Meno tre

La valigia è finita.

Per fortuna è finita, sennò avrei continuato a riempirla.

Ho finito di riempirla e sono passata a riempirne un’altra. Se non ci fosse stato il treno avrei continuato a riempire tutte le valigie che ho nella stanza (con due fratelli all’estero, il regalo più comune a casa mia è valigie).

A volte mi sento come in quella pubblicità del programma di Real Time per gente che ha bisogno di recuperare salute mentale ed ha i corridoi ingombri di ogni tipo di schifezza e per giustificarsi una tipa dice “Io colleziono… cose!!!”.

Ecco, io potrei dire: io colleziono libri, io colleziono vestiti.

Io mi sento così strana.

Da una parte piango più delle altre volte (in realtà dell’altra volta: ho pianto solo abbracciando papà prima di partire per la Turchia, non sapevo niente e non avevo voluto informarmi “per non partire con i pregiudizi” e prima di salutare papà mi è scesa addosso tutta la mia stupidità) (prima di partire per la Francia ero contenta, soddisfatta di aver vinto una borsa di studio a 21 anni per iniziare a fare il lavoro che volevo dai 16, prima di partire per la Spagna pensavo sarei rimasta “al massimo” un mese – furono due anni e passa- quindi non avevo ansie) perché so che non saranno sei mesi, non saranno nove mesi, ma sarà molto di più, dall’altra sono motivata, sono curiosa e ho voglia di vedere come va.

Mio fratello al telefono ieri mi chiedeva: ma della convivenza non sei preoccupata? Ed io mi sono un attimo bloccata. La convivenza per ora è proprio il mio ultimo pensiero. Dovrò sistemare i documenti, trovare un appartamento decente e non troppo caro per entrambi, cercare un lavoro, fare contatti e iscrivermi a corsi di lingua…. la convivenza sarà quello che succede in mezzo.

In questi giorni, ogni tanto mi fermavo da lui a dormire, e per riuscire ad essere a lavoro alle 8:30 dovevo svegliarmi alle 5:00. E lui di conseguenza, visto che mi doveva portare alla stazione della linea che dovevo prendere più vicina: a 40 minuti di macchina.

Io non lo so come sia l’amore per gli altri, e quanto possa essere difficile vivere insieme in una città sconosciuta, ma per me, sapere che  partirò con una persona  che pur potendo rimanere a letto fino alle 9:00, si sveglia alle 5:00 del mattino senza il broncio, e mi abbraccia e mi da i bacini e nasconde di essere stanco solo per farmi contenta, beh, è già un buon auspicio.

4 thoughts on “Meno tre

  1. Non ti conosco e ho visto praticamente solo questo post e un paio più sotto ma mi sono commossa nel leggere le parole pre partenza e tutto quello che traspare. Ti auguro un sacco di belle cose, di non avere tanto freddo e in bocca al lupo.

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