L’ordine e la malinconia, sapessi com’è strano.

Stavo passeggiando tra questi palazzi eleganti e puliti di Milano, ed ho deviato per una vietta che non conoscevo, ed all’angolo ho trovato uno di quei bar piccoli con il bancone in marmo rosa ed il barista impettito nella sua uniforme con gilet nero e colletto bianco, allora ho proseguito per due passi ma poi sono tornata indietro, ho pagato un caffè all’angolo interno del bar, dove il resto me lo hanno appoggiato su un scatolina di velluto rosso due signori sempre impettiti con i gilet neri ed i colletti bianchi, mi sono diretta al bancone, il barista impettito si è girato sui tacchi e mi ha preparato il caffè, mentre lo bevevo ho notato la vetrina dove erano esposti i piatti in ordine con le composizioni per il probabile futuro aperitivo fatto di barchette disposte a raggiera, perfettamente equidistanti.

Ho pensato chissà quando in Svezia troverò un posto così, elegante e semplice allo stesso modo, i baristi impettiti che sorridono, un po’ di provincialità italiana però mascherata da classe, le barchette in ordine, il caffè buono ad un euro… e mi è venuto l’occhio lucido.

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2 pensieri su “L’ordine e la malinconia, sapessi com’è strano.

  1. virginiamanda ha detto:

    Ma io ti avvisai! Non questa ma la penultima volta! 🙂
    Già, la Svezia sarà anche bellissima ma io un po’ sono triste di lasciare tutto di nuovo e andare ad avere freddo.
    Speriamo che il salmone valga la candela!

    Mi piace

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