Devo solo ricordarmi di dare del “voi” (non ci riuscirò mai)

Ho iniziato questo post varie volte: dal momento in cui ci siamo conosciuti, dal primo pensiero che ho fatto io guardandolo (###### censura######), dal fatto che ci siamo conosciuti a giugno 2010 (sì, sono passati due anni e mezzo), dal fatto che la seconda frase che mi ha detto è stata: ” e così te ne vai in Turchia nove mesi, eh?”, dalle chat via skype in Turchia, dal weekend a Istanbul, “mi eri proprio mancata”, i discorsi stupidi, “non sono innamorato”, “non venire più in Turchia”, “buona fortuna”, “ciao, quando ho visto la tua chiamata mi sono agitato”, “non mi aspettavo mi facessi gli auguri”, “sono triste e ho pensato di chiamarti”, “vieni a cena da me stasera? Giuro che non ci provo, ma ho l’Amarone per tirarti su”, “non farmi mettere in ginocchio per chiederti di tornare con me”, “ok, mi metto in ginocchio”, “tu cosa vuoi fare?”, “questo è il mio tecnico” detto alla Commissione il giorno della laurea, la birra sulla terrazza del Panorama a Stoccolma ad agosto, “tu ci verresti in Svezia con me?”, dal fatto che sul contratto d’affitto c’è scritto il mio ed il suo nome.

Ma insomma, la storia è lunga (neanche troppo), stiamo bene, abitiamo assieme.

E’ giunto il momento che ho sempre temuto: devo conoscere i suoi.

Ho procrastinato inventandomi le peggiori scuse del mondo: facendo finta di non esistere, trattenendo il fiato ogni volta che era al telefono, non parlandone mai e facendo un esaurimento a settembre, quando sarei dovuta scendere per un matrimonio di una sua amica, e lì -ta dà- ci sarebbero stati i suoi.

Insomma, c’ho l’ansia.

“Ma tu piaci a tutti!” mi ha detto lui, caro, che tenero, e pensa che io ci creda. Io che mi conosco da un sacco di anni e non è che mi piaccia poi molto. Ma figuriamoci gli altri.

Quindi, bisogna minimizzare i danni.

Perchè parlo di “danni”?

Perché parto svantaggiata. Ma che dico svantaggiata parto proprio con una croce già attaccata alla schiena. Non posso piacergli.

 

Per tantissimi motivi:

 

– sono del Nord (loro no)

– Sono nata E cresciuta a Nord, anzi, precisiamo: nel Veneto (esiste un posto nell’immaginario italiano dove la gente sia più chiusa ed intollerante? No, bravi)

– Se questo non bastasse (assicuro che basta) o magari, volendo fare i gentili (ne dubito) cercassero di soprassedere, c’è da ammettere che quando apro la bocca… (beh, diciamo che la Pellegrini ubriaca a confronto sembra una fiorentina perbene doc che va a fare un provino di dizione dalla Mari) ho un accento molto marcato.

– il loro figliolo bello “mi mantiene” (ovviamente non è del tutto  vero ma agli occhi di un genitore è così)

– ho studiato delle cose campate per aria (Italianistica, Linguistica Applicata, ma che è, se magna?)

– odio ogni genere di sport (la mamma insegna educazione fisica)

– non sono affatto una fighetta, e la cosa quando torno a casa aumenta in evidenza, dal momento che ho armadi smembrati tra Italia, Svezia, Turchia e Romania, e quindi sembro sempre uscita dal bancone a colori della Caritas

– posso anche essere simpatica, ma lo sono con un’ironia che fa ridere solo quelli che mi conoscono, e agli sconosciuti può sembrare saccenza

– dò del Lei (e dovrei invece dare del Voi)

– non sono una strafiga imperiale (e la commessa che ha cercato di vestirmi per una serata ha tenuto a ricordarmi che “agli uomini del Sud piacciono quelle fighe” buttando la mia insicurezza in un abisso senza uscita)

– le situazioni formali mi imbarazzano

– lui non sarà di nessun aiuto (grazie, gli vado bene come sono, a lui!)

 

Insomma, devo riuscire a trasformarmi in una figa imperiale, che si sa vestire, che sa parlare con una dizione impeccabile, e soprattutto che riesce con disinvoltura a dare del Voi in sei giorni.

 

 

 

 

 

 

Aiuto…

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18 pensieri su “Devo solo ricordarmi di dare del “voi” (non ci riuscirò mai)

  1. Millimetrica ha detto:

    Provo a darti qualche consiglio: se quelli del veneto sono chiusi e distanti, e tu sei come sei, allora magari a quelli del sud vanno bene solo le donne come le descrivi tu, e i suoi genitori sono come sono, e non è detto che non siano diversi. Non arrivare con dei pregiudizi: se poi li avranno loro saranno loro a sbagliare.
    Non ha senso che ti presenti diversa da come sei, perché tanto lui ti ama così e perché se siete destinati a stare insieme prima o poi i suoi ti vedranno per come sei. Tanto vale che loro lo vedano subito e anche che il tuo lui ti veda subito con loro come sei. Peraltro, se lui a quel punto storcesse il naso, allora meglio che tu sappia prima se per lui conta di più come stare insieme o cosa pensano i suoi (ma non ho dubbi che sia la prima).
    Considera poi che se loro gli vogliono bene la cosa che conterà di più è vedere che vi amate, il resto è inutile contorno. Se gli interessa altro, non gli vogliono davvero bene e possono anche andare al diavolo.
    Da ultimo: grazie a dio loro stanno al sud e voi in Svezia 😀

    Andrà tutto bene!!

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    • virginiamanda ha detto:

      Ciao Millimetrica!
      Grazie per i pareri! 🙂
      Volutamente nel post è tutto esagerato (a parlare è l’ansia!), lo so che al Sud non si può generalizzare, e infatti se non lo pensassi io non starei con lui e lui non starebbe con me! Il problema è che come presentazione, senza conoscermi, non arrivo con un bel background per uno che sta in Campania. Voglio dire, io sono veneta ed ho un accento molto forte ma sto con lui da abbastanza e fuori dal Veneto da almeno dieci anni.
      So di loro, nel senso specifico di loro come “loro due” che sono persone attente alle forme, che per il figlio vorrebbero la ragazzina tutta sistemata ed a modo, magari della zona.
      Per questo dico che parto svantaggiata, perché a guardarmi ed a sentirmi parlare uno mi sgama immediatamente.
      Poi anch’io spero che con la distanza e tutto non è che mi debbano accettare (conviviamo già, non ci servono pareri, se li avessimo voluti li avremmo chiesti prima!) però vorrei che avessero l’idea di me sul genere “è una brava ragazzetta, si comporta bene, speriamo lo faccia felice”.
      Ed ho l’impressione che inanellerò tutta una serie di papere non appena arrivata! 😀

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  2. lafiammiferaia ha detto:

    Ma secondo me il Voi non lo pretendono. Cioè, i miei genitori sono del profondo Sud, ma ‘sta cosa che uno di fuori deve dare del Voi ai locali non l’ho mai sentita: tra di loro, nella quotidianità, si daranno pure (ancora!) del Voi, però tu puoi stare tranquilla e dare del Lei. Credo. In ogni caso, in bocca al lupo! 😉

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    • virginiamanda ha detto:

      Mmmm, veramente fa parte della lista di cose che devo impararmi che l’omino mio mi ha dato: dare del Voi e non del Lei… però speriamo che siano come i tuoi e che se ne freghino! 🙂 Grazie per il supporto!

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  3. Michelle ha detto:

    Ci vorrebbe questa roba qua:

    completa di topini e zucca. 🙂
    In realtà però sai che ti dico?
    Lo sai già da sola: sii te stessa.
    Se riesci (e ci riesci benissimo) ad essere simpatica a persone che neppure ti conoscono come me ma che sarebbero liete di offrirti un caffè e conoscerti meglio anche solo per capire che cavolo è l’italianistica (si mangia?) perché mai non dovresti piacere ai “terribili” genitori che, ripetiti sempre come un mantra nei momenti di panico, abitano a migliaia di chilometri da voi.
    Fighe imperiali? Ma va là! E chi le vuole? Puà!
    Buon natale.

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  4. effesessantasei ha detto:

    C’è anche dell’altro da affrontare: le famiglie delle famiglie dei genitori, i cugini, le tavolate interminabili e l’impossibilità di sfuggire al cibo, all’ospitalità continua, al clima che ‘qui è diverso’, i roccocò, gli struffoli e l’eccesso di zucchero, le domande ad illusione di risposta libera.. buona fortuna!

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  5. mengis ha detto:

    parenti del sud = tnt! ahahaha parola di uno che per metà è nordico (per modo di dire..lombardia portami via) e per metà campano…interminabili natali al sud a sentirsi un pò la pecora nera della famiglia…ma sinceramente…esticazzi? 🙂

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  6. laphilo ha detto:

    allora, stiamo calmi innanzitutto.
    questa cosa del voi non ho capito se te l’ha detta lui di farla o se sei tu che credi si debba fare. certo in campania si usa il voi, io lo uso quando torno a casa, ha un peso diverso dal Lei. è arcaico, è antico, pensate come volete ma si usa ancora.
    ma tu non lo usi, è una cosa che non ti appartiene e non vedo perchè dovresti iniziare. saresti maldestra di sicuro e poi non credo si aspettino questo da te.
    nessuno ti chiede di essere diversa da come sei. non farlo, soprattutto in questa occasione!
    hai girato il mondo, non mi sembri una persona chiusa, so che non lo sei.
    andrai in una casa di persone che hanno abitudini diverse dalle tue. e allora? non posso pensare che sarà davvero così difficile.
    quanto più cercherai di piacere a quelle persone più sarai maldestra e rigida. non farlo.
    stai tranquilla per favore. so che per ragioni di scrittura hai volutamente esagerato certe cose, ma ti prego, tranquilla. se saranno chiusi e inospitali con te, vabè, è un problema loro.
    tu sei una persona gentile e hai un bel sorriso. poi vuoi bene al loro figlio. questo conta.
    quando nord e sud s’incontro non va ancora tutto liscio.
    ma tu non devi cambiare il mondo. nè cercare di farti voler bene. tu devi essere come sei e se sarai in difficoltà sono sicura che lui ti starà vicino.
    se vi capirete bene, altrimenti…pace, vivi a Stoccolma…

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    • virginiamanda ha detto:

      Grazie Philo! 🙂
      Me l’ha detta lui la cosa del voi, e a me mette un po’ di ansia, che pensavo di risolvere dichiarandolo all’inizio di non riuscirci con una risata ed una mezza papera… a me piacerebbe piacere (divinità delle ripetizioni, volgi il tuo sguardo altrove!) a loro, ma visto che già “conviviamo nel peccato” so che parto un po’ svantaggiata. Speriamo bene. Pensami domani. Per la cronaca: mi mettono ansia tutti gli incontri “formali” e con i miei ex storici che avevano genitori veneti e spagnoli ero nello stesso panico -forse pure peggio-. Lo so che nord e sud stanno bene assieme: noi conviviamo 🙂 🙂 🙂
      Pensami domani Philo! Bacetti!

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