E a maggio il mondo è pieno ed invitante di colori, ma tu lo sai negli alberi ci sono solo fiori*

E’ passato maggio.

Maggio chissà perché non è mai stato un mese simpatico per me. Cioè io lo so perché, era il mese del compleanno di quello che mi piaceva tanto alle elementari e poi tanto alle medie e poi m’ha rovinato la vita adolescente finché dopo mi sono ripresa e sono andata a dirglielo, ciao, tu lo sai che mi hai rovinato la vita e lui che lo sapeva, eccome se lo sapeva, mi aveva risposto, bello e strafottente come sempre “se uno se la fa rovinare, vuole che gliela rovinino”, infame, ed ecco il motivo per cui maggio come mese, non mi è mai piaciuto.

Poi, crescendo, maggio è diventato il mese delle cose belle, un 25 maggio lontano ho aspettato quello che mi piaceva tanto che si era dichiarato due mesi prima in gita ad Amsterdam regalandomi un tulipano giallo. Quel 25 maggio l’ho aspettato alla porta della scuola e gli ho detto di sì e lui mi ha risposto: questo è il giorno più bello della mia vita.

Un 25 maggio di pochi anni dopo ho superato finalmente l’esame di teoria per la patente.

Un 25 maggio ero a Torino ed ho chiesto alla mia amica se potevamo trovare un internet point e ne abbiamo trovato uno proprio sotto la Mole e sono entrata ed ho letto: VINCITRICE, ero al mio primo incarico di lavoro all’estero e pagava il Ministero dell’Istruzione. Sono uscita, ho chiamato papà, la Mole mi sorrideva.

Un 25 maggio ero triste, il ragazzo con cui mi sentivo quotidianamente da 500 km di distanza si era fatto più schivo ed io pensavo: è colpa mia. E mentre io pensavo è colpa mia, mamma mi ha mandato un messaggio che diceva: è arrivata una busta, quella che aspettavi. Non ti dico niente, ti faccio un fax? Ed era il mio secondo incarico all’estero, pagava l’Unione Europea.

Ed altri 25 maggio sono stata molto felice, molto innamorata, molto ubriaca, molto sorridente, molto allegra.

E questo maggio si è incastonato divinamente tra la laurea ed il desiderio di farcela, di lavorare, di sorridere, di essere felice, di avere dei sentimenti colorati dopo tutto quel grigio che c’è stato nei mesi passati.

E in questo maggio ho imbustato, ho spedito, ho ricevuto cartoline firmate, mi sono presentata con imbarazzo e sospetto al primo concorso per titoli e colloquio della mia vita.

E in questo maggio c’è stata una telefonata, una mattina di sole.

Dottoressa?  Pronto, ho risposto io, tra l’addormentato e lo sbronzo dalla sera precedente, Dottoressa, ha ribadito lei, e io mi chiedevo ma chi sarà sta dottoressa, qui ci sono solo io, la chiamo per informarla che è risultata vincitrice, ha detto, del concorso, la aspettiamo per la firma dell’accettazione dell’incarico.

Stavolta paga l’università. E allora maggio sorride, ed io sorrido, e so che in fondo alle crisi, alle crepe, ai malumori ed ai silenzi, in fondo in fondo, è sempre meglio preservare un po’ di speranza.

Perché maggio arriva sempre, e maggio quando arriva arriva.

 

 

*Chi non sa da dove arriva questo verso è pregato di uscire dal blog

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