Se i No doubt si sono sciolti vuol dire che qualche dubbio l’hanno avuto pure loro

Ho un po’ di dubbi: andare o restare?

Dal 2006 non mi sono mai fermata piu’ di un anno in Italia, sperimentando ogni volta lo spaesamento del ritorno e il quasi-sollievo della partenza.Questo e’ un periodo in cui qualcosa sembra si stia muovendo.

Andarmene vorrebbe dire rinunciare alla opportunita’ di formazione che ho ancora in Italia e “condannarmi” a fare un mestiere che, per quanto ami, alla lunga puo’ stancare e che non ricompensa cosi’ tanto a livello di stipendio.

Insomma, e’ -di nuovo- impazienza (di lavorare, di fare, di guadagnare, di girare) contro ponderatezza (studia un altro po’ che e’ meglio per il tuo futuro, e dopo potrai viaggiare, fare, lavorare, e si spera pure guadagnare di piu’).

Che fare?

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5 pensieri su “Se i No doubt si sono sciolti vuol dire che qualche dubbio l’hanno avuto pure loro

  1. lafiammiferaia ha detto:

    Posto che non ho capito quale sia il tuo ambito e quale sia il lavoro che ti hanno offerto, anche io mi ritrovo in una posizione analoga.
    O, meglio, mi ci sarei potuta trovare, perché io ho fin da subito, fin dopo la laurea ho scelto la strada del non guadagno (poco) subito e continuo a studiare per guadagnare di più (dopo). Ora aggiungerei il “si spera”.
    Ti confesso che continuare a studiare è pesante, specie quando non hai più l’età per considerarti studentessa (anche se, a dirla tutta, ancora c’è gente che alla mia età si è appena laureata o magari neanche quello, quando io nel frattempo ho anche preso la specializzazione).
    Ebbene, il mio consiglio è un non-consiglio: fai quello che ti senti. Se credi di riuscire a “sopportare” ancora lo studio, io mi butterei su quello. Se però scalpiti di fare/guadagnare/vivere, allora accetta quel lavoro, anche perché studiando ci saranno molti momenti di sconforto e quindi devi essere super convinta della tua scelta!

    Scusami se mi sono dilungata. 🙂

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    • virginiamanda ha detto:

      Cara Fiammiferaia,
      permettimi di dirti che hai uno dei nick piu’ belli della storia 🙂
      Detto questo, ti do’ un paio di coordinate: ho 27 anni, un paio di lauree (ma d’altra parte chi non) e un po’ di certificati (universitari, di lingue…) e circa sei anni di esperienza nel mio lavoro.
      E’ proprio perche’ so che cosa vuol dire studiare quando non si ha piu’ l’eta’ (mi sono laureata alla specialistica l’aprile scorso, e due anni mi sono durati cinque proprio perche’ lavoravo e non Italia) e cosa vuol dire essere spinti dall’impazienza di lavorare e guadagnare (per quanto poco) subito che ora mi pongo delle domande.
      Mi hanno proposto un lavoro molto bello, ben pagato (nel senso: per le competenze e la storia che ho ora, di sicuro tra diec’anni potrebbe non sembrarmi piu’ cosi’ ben pagato) ma lontano, ed in un posto dove non ci sarebbero tante possibilita’ di tornare “in giornata” in Italia per sostenere un esame, fare un corso, vedere un professore, fare un concorso… come invece facevo dalla Spagna, dalla Francia e dalla Turchia.
      E’ proprio perche’ so cosa vuol dire e quanta fatica comporti che ci voglio ragionare un po’ prima e non farmi spingere dall’impazienza.
      Grazie mille per il tuo parere, faro’ esattamente cosi’. Ci pensero’ e ci rimuginero’ tanto, ne parlero’ con tutti i miei familiari ed amici ed alla fine scegliero’ in base alla felicita’.
      Un abbraccio e grazie d’essere passata!

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      • lafiammiferaia ha detto:

        Grazie per i complimenti per il nick! In effetti lo amo molto! 🙂

        Avevo intuito che fossimo coetanee ma ora tu me ne dai la conferma! 🙂
        Ti dirò: ora come ora se mi offrissero un posto di lavoro (anche) simile a quello che mi piace(rebbe) fare in futuro vacillerei. E però credo che, seppur a malincuore, rinuncerei e continuerei a studiare: se andassi a lavorare e smettessi di studiare so che lo rimpiangerei per tutto il resto della vita. Quindi al momento cerco di non pensare che mi piacerebbe vivere/fare/guadagnare e mi autoconvinco che sono fortunata di poter studiare ancora (come in effetti è anche nella realtà, senza bisogno della mia opera di autoconvincimento).

        Insomma, il problema è tutto lì: se il desiderio di fare un lavoro per cui è richiesto altro studio è maggiore del desiderio di indipendenza (che alla nostra età è un desiderio sacrosanto), la risposta al tuo dubbio viene da sé! 🙂

        Spero di averti aiutata, in qualche modo!
        Un bacio! 🙂

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