una “gita fuori porta” con tutta l’azienda, e si fanno varie attività all’aperto con i colleghi.

Che uno potrebbe anche pensare: che bello, che bello.
Uno qualsiasi.

Io no.

Io ho imparato all’età di cinque anni di non essere una persona sportiva.
L’ho accettato.

A quanto pare il mondo attorno a me: no.
Ed eccomi quindi nella città “adatta a chi ama lo sport e le attività all’aria aperta”, circondata da gente che fa jogging ad ogni ora del giorno e della notte, su terra e sull’acqua, con il sole e con la pioggia, con qualsiasi vestito, d’estate, in primavera, in autunno e, ebbene sì, d’inverno, a qualsiasi età, da single, in coppia, in compagnia, in famiglia e (veramente, veramente, veramente) con il passeggino.
Non solo.
Qui la gente fa abitualmente cose tipo questa, questa, questa, questa, questa, questa, questa, questa, questa, questa, questa, questa, questa, questa, questa, questa, o questa . (Sì, vestiti proprio così).
(A volte anche così, ma poche purtroppo.)
E ne sono pure entusiasti.

Quando hanno poco tempo, li trovi qui.

Insomma, in un posto del genere cosa aspettarsi quando il capo prende il microfono e dice: “venerdì venite vestiti sportivi, staremo fuori per almeno dieci ore?
Consideriamo inoltre che raggiungibili in pochissimo dalla città si trovano fiumi, laghi, foreste…

La sera prima ovviamente mi sono messa a piangere, con corollario di “ma chi me l’ha fatto fare?”.
Una mia incolpevole amica per tirarmi su mi ha detto: “dai, non ti hanno dato l’ergastolo”.
Beh, che dire… quasi.

Poi il giorno dopo, arrivata con l’ansia, ci hanno portato ad un’ora e mezza dalla città, abbiamo attraversato lande desolate (beh, quello qui non è una novità) e siamo arrivati a destinazione.
Praticamente ci hanno diviso in gruppi e…
fatto fare gli stessi giochi dell’azione cattolica.

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4 pensieri su “Team-building: why? (un post da leggere anche solo per la fatica di mettere tutti i link alle foto)

  1. gattosolitario ha detto:

    Ecco una cosa che non mi manca per niente. L’obbligo di fare queste cose, e se non partecipi non sei sociale. Che poi stare al lavoro e non parlare tra colleghi per 7 ore a parte i due momenti dedicati è invece socialità…. benvenuta nel reame 🙂

    E complimenti per il lavoro ed il resto.

    Mi piace

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