Il ricambio

Ed eravamo fuori, nella sala a fianco c’era un matrimonio tamarrissimo con la sposa vestita di bianco e rosso e l’invitata più sobria aveva un tubino giro passera e tacco quindici e mentre stavamo bevendo salta fuori questa storia dell’addio al celibato di quel vostro amico e uno dei migliori se ne esce con:”Per fare una cosa diversa potremmo chiamare tutte le sue ex”.

Giustificava dicendo: “Solo così si capisce se è davvero convinto, facciamolo in un’atmosfera giocosa etc etc etc”.

Io mi sono opposta ed in quella mia opposizione c’era –ovviamente– anche altro.

Io non riesco a pensare ai miei ex come capitoli chiusi. Sono ancora innamorata di tutti, li amo tutti e per tutti sto ancora male se penso a quella sera, a  quella volta, a quelle lacrime, a quel treno, a quell’aeroporto, a quella valigia andata a prendere, a quel film, a quella litigata, a quel concerto, a quella doccia, a quella notte di ritorno da Valencia “prendi un taxi e vieni subito qui” e c’eravamo lasciati ma ci volevamo ancora, ed erano le quattro di mattina ed il giorno dopo andavamo a lavorare entrambi, a quel cappotto verde all’arrivo in Germania, al treno che ho sbagliato dall’ansia di rivedersi, all’abbraccio davanti al Duomo una mattina di agosto di meno di un anno fa e quel viso che non aveva dormito e mi diceva “sei bellissima”, io se ci ripenso, mi fate ancora piangere tutti.

Mi fate piangere e sorridere insieme, i salti in macchina di notte ed i fari spenti per non farsi beccare, le colline troppo alte, le battute stupide, i viaggi in treno e gli occhiali neri e le foto dei baci, ed i baci senza foto, le litigate e gli stivali che mi infilavo prima di scappare via, i messaggi teneri dopo anni, la sera dell’ “ora ti devo dire una cosa” ed il pianto subito dopo, la mancanza, l’insofferenza, il desiderio e la consapevolezza, come si fa a rimanere convinti ed impassibili?

Cosa c’è in questo ciclo continuo che per quanto sia cresciuta mi fa pensare che ancora siate tutti parte di me?

Non riesco a pensare che gli ex, i miei ex, siano capitoli chiusi, perché non vedo la vita come un libro, piuttosto come un ciclo di lavatrice, dove tutti i panni si rimestano di continuo, e magari qualcuno di vecchio ancora stinge e lascia la macchia di colore su quello nuovo. E quando succede, se la macchia è bella grande, è meglio buttare via il panno nuovo.

Per quanto io sia innamorata (e da undic’ anni, quando mai non lo sono stata? Dovrei farmelo scrivere sulla carta d’identità “innamorata” sotto professione) e lo sia veramente anche ora di una persona che sensuchtamente supera tutte le altre messe assieme, e che non cambierei per nessuno di loro io i miei ex li adoro ancora, sono persone che ho amato e che mi hanno fatto soffrire e che io ho fatto soffrire, tutto senza cattiveria, senza litigi del “tu mi hai fatto questo”, o anche, magari sì e non me li ricordo, ma civili, persone che non mi rinfacciano che io non stia più con loro ed a cui io non rinfaccio che non stiano più con me (e bella forza, li ho pur sempre lasciati io) ma come si fa, dico io, a volerli tutti assieme la settimana prima di sposarsi con quello che ami in quel momento?

Dico in quel momento, perché forse c’è una crescita, forse si cambia, forse si ama in modo diverso, ma quello che si è amato con gli strumenti che c’erano e la conoscenza del mondo che si aveva prima, non è meno amato di quello che si ama quando la consapevolezza del mondo, dell’amore e del dolore è maggiore.

Però quello che si ama così tanto da volerselo sposare non c’entra niente con quelli che ci sono stati prima, anche se sono stati amati e anche se hanno contribuito alla crescita.

Questo forse è un problema moderno, prima ci si fidanzava e ci si sposava, non si facevano tante storie prima, e poi bòn, te lo tenevi. Ora no.

Ed il vero problema del riciclaggio e dell’entropia e del consumismo e del mondo è: in che bidone bisogna mettere gli ex? Bisogna farli sparire del tutto? Se sì, è perché si ha paura del recupero? Se no, è perché non si sono amati a sufficienza?

In ogni caso, mi dovessi mai sposare, per favore, i miei ex, e quelli veramente veramente legati ai miei ricordi non saranno più di cinque-sei, per favore, per favore, per favore, non invitateli.

Neanche ad una festa giocosa. Niente. Sono una debole, non ce la farei.

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Un pensiero su “Il ricambio

  1. lisecharmel ha detto:

    per carità, se un amico di un mio ex mi chiamasse per dirmi “il tale si sposa, vieni al suo addio al celibato?” gli darei una rispostaccia. chiamate una escort piuttosto 🙂
    io non credo che ci sia un modo giusto e uno sbagliato di gestire il proprio passato: conosco gente che esce ancora coi suoi ex come se fossero amici normalissimi, io non potrei, io metto pietre sopra a tutti, ma ognuno ha il modo giusto per sé e che non è lo stesso degli altri.

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