di giugni e di cose che non puoi sapere, all’aeroporto davanti ad

All’aeroporto.
Ho due birre davanti, e una non è mia. (Non bevo mai alcool da sola). (O almeno ci provo).
parto dal Sud della Svezia e vado in Italia. Starò cinque giorni tra centro-nord-sud est-sud- sud ovest e poi andrò da Sorellondra in quando bridal maid. Si buongiorno, proprio io.
Manco so cosa devo fare.
Lei mi ha detto “firmare” sollevandomi solo. per lo 0,1 per cento dal peso della responsabilità.
E poi lei è così contemta e loro sono così innamorati, anch’io cuore di pietra m intenerisco e voglio che vada tutto bene.
Essendo mia sorella conosciuta urbi et orbi per la vocina stridula e la tendenza all’isteria da stress (celebre mia nonna, quando Sorellondra stava scrivendo la tesi, che le chiese una cosa sulla data, forse e si beccò lo sclero di mia sorella, e senza cambiare espressione non le rispose ma si girò verso di noi e disse “ea me pare un fià esauria”),temo chesi stresseràtantissimo e vorrei alleggerirle il peso, ma il matrimonio sarà in Italia, io abito in Scezia, lei e l’husband-to-be a Londra, appunto.
In quanto bridal maid ma soprattutto bridal mail considerando le nostre comunicazioni, mi è sembrato doveroso portarle il mio ehm coinquilino, visto che ci suamo conosciuti tre anni fa, stiamo assieme da due e viviamo assieme da otto mesi. E insomma, mi Sto arrivando! che glielo dovevo.
Tra poco parto, facciamo il giro d’Italia e poi cinque giorni a Londra dagli sposi to be.
E io sono un po’ emozionata.

Perchè io ci pensavo stamattina. Ci siamo svegliati a casa di questo suo collega a Gotemburgo, in una stanza piena di sole alle 4 del mattino, io sudavo, e a fianco avevo questa barbetta bionda che dormiva e ogni tanto si svegliava e mi dava un bacino.
E ci pensavo che a giugno di tre anni fa, ero reduce dal mio erasmus in Italia, ed era venuta mia sorella a trovarmi nella cottà più bella d’Italia, quella dove arrivo stanotte, e mi aveva detto: io lo capisco questo clima, feste, conosci tanta gente e sei allegra, ma stai attenta a non perderti.
E io le ho detto, sulla strada che porta a piazzale Michelangelo dove stavamo ferme a prendere il sole come due turiste qualsiasi che avevo conosciuto uno, che mi piaceva però chissà, io sarei partita per la Turchia, e poi boh, chi lo so.
Chi lo Sto arrivando! che ci saremmo sentiti via Skype ogni giorno.
Chi lo sapeva allora che saremmo finiti per essere innamorati il venerdì mattina in un appartamento bianco inondato di luce a ioteborjè?
Chi lo sapeva allora che avremmo avuto una bicicletta fuori, legata ad un tavolino bianco che guarda il lago?
Chi lo sapeva allora che sai finita al corso di svedese intensivo e a lavorare nelle scuole svedesi?
Chi lo sapeva allora che mi sarei sentita così tranquilla e serena assieme a qualcuno? Che avrei sempre avuto voglia di stringegli la mano e di dargli i bacini al mattino ma anche di fargli la carbonara quando è giù?
Chi lo sapeva e chi lo poteva sapere.
Ora me lo porto a Londra. E lui mi porta a Matera.
E dopo torniamo in Svezia.

Assieme.

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