Sverige!

Dopo alcune vicissitudini secondarie (all’andata verso l’aeroporto l’amico che ci doveva accompagnare ha scoperto dopo essere uscito da Milano che dovevamo partire da Bergamo –e non da Malpensa-, in aeroporto le addette al check-in sono state gentilissime -bisognerà pur che qualcuno difenda la categoria!- fino all’imbarco, lì si sono trasformate in mostri a cinque teste che sbraitavano ad una coppia di neri che E’ VIETATO scambiarsi le valigie! Ci sono delle LEGGI! Ci sono le DIRETTIVE DELLA COMPAGNIA! Che si si va avanti così dove andremo a finire e tu (l’Uomo con cui mi accompagno con continuità da molteplici mesi) metti subito la valigia dentro il cesto! Ci entra! Va bene! Puoi passare! – sempre urlando-) e sull’aereo al mio fianco si è seduto il tardoadolescente più agitato (e nerd) della storia che in due ore e mezza ha: finito il cubo di Rubik, insegnato agli amichetti come fare, provatoci con quella a fianco (non io!), urlato agli amichetti seduti sulle ultime file che saremmo caduti sicuramente, sgomitato senza soluzione di continuità, letto i vespri ad alta voce, frantumato la copertina del libro di Dracula che portava con sè, fatto cadere ogni oggetto e recuperato tra i miei piedi almeno tre volte, detto alla hostess che è brutta, stato inquieto in generale) siamo atterrati nell’ameno aeroporto di nghfogreougbing che si trova nel mezzo di una foresta, a circa one hour and twenty da dove dovevamo arrivare noi. Autobus preso, anzi no, è già pieno, prendine un altro, faccia attonita di chi non sa come impiegherà quest’ora e venti in mezzo al nulla e il sonno provvidenziale che arriva. In centro, prendiamo un taxi (noi e le nostre CINQUE valigie) ed il pakistano ci raccomanda di scegliere una casa al Sud, al Sud si sta bene!!! (E a me veniva in mente la Carrà che in spagnolo cantava para hacer bien el amor hay que venir al Sur!), alla reception una svampita bionda (non è razzismo contro le bionde: la tipa era bionda E svampita, le due cose non erano in collegamento!) ci dice che yes, si, c’è la nostra prenotazione, per tutto il mese fanno quarantafastiliardi di dollaroni svedesi, ah no, scusate, mi sono sbagliata! E noi, stanchi morti (e le cinque valigie che ci guardavano con apprensione) decidiamo di andare a dormire e pensarci domani.

Entriamo nella stanza indicata e surprise! Ma siamo dentro all’esposizione dell’IKEA del secondo piano! Tutto rigorosamente bianco, nero e verde (!) mobili ad incastro che più incastro non si può, sembra di essere in una di quelle casette modello “come si vive in venti metri quadri ricavando: soggiorno, cucina, camera da letto e bagno” e, da non crederci, il bagno è pure spazioso! Ed ho pure l’angolo computer!

Vabbuò*, dormiamo, ci svegliamo, andiamo a prendere confidenza con la città passando dallo step 1: il supermercato.

Dopo circa dieci minuti per capire che le nostre corone non entravano nei carrelli (razzisti! Perchè le corone degli altri si e le nostre no?) facciamo LA SPESA! Sì, in maiuscolo, perché compriamo cose inenarrabili solo per sentirci a casa, come nelle migliori tradizioni di emigranti alla loro prima spesa.

Tanto lo sappiamo già che nel giro di un mese vestiremo tute da sci e mangeremo solo bieta e trancioni di salmone per colazione, ma vogliamo coccolarci nell’illusione che ciò non avvenga.

(Ovviamente le farfalle barilla al salmone e panna escono una schifezza, ça va sans dire)

Oggi prenderemo le bici, sì, no, forse. Intanto piove.

 

 

 

* Tra l’altro questo continuo switching tra il polentonese (mio), il terronese (suo) e l’inglese ha già prodotto mostri di conversazioni. Tipo:

– Come si dice abbbitudini?

– Con una B sola.

– Intendevo in inglese.

Non oso immaginare quando nel triangolo si inserirà pure la lingua svedese!

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5 pensieri su “Sverige!

  1. Annamaria ha detto:

    Hello, Virgh! Que tal?
    Il fatto e’ che quello stupido di google reader per qualche motivo non mi da’ il tuo feed a mi sono dimenticata di te, fino a che ho pensato di venire a vedere se era google reader che non funzionava come si deve o se eri tu che non scrivevi piu’ (la qual cosa mi sembrava improbabile). E cosa trovo? Te che vivi in Svezia (?!?!?) con un moroso… Un moroso? Tu? Ma dai!

    A parte gli scherzi, che bip ci fai in Svezia. E no, non credo di averei l tempo di andare a ritroso nel tuo blog e leggermi tutti i post dell’utlimo anno.

    Beh, sia come sia, contenta di averti trovata con nuove fantastiche avventure.

    Saluti temporaneamente salernitani da una Scogliera dublinese che da quando ha lasciato la Spagna si sente sempre piu’ catalana ma che molto probabilmente non vivra’ mai in Svezia… ne’ in Turchia, ne’ in Cina. Ma magari un giorno vivra’ in Polonia… chi lo sa….

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    • virginiamanda ha detto:

      Hola Scò! 🙂
      Ebbene sì, a quanto pare la vita fa giri strani. Dopo la Spagna c’è stato un anno in Italia, una borsa di studio in Turchia, un altro anno in Italia e la partenza per la Svezia.
      E pensa che il “moroso” è pure delle tue parti!
      E tu? Stai bene? Fissa a Salerno? Bacetti un po’ freddini (ma solo per la temperature esterna!) e bentornata!

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