Ti ricordi montagne bionde

Eccomi, ormai sto sveziando da ben undici giorni.

Inizierò dicendo che sono da sempre contraria agli stereotipi (ok, premessa non petita, effettivamente se viaggio è perché sono contraria agli stereotipi, sennò me ne rimarrei ben rinfrancata sul divano di casa mia), ma siccome ho troppi pensieri ed istantanee nella mia testa di questi giorni e non riesco a fissarle in un flusso di parole, li appunterò come post-it su una bacheca (seeeeeee, vabbè, è una scusa per fare una delle mie amatissime liste, però random) e detti così senza contestualizzare, magari sembreranno stereotipi, ma non lo sono. O forse sì. Ma chi se ne frega, è il mio blog, mica devo essere politicamente corretta. Non lo sono neanche nella vita reale, poi. Figurati qui. Pronti? Via!

– Le svedesi sono alte. E con alte non intendo l’alto italian-style dove una alta è una come me, che arriva quasi quasi all’1 e 70. Noooo amici miei, ma soprattutto amiche mie, noooo. No. La svedese media è una che ha uno stacco di gamba che mi supera, mi scavalca e poi mi calpesta pure. Il suo stacco di gamba arriva alla mia testa. Il suo fianco alla mia spalla. Ma la svedese che nel dna ha già due metri e mezzo di gamba è una che non si accontenta. Eh no. Lei DEVE ANCHE METTERSI I TACCHI. Risultato: mi sono attrezzata con un comodissimo tacco dieci da portare tutti i giorni. (Ernia, tendinite e scavigliamento non ancora pervenuti) (e grazie, li ho comprati oggi)

– Le svedesi sono bionde. E con bionde non intendo il biondo italian-style ovvero quello della Venier, della Cuccarini, della Carrà (sì, lo so, sono anziana ed i miei esempi sono da donna anziana, ma è colpa mia se da noi le sgallettate della nostra età sono tutte more??? Se le bionde le abbiamo importate tutte???) che è quel biondo vorrei ma non posso, platinami ed ossigenami un po’, oh tu, parrucchiera dalle mani sapienti. Noooo amici miei, ma soprattutto amiche mie. Il biondo della biondezza svedese è un biondo noncurante, un biondo portato con nonchalance da una che è nata così ma soprattutto ci è rimasta così (perchè a nascere biondi, signori miei, ero nata bionda anch’io, anzi no, diciamolo meglio: biondi si nasce ed io modestamente lo nacqui. ). (Epperò a partire dagli otto anni mora divenni e mora rimasi). Risultato: mai sentita così mora e così bassa in vita mia. Per la bassa, ok, ci sono i tacchi, ma per il mora non ci sono santi. Io sono con gli occhi scuri, le sopracciglia scure, le labbra grandi e la pelle bianca, se mi faccio bionda sembro un trans. (anche se, proprio non dovessi trovar lavoro, potrei iniziare a pensarci)

– Gli svedesi sono eh, come sono. E lo so che voi, care amiche vicine e lontane (ma soprattutto lontane, visto che al momento sono al parallelo 59 e di voi non ce n’è una che stia sopra, ma neanche a meno di due ore d’aereo) dei tacchi vi può mediamente fregare, delle tinte bah, ma è soprattutto di questo che volete sapere, beh, ecco, vi dirò… Sospendo il giudizio.

Infatti c’è da dire che il genere altobiondoocchiazzurribarbettaincolta che fa tassativamente svenire le conterranee italiane a me non ha mai incantato. Quello che c’è andato più vicino è stato il belga (ah no, anche l’inglese a pensarci bene…. eh si, e pure l’olandese! Ma si tratta di errori di gioventù) e poi bah, niente di che. Sempre stata fedele alla causa “moro del mediterraneo” quando no “pelato del mediterraneo” (che ha da sempre il suo Perchè con la P maiuscola). L’unica eccezione degna di nota (quelle summenzionate sono troppo brevi per farne uno studio approfondito) è l’uomo terrone che mi accompagna o meglio che io accompagno (ripristiniamo l’ordine dei ruoli, eh!) in terra di Svezia in qualità di concubina. Egli è ebbene sì, terrone (diciamo pure, parecchio terrone) eppure è biondo. (Un gran bel biondo, direi!) (giusto per ribadire il discorso che non mi fido degli stereotipi e voglio testare con mano). Comunque, pur non essendo io una fan dell’uomo biondo vichingo, ci terrei a far sapere alle mie amiche che quelli che lavorano alla reception sono uno: tipo questo  e l’altro tipo questo; mentre in metropolitana è abbastanza abituale incontrare tipi così, così, o così.

– Tra le altre cose: oggi ho fatto un colloquio, tipa simpatica, vedremo.

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